Coronavirus, sì agli accordi tra inquilini e proprietari per ridurre canone di affitto: come fare

Inquilini e proprietari possono accordarsi per la riduzione dell’affitto a causa del Coronavirus. Ecco la procedura da seguire.

Tra le tante novità interessanti per chi si trova a vivere momenti di difficoltà economica a causa della pandemia di Coronavirus che ha interessato l’Italia, c’è anche la possibilità di ottenere una riduzione dell’affitto.

E’ possibile infatti accordarsi tra inquilini e proprietari per una riduzione del canone di locazione e, per evitare di pagare le imposte sui canoni non riscossi, è necessario che tale accordo venga registrato entro 30 giorni.

Come redigere e registrare l’accordo in tempi di Covid-19? Di seguito vediamo passo per passo la procedura da seguire.

Chi può ottenere la riduzione del canone di affitto?

La riduzione del canone di affitto è ammessa per tutti i contratti di locazione, indipendentemente dalla tipologia dello stesso.

E’ possibile dunque registrare tale tipo di accordo sia nel caso di locazione di immobili per uso abitativo, sia nel caso di locazione di immobili commerciali. Non sono previste differenze con riferimento alla durata del contratto o al regime fiscale di tassazione ordinaria o cedolare secca.

Inoltre per la registrazione non sono previste spese in quanto l’atto è esente da bollo come previsto dall’art. 10 del dl 133/2014.

Come redigere l’accordo?

Per quanto riguarda l’accordo di riduzione del canone di locazione che andrà registrato, in realtà la scrittura dello stesso è molto semplice.

All’interno dello stesso sarà necessario fare riferimento al contratto in essere e, nello specifico, dovranno essere riportate le seguenti informazioni:

  • i dati del locatore e dell’inquilino;
  • il canone annuo stabilito inizialmente;
  • l’ammontare ridotto sul quale ci si è accordati;
  • il numero di mesi per i quali l’inquilino pagherà un importo più basso.
  • infine data e firma.

Non è invece necessario comunicare all’Agenzia delle Entrate la data di ripresa del pagamento regolare e, per evitare spostamenti, è ammesso lo scambio di tale atto tra le parti via e-mail e la scannerizzazione dello stesso.

Quali sono i vantaggi della riduzione del canone di locazione?

Per il conduttore che si trova a vivere una situazione di difficoltà a causa della crisi provocata dalla pandemia di Coronavirus in Italia il vantaggio è sicuramente quello di poter concordare un canone più congruo alle sue mutate possibilità.

Ma esistono anche vantaggi per i proprietari che rischierebbero di trovarsi a pagare imposte su canoni insoluti mentre, in questo modo, pur vedendo ridotta l’entrata mensile, pagheranno imposte solo su quanto effettivamente riscosso.

In questo modo inoltre potranno ridurre anche l’ammontare delle imposte da pagare in acconto con la prossima denuncia dei redditi.

Invio dei documenti. Come fare se gli uffici sono chiusi?

Per registrare l’accordo di riduzione del canone di locazione occorre compilare il Modello 69, che è reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Una volta compilato il Modello 69 occorre allegare allo stesso l’accordo e inviare tutto allo stesso Ufficio presso il quale era stata fatta la registrazione a suo tempo.

Come fare la registrazione dell’atto in questo periodo in cui gli uffici sono chiusi?
E’ possibile procedere alla registrazione dello stesso inviandolo on line anche senza posta certificata.

In ogni caso è anche possibile attendere la riapertura degli uffici in quanto la circolare n.8 dell’Agenzia delle entrate ha previsto lo slittamento dei termini a causa del Coronavirus e, la stessa, fa riferimento anche alla registrazione degli atti.

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1 commento

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Publio Virgilio • 5 mesi fa

Dove sarebbero i vantaggi per il locatore di un simile accordo? Riduzione del canone e conseguente riduzione delle imposte, Dove sta la novità? è normale: meno reddito, meno imposte da pagare....Sarebbe opportuno, invece, che lo stato si facesse carico di una parte del fitto, dando un bonus direttamente all’inquilino, senza snaturare il normale vincolo tra conduttore e locatore. In tal modo si salverebbe il normale diritto-dovere tra: conduttore e locatore; e tra privato e Stato. D’altronde se il cittadino non produce reddito non può contribuire al mantenimento dello Stato. Forse è bene ricordare che i cittadini versano il loro dovuto nelle casse dello Stato affinchè si provveda anche per i meno abbienti.

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