Valanga di acquisti sulle azioni di CXMT, volate di oltre il 500% nel giorno dell’IPO alla Borsa di Shanghai. Identikit dell’azienda cinese produttrice di chip per l’AI.
CXMT (ChangXin Memory Technologies), il principale produttore cinese di memorie DRAM, ha debuttato oggi sullo STAR Market della Borsa di Shanghai con un rialzo superiore al 500%, dopo aver raccolto 8,6 miliardi di dollari nella più grande IPO asiatica del 2026.
Con la quotazione in Borsa, la società punta ad aumentare la capacità produttiva e a ridurre il divario tecnologico rispetto ai leader mondiali Samsung, SK Hynix e Micron.
CXMT debutta in Borsa: il titolo vola oltre il 500% nella più grande IPO asiatica del 2026
Nel bel mezzo dei timori legati allo spegnersi del rally per le azioni delle società che producono semiconduttori per l’AI (intelligenza artificiale), i titoli CXMT - società, che ha sede a Hefei, - hanno fatto oggi la storia delle IPO cinesi.
Le azioni, sbarcate alla Borsa di Shanghai al prezzo di collocamento pari a 8,66 yuan ciascuna, sono schizzate fino a 52 yuan, rendendo CXMT la società quotata in Cina più grande per capitalizzazione di mercato.
Immensa la fiducia degli investitori nell’azienda, su cui i riflettori si sono accesi nelle ultime settimane dopo le indiscrezioni circolate all’inizio del mese di luglio, secondo el quali Apple avrebbe iniziato a testare le memorie DRAM prodotte dal gruppo per i dispositivi destinati al mercato cinese.
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Fondata nel 2016 dal presidente Zhu Yiming, CXMT ha reso noto che utilizzerà i proventi dell’IPO per rafforzare le proprie capacità tecnologiche e la competitività industriale, finanziando in particolare progetti di ricerca e sviluppo e l’espansione della produzione di wafer per memorie.
Va ribadito che, a differenza di Nvidia, AMD o Intel, CXMT non produce processori ma memorie DRAM, componenti indispensabili per smartphone, computer, server e data center dedicati all’intelligenza artificiale.
Si tratta di uno dei segmenti più strategici dell’intera industria dei semiconduttori, oggi dominato da Samsung Electronics, SK Hynix e Micron Technology.
Il fatto che nel prospetto informativo dell’IPO si legga “memory wafer”, vuol dire che CXMT non comprerà chip già pronti, ma li fabbricherà ora investendo in misura superiore nella capacità produttiva delle proprie fabbriche, grazie ai proventi raccolti con suo debutto alla Borsa di Shanghai.
In una nota pubblicata venerdì, Morningstar aveva sottolineato che, con l’intelligenza artificiale ormai considerata da Pechino una questione di sicurezza nazionale, CXMT è destinata a diventare tra i principali beneficiari delle politiche industriali cinesi.
Secondo gli esperti di Morningstar, infatti, sebbene la tecnologia di CXMT sia ancora indietro rispetto ai leader globali del settore delle memorie, i grandi gruppi Internet cinesi impegnati nello sviluppo dell’AI dovrebbero sostenere una forte domanda per i suoi chip, mentre il governo accelera gli sforzi per raggiungere l’autosufficienza nel comparto dei semiconduttori.
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Così Theodore Shou, CEO di Yiyi Capital, nel commentare l’IPO da sogno, durante il programma Squawk Box Asia della CNBC:
“Non ho alcun dubbio che l’azienda diventerà un leader globale. È probabilmente solo una questione di tempo, prima che non sia più solo una società da sfidare, ma un campione mondiale in questo specifico settore”.
Shou ha aggiunto alla CNBC che “una performance del 470% nel giorno del debutto non è così rara”, ma il fattore che ha reso l’IPO di CXMT una storia di successo, rendendo il debutto “così significativo, è che si tratta di società di queste dimensioni”, ovvero di una società che non di piccola capitalizzazione.
Rally così corposi hanno interessato infatti in passato soprattutto le IPO lanciate da società considerate piccole.
Il manager ha spiegato il fenomeno dello scatto delle azioni con la quota limitata di flottante disponibile nel primo giorno di contrattazioni, combinata con un forte sentiment di mercato.
Non è mancata però una certa cautela: «Credo che ci stiamo avvicinando a un picco di breve periodo del sentiment sul ciclo delle memorie» visto che diversi investitori, soprattutto in Cina, stanno già prendendo profitto sulle azioni del settore dei chip per l’AI.
Certo, “il business delle memorie è strutturalmente sostenibile, ma gli eccezionali margini e livelli di redditività netta osservati oggi non sono sostenibili nel lungo periodo e tenderanno a normalizzarsi lungo il ciclo”, ha aggiunto Shou, ai microfoni della CNBC.
Sebbene non è detto che le azioni abbiano testato il massimo - ha concluso il CEO di Yiyi Capital - il mercato si trova esattamente al punto più alto dello squilibrio tra la domanda e l’offerta.