Rendimenti dell’11% e valutazioni da saldo in Corea del Sud, mentre il mercato AI crolla

Tommaso Scarpellini

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Un mercato dato per spacciato rimbalza con numeri che sembrano troppo belli. Occasione nascosta o trappola ben confezionata? Dipende da due soli nomi.

Rendimenti dell'11% e valutazioni da saldo in Corea del Sud, mentre il mercato AI crolla

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Mentre l’intero comparto dell’intelligenza artificiale arranca, in Estremo Oriente c’è un listino che molti avevano dato per spacciato e che qualcuno è tornato a comprare, forse con più ragioni di quante se ne immaginino. È la Borsa di Seul, e in particolare il suo indice principale, il KOSPI. L’indice ha ripreso a salire con valutazioni ancora insolitamente basse e si sta avvicinando a una resistenza che potrebbe orientare le prossime settimane.

Per capire fin dove possa spingersi il movimento, e quali rischi stiano passando inosservati, conviene partire da ciò che lo ha innescato.

Nel breve termine un catalizzatore c’è, ed è piuttosto riconoscibile. Il rally di ieri e di oggi ha riportato il KOSPI verso quota 6.000 punti, spinto in primo luogo dal rimbalzo violento dei semiconduttori. Samsung Electronics e SK Hynix, i pesi massimi del listino, hanno innescato un’ondata di ricoperture dopo la pesante correzione dell’estate e dell’autunno, alimentata dai dubbi sulla redditività degli investimenti in intelligenza artificiale.

A dare benzina al movimento ha contribuito anche il sidecar, scattato sul lato acquisti per due sedute di fila. La velocità e la concentrazione degli ordini programmatici hanno attivato il meccanismo, che congela temporaneamente i flussi automatici. Questo lascia pensare a una corsa alle coperture da parte degli investitori istituzionali ed esteri.

Un paio di sedute brillanti non bastano certo a ribaltare il quadro di lungo periodo, anche se alcuni elementi meritano uno sguardo più attento.

Un listino che costa poco

I ribassi degli ultimi mesi hanno compresso le valutazioni. Il P/E forward si muove tra 8,5x e 9,1x e il trailing P/E è intorno a 9,1x.

Livelli così bassi riflettono in parte il premio al rischio che il mercato chiede per questa piazza, e i rischi, come vedremo, non mancano. Eppure l’earnings yield è salito a doppia cifra e oggi si aggira intorno all’11%. L’earnings yield è il rapporto tra utili e prezzo (in pratica l’inverso del P/E, cioè quanto rende in utili ogni euro investito nel listino). Sull’S&P 500 lo stesso indicatore resta sotto il 6%, sicché il KOSPI offrirebbe, misurato con questo metro, un rendimento atteso grosso modo doppio.

Il cosiddetto Korea discount, gonfiato dalle vendite recenti, potrebbe spiegare buona parte di questo cospicuo premio al rischio azionario rispetto ai rendimenti dei titoli di Stato.

Cosa racconta il grafico

Affiancando ai fondamentali l’analisi tecnica, il quadro si fa ancora più interessante. Dopo il massimo sopra i 9.000 punti la struttura ha cambiato carattere in senso ribassista, con un CHoCH (change of character) seguito da una serie di BOS (break of structure) verso il basso, ossia rotture successive della struttura.

Oggi però l’RSI a 14 periodi segnala una brusca divergenza rialzista. L’oscillatore era sceso in ipervenduto estremo, sotto quota 30, ed è risalito in fretta fino a 46,52, incrociando al rialzo la propria media mobile semplice a 32,55.

Sul fronte dei livelli, il supporto immediato si colloca tra 5.450 e 5.300 punti, dove si trovano i minimi recenti e la base della demand zone. Più in alto, tra 6.500 e 6.600 punti, un precedente minimo violato e una zona di indecisione estiva formano la prima resistenza, che potrebbe fare da target di breve. L’ostacolo più serio arriva tra 7.000 e 7.250 punti, dove la chiusura del gap precedente coincide con una supply zone istituzionale, un blocco d’offerta. Messe insieme al catalizzatore di questi giorni e a un earnings yield così alto, queste soglie disegnano un’area da seguire da vicino.

Due titoli per un intero indice

Se il rendimento atteso è così alto, è anche perché il rischio non è banale. Il nodo principale si chiama iperconcentrazione sul segmento della memoria, visto che Samsung Electronics e SK Hynix pesano insieme oltre il 50% dell’indice.

Le due società producono i chip che immagazzinano e rendono disponibili i dati, dalle DRAM alle NAND fino alle memorie ad alta larghezza di banda montate sui server per l’intelligenza artificiale. È un comparto storicamente ciclico, in cui gli utili possono salire e scendere con violenza al variare della domanda e dei prezzi.

Chi compra il KOSPI, in pratica, compra soprattutto questi due titoli, e lo fa nel momento in cui l’intero settore dell’intelligenza artificiale è sotto pressione. L’indice finisce così per amplificare, nel bene e nel male, l’umore del mercato verso un unico tema.

Prima del rimbalzo, la tenuta del portafoglio

Inseguire un rimbalzo senza sapere dove si sta mettendo il capitale è una tentazione antica. Chi ha già visto un portafoglio andare in sofferenza sa bene quanto possano sedurre numeri che sembrano troppo belli.

Le valutazioni basse aprono spesso delle opportunità, anche se la storia insegna che un mercato a buon mercato può restarlo molto più a lungo del previsto. La domanda da porsi riguarda allora la propria soglia di sopportazione nel caso in cui il ciclo della memoria tornasse a frenare. Da lì conviene partire per dimensionare la posizione, ragionando per scenari e in modo da dormire sonni tranquilli.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.

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