Carrefour Italia passa a New Princes. Ecco come sta cambiando la GDO italiana

Andrea Muratore

05/12/2025

L’operazione punta su integrazione industriale, efficienza dei costi ed economie di scala, con effetti su prezzi, profitti e ruolo sociale della grande distribuzione in Italia e sulla spesa.

Carrefour Italia passa a New Princes. Ecco come sta cambiando la GDO italiana

L’ufficializzazione della vendita della rete di supermercati Carrefour Italia a New Princes è un importante momento di sviluppo del mercato italiano della grande distribuzione industriale e, rispetto ad operazioni passate come l’acquisto da parte di Conad dei punti Auchan in Italia nel 2019, la valenza industriale predomina sull’effetto di ottimizzazione e organizzazione immobiliare.

New Princes, che riporterà in auge il marchio Gs, con 200 milioni di investimento uniti al contributo di 245 milioni di euro di Carrefour per velocizzare l’uscita dall’Italia integrerà una filiera trasversale e potrà costruire, in prospettiva, economie di scala. Il player da oltre 3,5 miliardi di euro di fatturato celebre soprattutto per il possesso del brand Plasmon, potrà sostanzialmente raddoppiare il suo giro d’affari creando un sistema complementare che metterà sotto lo stesso tetto la produzione alimentare e la distribuzione. In sostanza, dunque, la linea che detta New Princes è quella di un settore di grande distribuzione organizzata sempre più chiamato a fare efficienza interna e a dover difendere i propri margini di profitto con investimenti attivi.

Negli ultimi anni, in un contesto di rinnovata e aggressiva inflazione, di rincari energetici e di compressione del potere d’acquisto, alla Gdo è stata posta una profonda domanda sociale e politica circa l’opportunità di non “rilasciare” eccessivamente l’effetto del carovita sulla grande massa della popolazione.

Le compagnie hanno provato a reagire con iniziative come i prezzi bloccati su molti prodotti e il carrello anti-inflazione, ma ora mosse come quella di New Princes delineano una strategia più articolata. Sul suo blog Giuseppe Caprotti, principale commentatore del dossier e erede della famiglia che ha edificato Esselunga, ha ricordato che “ il grande distributore non fa il miglior distributore, anzi e gli esempi migliori ne sono i distributori francesi Auchan, Casino e Carrefour dove, ancora oggi – regna molta confusione. Altri esempi di aggregazioni mal riuscite che io ricordi sono Promodes–Carrefour e Walgreens–Boots”. Per Caprotti, invece, Conad–Auchan in Italia è stata un’operazione finanziaria di successo ma “dal costo sociale altissimo” e ora New Princes, nel quadro di un affare che cuba un miliardo di euro di risorse economiche, dovrà evitare che questo si ripeta integrando una realtà da 13mila dipendenti.

Secondo Alimentando, periodico specializzato nel settore alimentare, la Gdo potrebbe trasformarsi in una produttrice senza fabbrica per governare una struttura di costo che chiama giocoforza a due trend: l’integrazione settoriale, da un lato. L’efficienza di costo, dall’altra. Il portale nota che nel biennio d’alta inflazione 2022-2023 “i discount hanno contenuto l’effetto inflattivo sugli acquisti mantenendo margini commerciali più stabili (leggermente in calo) e nonostante il gran numero di aperture di punti di vendita rispetto alla Gdo tradizionale, hanno conseguito maggiori efficienze in termini di costo”. Gruppi come New Princes possono fare delle loro nuove acquisizioni, dunque, l’abilitatore strategico per portare l’efficienza e le economie di scala, tramite l’aumento dell’accessibilità per i clienti, anche per i prodotti realizzati in altri rami del conglomerato, sdoganando una logica industriale perlomeno a livello di filiera logistica. La tendenza a un compattamento degli operatori potrebbe emergere come conseguenza di questi trend.

L’ottimizzazione del settore e la sua valorizzazione con legami con l’industria produttiva e con il pubblico dei grandi consumi ha una valenza anche economica per il Paese. Nel 2024 la Gdo ha generato un fatturato di 135 miliardi di euro, rappresentando un’importante componente dell’economia del Paese. Nel 2025 fino ad agosto il fatturato era salito di circa il 4%, anche per effetto di una maggior propensione alla spesa degli italiani. Se il settore Gdo sarà efficiente, ne beneficeranno anche i consumatori che potranno veder trattenuta l’inflazione e sanato il carrello della spesa. Il modello dei discount offre una linea operativa su come l’efficienza di costo sia un driver. A livello più ampio, le grandi operazioni come New Princes–Carrefour possono dare valore sistemico all’integrazione intersettoriale. E dettare la linea a futuri progetti simili se sarà garantita la capacità di mantenere al tempo stesso profittabilità, prezzi competitivi e solidità occupazionale. Difendendo il ruolo sociale e non solo economico della Gdo.