Il Venezuela torna a pesare sugli equilibri energetici globali, e per una serie di ragioni, ENI sembra acquisire rilevanza in questo contesto.
Per anni il Venezuela è stato sinonimo di rischio strutturale, sanzioni, incertezza politica e capitale distrutto. Un Paese che, pur sedendo sulle maggiori riserve petrolifere del pianeta, era progressivamente scomparso dai radar degli investitori istituzionali, diventando più un monito che un’opportunità.
Oggi però questo paradigma sta cambiando. E lo sta facendo in modo silenzioso, guidato non dal mercato ma dalla geopolitica. Il Venezuela è tornato al centro del tavolo globale. A quel tavolo siedono gli Stati Uniti, le Big Oil e, in modo meno appariscente ma tutt’altro che marginale, anche Eni. La questione non è più se il Venezuela tornerà a produrre petrolio. Il punto vero è capire quanto questo nuovo scenario possa incidere sul profilo industriale e strategico di Eni, modificandone il potenziale di lungo periodo.
Il ritorno del Venezuela come variabile geopolitica
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