SoftBank Group (Tokyo, ticker 9984), holding giapponese guidata da Masayoshi Son e tra i principali investitori di OpenAI, ha attraversato negli ultimi tre giorni di contrattazione una delle sequenze più nervose degli ultimi mesi. Lunedì 14 settembre 2026 il titolo è crollato del 10,7% secondo l’agenzia Associated Press, ripresa da ABC News. Martedì il titolo è poi rimbalzato tra il 7,5% e il 9,1% a seconda della fonte, chiudendo intorno ai 6.279-6.372 yen. Oggi, invece, il titolo ha invece chiuso in controtendenza rispetto al resto del listino, in calo dell’1,53% a 6.183 yen, mentre il Nikkei 225 ha guadagnato lo 0,69% a 63.922,78 punti.
L’allarme sulla sicurezza dell’AI che ha innescato il crollo
A muovere il titolo lunedì è stato un saggio pubblicato sabato 12 settembre dal CEO di Anthropic Dario Amodei, dal titolo «We Must Pace the Frontier» («Dobbiamo dare un ritmo alla frontiera»), in cui l’amministratore delegato ha invitato l’industria a rallentare deliberatamente il passo di sviluppo dei modelli più potenti per motivi di sicurezza e che riporta come principale preoccupazione il rischio di «recursive self-improvement» (sistemi IA capaci di costruire autonomamente la generazione successiva di modelli), fino al punto - scrive Amodei secondo questa fonte - di poter «superare la nostra capacità di comprendere e controllare questi sistemi».
Il CEO di OpenAI Sam Altman ha appoggiato pubblicamente l’appello, dichiarando secondo ABC News/AP che il settore dovrebbe «rallentare lo sviluppo della tecnologia che cambia il mondo per garantire che sia sicura», mentre Elon Musk ha commentato semplicemente: «Dario ha ragione».
Ad amplificare il nervosismo sul titolo SoftBank in particolare è stato il collegamento, riportato da più fonti, tra l’appello alla prudenza e un possibile rinvio della quotazione in borsa di OpenAI, ipotizzato al 2027 o oltre secondo KuCoin. SoftBank ha investito circa 65 miliardi di dollari in OpenAI puntando a una quota di circa il 13%, e i tempi della IPO sono centrali per la sua strategia di liquidità.
Non è la prima volta nel 2026 che un’indiscrezione sull’IPO scuote il titolo, a fine giugno una notizia simile gli era costata il 13% in una seduta. Il calo di lunedì ha coinvolto anche altri titoli legati ai chip IA: SK Hynix (-5,3%), Kioxia (-6%), Samsung Electronics (-2,8%) e Tokyo Electron (-0,9%). Secondo Dan Baker, analista di Morningstar, citato da Euronews, il calo riflette timori su un possibile rallentamento normativo e sulla perdita di controllo sui sistemi più avanzati.
Cosa succede al titolo?
Il giorno successivo il sentiment si è invertito. Kazuaki Shimada, chief strategist di IwaiCosmo Securities, ha spiegato a Business Recorder che, tradotto dall’inglese, «la mattina dopo, gli investitori hanno ritenuto prematuro giudicare il destino del ritmo degli investimenti in IA da parte degli hyperscaler». Il Nikkei ha chiuso la seduta di metà giornata a 64.082,36 punti, in rialzo di circa l’1%, e anche Kioxia ha recuperato il 2,73%.
Oggi, mercoledì, il quadro si è complicato ulteriormente: mentre il resto della tecnologia asiatica è salito - Murata Manufacturing +3,2%, Tokyo Electron +2,1%, Advantest +1,8% - sostenuto anche dal calo del petrolio dopo scorte USA superiori alle attese, SoftBank ha invece ceduto l’1,53%, in controtendenza. Nello stesso giorno SK Hynix è salita del 4,08% grazie alla risoluzione di una controversia sindacale e a voci di una partnership con Intel per la produzione di chip negli Stati Uniti, mentre Samsung Electronics ha guadagnato il 2,01% e Kioxia ha ceduto l’1,87%.