Chiara Appendino, cosa ha fatto finora la sindaca M5S di Torino?

Cosa ha fatto finora Chiara Appendino? Tutti i provvedimenti presi a Torino e le polemiche scaturite in questi primi nove mesi dalla sindaca del Movimento 5 Stelle.

Chiara Appendino del Movimento 5 Stelle cosa ha fatto finora in questi suoi primi nove mesi come sindaca di Torino?

Mentre di quello che ha fatto o non fatto Virginia Raggi a Roma sappiamo praticamente tutto, sui media nazionali è passato molto più inosservato l’operato di Chiara Appendino, che come la sua collega del Movimento 5 Stelle ha fatto nella capitale dallo scorso giugno è diventata sindaca di Torino.

Tutto questo fino allo scorso 25 marzo, quando Chiara Appendino ha deciso di debuttare in TV facendosi intervistare da Maria Latella per Sky Tg24. Un battesimo del tubo catodico che ha iniziato a far suscitare l’interesse nazionale anche su cosa stesse avvenendo a Torino.

Giusto qualche settimana prima, la città di Torino ha approvato il bilancio di previsione 2017, con la Appendino che quindi ha spiegato come sia riuscita a trovare l’equilibrio finanziario per il capoluogo piemontese, dribblando però alcune polemiche che ne sono scaturite.

Vediamo allora quali sono stati i principali provvedimenti persi da Chiara Appendino, per una sorta di resoconto di questi primi nove mesi di questa giunta targata Movimento 5 Stelle.

Chiara Appendino e il Movimento 5 Stelle

Durante le burrascose settimane che hanno colpito Roma in concomitanza con le vicende giudiziarie di Virginia Raggi, spesso da parte di esponenti del Movimento 5 Stelle veniva ripetuto il mantra di come i media facessero le pulci riguardo tutto quello che accadeva nella capitale, mentre poco veniva detto su quanto stesse facendo invece la Appendino a Torino.

L’idea che si venne a creare quindi era quella di una Raggi in difficoltà presa di mira da stampa e TV, mentre la brava Appendino nel silenzio dei media stesse svolgendo il suo lavoro di primo cittadino in maniera ottimale.

La carriera politica di Virginia Raggi e Chiara Appendino è molto simile. Entrambe elette come consiglieri comunali nel 2001, tutte e due poi nelle elezioni del giugno 2016 sono riuscite al ballottaggio a sfilare Roma e Torino al Partito Democratico.

A differenza della sua collega romana però, la Appendino si è presentata agli elettori di Torino annunciando già da prima quale sarebbe stata la propria giunta in caso di vittoria.

Oltre questo, ha pesato molto nella maggior solidità della giunta Appendino il fatto che il gruppo del Movimento 5 Stelle sotto la Mole fosse molto più coeso rispetto a quello all’ombra del Colosseo.

In questi mesi, la giunta Appendino non ha subito abbandoni o vicende simili alle inchieste su Raffaele Marra e Salvatore Romeo, lavorando con molta più tranquillità rispetto alla Raggi perché è arrivata alla vittoria elettorale con le idee già molto chiare.

Ma finora Chiara Appendino ha amministrato bene o male Torino? I cittadini ancora sembrerebbero dalle rilevazioni darle fiducia, anche se il suo operato per alcune scelte ha lasciato molto perplessi.

Cosa ha fatto finora la Appendino?

In questi primi nove mesi di giunta, l’obiettivo di Chiara Appendino è stato uno solo: sistemare i conti della città di Torino. Quasi la totalità dei provvedimenti adottati dalla sindaca finora sono andati in questa direzione.

C’era soddisfazione quindi nelle parole della sindaca quando intervistata da Maria Latella ha parlato del bilancio di previsione 2017, che da poco era stato approvato.

Nel documento, il Movimento 5 Stelle a fronte di spese per 1,168 miliardi ha stimato incassi per 1,167 miliardi, sforbiciando le uscite di circa 30 milioni rispetto al 2016.

Qui però iniziano le polemiche. Tra i tagli previsti ci sono 6 milioni alla cultura, 2 milioni al turismo e 750.000 euro alle materne paritarie. Dai tagli alle spese riguardanti il personale del Comune invece sono stati recuperati 3 milioni.

La sforbiciata alle paritarie ha provocato la dura reazione della diocesi, mentre la netta diminuzione dei soldi destinati alla cultura ha fatto nascere polemiche bipartisan. Al momento, addio al Torino Jazz Festival e con ogni probabilità anche alla mostra di Manet prevista per il prossimo autunno.

Anche lo sviluppo del turismo, che stava dando i suoi frutti con Torino che era riuscita ad imporsi negli ultimi anni come una delle città italiane più visitate, viene al momento accantonato per esigenze di cassa.

Altro taglio che ha fatto molto discutere, è quello alle agevolazioni sulla Tari per tutte quelle famiglie con un reddito ISEE inferiore ai 24.000 euro, anche se il Comune spera di trovare presto i fondi per poter ripristinare il provvedimento.

A fronte di questi tagli, nel bilancio di previsione ci sono aumenti per i fondi destinati al verde pubblico, alle scuole e agli spazi pubblici con un occhio di riguardo soprattutto per quanto riguarda la manutenzione stradale.

Altri soldi saranno poi destinati per gli interventi nelle periferie, quartieri dove la Appendino ha costruito il proprio bacino elettorale ma che finora erano stati un po’ dimenticati dai primi provvedimenti della sindaca.

Pesando i vari provvedimenti, si può dire che finora la giunta Appendino sia stata molto attenta soprattutto ai conti pubblici. Nei prossimi mesi però vedremo se arriverà anche quella sorta di piccola rivoluzione per Torino paventata durante la campagna elettorale, una sorta di grande scossa che al momento non si è ancora vista anche se oggettivamente ancora è troppo presto per dare un giudizio in merito.

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