Coronavirus: cosa si può comprare al supermercato?

Coronavirus: supermercati aperti, ma non si può comprare tutto. I negozi limitano (su indicazioni del Governo) la vendita ai soli beni di prima necessità.

Coronavirus: cosa si può comprare al supermercato?

Coronavirus: il fatto che i supermercati siano aperti non significa che i cittadini possano acquistare quello che vogliono. D’altronde, si ricorda che il Governo invita tutti i cittadini ad uscire solamente in caso di necessità, quindi anche i beni da acquistare al supermercato dovrebbero essere quelli che rispettano questo criterio.

Ed effettivamente in questi giorni in cui, nonostante l’emergenza, i supermercati sono autorizzati a restare aperti, ci sono dei negozi che hanno adottato delle restrizioni interne impedendo alla clientela di acquistare i beni non di prima necessità.

Sono diverse le segnalazioni arrivate in queste ultime ore dai clienti ai quali, una volta arrivati alla cassa, è stato impedito di acquistare determinati articoli in quanto non “beni di prima necessità”. In altri negozi, invece, è stato un cartello ad indicare cosa si può e cosa non si può comprare in questo periodo segnato dall’emergenza Coronavirus.

Una situazione che ha portato molti cittadini a rivolgersi a Federdistribuzione per chiedere delucidazioni in merito. Perché lasciare aperti i supermercati e poi vietare alcuni acquisti? La spiegazione è semplice; facciamo chiarezza.

Coronavirus: alcuni supermercati vietano l’acquisto di alcuni beni

In molti supermercati sono stati vietati gli acquisti di alcuni articoli in quanto non si tratta di beni di “prima necessità. Ad esempio, nei punti vendita di Esselunga (le principali testimonianze in merito arrivano da Milano) è stato affisso un cartello nel reparto articoli per la scuola con il quale viene spiegato alla clientela che non essendo beni di prima necessità non è autorizzato l’acquisto.

Ci sono cartelli simili nel reparto di biancheria della Carrefour, o anche nei prodotti di cura delle piante e nei reparti in cui si vendono altri beni non di prima necessità.

Sono diversi, quindi, i marchi della grande distribuzione che nel rispetto delle regole dettate dal Governo hanno deciso di chiudere alcuni reparti. D’altronde, le disposizioni adottate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri lo scorso 11 marzo, prevedono la “chiusura di tutti i centri commerciali, degli esercizi commerciali presenti al loro interno e dei reparti di vendita di beni non di prima necessità”.

Quindi, anche se è possibile andare al supermercato per fare la spesa, (rispettando tutte le regole per il contenimento dei contagi da Coronavirus), non si può acquistare ogni genere di beni.

Coronavirus: perché non si può comprare tutto al supermercato?

In molti si chiedono il perché di questa decisione, non capendo il motivo per cui dal momento che il supermercato è aperto non sia possibile acquistare beni che non sono di prima necessità. Ebbene, alla base di questa restrizione ci sono due diverse motivazioni:

  • da una parte evitare una concorrenza sleale nei confronti di quei negozi (come ad esempio le cartolerie) specializzate nella vendita di determinati articoli ma che a causa delle restrizioni adottate dal Governo hanno dovuto sospendere l’attività;
  • dall’altra perché limitando i beni acquistabili al supermercato si spera di ridurre i tempi di attesa all’esterno degli stessi, in quanto si ricorda che l’ingresso è limitato ad un certo numero di clienti per volta.

Coronavirus: cosa si può comprare al supermercato?

Secondo l’interpretazione data dalla giurisprudenza, sono prodotti di prima necessità i generi alimentari, ma anche i generi non alimentari indispensabili alla vita quotidiana e non sostituibili con altri prodotti diversi.

Sulla base di questa interpretazione, quindi, si possono acquistare beni alimentari, ma anche prodotti utili per cucinare (ad esempio le pentole). Inoltre, è autorizzato l’acquisto degli alimenti per animali, o anche i prodotti per la cura dell’igiene personale.

Per consultare l’elenco dei beni di prima necessità potete consultare il nostro articolo di approfondimento.

In ogni caso è il supermercato ad indicare cosa si può e cosa non si può acquistare; inoltre, ulteriori chiarimenti dovrebbero arrivare a breve da Federdistribuzione, in quanto questa ha promesso di fare chiarezza sulla questione. D’altronde, molti genitori si sono lamentati per il fatto che gli articoli di cartoleria non siano considerati “beni di prima necessità” in questa situazione in cui, essendo le scuole chiuse, i bambini svolgono le attività didattiche in casa.

Perché non permettere ad una famiglia di acquistare dei colori che oltre a poter servire per le attività didattiche potrebbero rappresentare anche un’attività di svago? Una domanda a cui Federdistribuzione dovrebbe dare risposta in tempi brevi, ma per il momento questo tipo di articoli rientrano in quella dei beni non acquistabili in quanto non di prima necessità.

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