Il 2025 sta segnando un momento di svolta per il mercato azionario cinese, con un ritorno significativo degli investitori esteri. Dopo anni in cui il Paese era percepito come non investibile, i flussi in ingresso stanno crescendo rapidamente, riflettendo un mutato atteggiamento del capitale globale verso Pechino. Al centro di questo rinnovato interesse ci sono il forte sconto valutativo dei titoli e il dinamismo del settore tecnologico, spesso citato come motore della crescita cinese.
Secondo i dati dell’Institute of International Finance, gli acquisti esteri di equity cinese hanno raggiunto 50,6 miliardi di dollari tra gennaio e ottobre, contro gli 11,4 miliardi del 2024. Sebbene lontani dal record del 2021, rappresentano una chiara inversione di tendenza dopo anni di deflussi legati a rischi geopolitici e timori sulla crescita.
Parallelamente, l’indice CSI 300 e i listini di Hong Kong hanno beneficiato dell’entusiasmo legato all’intelligenza artificiale, soprattutto dopo il debutto del modello rivoluzionario di DeepSeek.
La Cina scambia ancora a un forte sconto rispetto al resto del mondo nonostante ospiti alcune delle migliori aziende tech globali. Questa combinazione di valutazioni convenienti e innovazione spinge molti investitori a riconsiderare un’esposizione al Paese, specie per diversificare portafogli spesso sbilanciati sul mercato statunitense.
La ripresa dei mercati non è però merito solo degli investitori stranieri: il vero motore è stata la poderosa ondata di capitali retail provenienti dalla Cina continentale. Gli investitori domestici hanno immesso circa 1,3 trilioni di HK$, contribuendo a rafforzare Hong Kong come snodo finanziario regionale e aumentando la fiducia complessiva sul mercato.
Gli anni recenti sono stati difficili: la crisi immobiliare, la stretta regolatoria sulle big tech e le tensioni commerciali con Washington hanno pesato sulla percezione internazionale del mercato cinese. Tuttavia, una serie di riforme regolamentari e segnali distensivi da Pechino stanno ora ricostruendo fiducia degli investitori.
Anche se alcuni fondi pensione statunitensi continuano a disinvestire per ragioni politiche, una crescente fetta di investitori privati e istituzionali globali vede nella Cina un’opportunità per accedere a tecnologie emergenti a prezzi ancora molto inferiori rispetto alle controparti americane.
Pur restando un mercato complesso e sensibile ai fattori geopolitici, la Cina mostra segnali di rinascita finanziaria. Le valutazioni attraenti, la leadership tecnologica e una maggiore apertura regolamentare stanno riportando liquidità internazionale verso un mercato che, fino a poco tempo fa, molti avevano scelto di ignorare.
In un mondo multipolare, la diversificazione torna parola chiave. Non si può mettere il 100% del portafoglio sul Nasdaq e per molti, la risposta oggi passa attraverso azioni cinesi.
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