Borse asiatiche deboli, pesano dati Cina e lavoro USA. Nikkei sale grazie a yen

Borse asiatiche: debolezza generalizzata dopo la bilancia commerciale della Cina sotto le attese e sulla scia dei dati sul mercato USA. Nikkei in positivo, yen in pausa.

Le borse asiatiche inaugurano la settimana principalmente in negativo: la sessione dei mercati di lunedì soffre ancora della delusione dai dati sul lavoro statunitense, oltre a subire il risultato della bilancia commerciale della Cina inferiore alle aspettative. Aumentano le domande sull’effettiva capacità del gigante cinese.

Il prezzo del petrolio è in rialzo grazie alla notizia sul calo di produzione causato dagli incendi in Canada, mentre il dollaro USA riesce a risalire contro le valute principali nel mercato del Forex.

L’indice MSCI Asia-Pacifico rimane più o meno piatto, la Corea del Sud scende dello 0.6%, mentre Shanghai perde oltre il 2% a causa delle importazioni ed esportazioni della CIna in calo oltre le attese degli analisti per il mese di aprile.

L’indice giapponese Nikkei contraddice il trend e segna una chiusura in rialzo di quasi lo 0.7%: il forte apprezzamento dello yen (JPY) sembra essersi preso una pausa (per ora).

«Il dollaro è aumentato contro le valute asiatiche a maggio, e i mercati azionari asiatici stanno scendendo in correlazione con le rispettive valute»,

spiega Masahiro Ichikawa, senior strategist presso la Sumitomo Mitsui Asset Management - come riportato da Reuters.
Il won sudcoreano, la rupia indonesiana e il ringgit malesiano sono scesi ai minimi di sei settimane contro il dollaro USA nelle ultime settimane.

Sul finire della scorsa settimana Wall Street ha segnato dei rialzi circoscritti, dopo la pubblicazione sul Calendario Economico sei dati sul mercato del lavoro al di sotto della aspettative. Il risultato ribadisce la necessità per la Federal Reserve di rialzare molto lentamente i tassi di interesse. Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0.4%, lo S&P 500 a +0.3%.

I Non Farm payrolls hanno mostrato che i nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti ad aprile sono stati 160.000, l’aumento più circoscritto dallo scorso settembre, e ben al di sotto delle attese del mercato per un’aggiunta di 200.000 posti.

Investitori ed istituzioni finanziare hanno immediatamente ridotto le attese per un rialzo dei tassi nel 2016 per un solo aumento, molto probabilmente a seguito della riunione di politica monetaria dell Fed del prossimo dicembre.

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