Dal +60% al possibile upgrade di FTSE Russell. Il Vietnam non è più un mercato speculativo

Guido Giaume

16/02/2026

VN-Index verso i 2.000 punti? Ecco perché gli investitori guardano al 2026 con fiducia

Dal +60% al possibile upgrade di FTSE Russell. Il Vietnam non è più un mercato speculativo

Il Vietnam ha chiuso il 2025 con una performance di mercato che ha sorpreso molti osservatori. A dicembre, il VN-Index ha registrato quasi un +60% da inizio anno in valuta locale, trainato da fondamentali macroeconomici solidi, da una maggiore efficienza dell’infrastruttura di mercato e da una crescita consistente degli utili societari. Un risultato che invita a guardare al 2026 con attenzione — e cauta fiducia.

Una crescita che poggia su basi solide

Il primo pilastro della performance è stato il quadro macroeconomico stabile e in accelerazione. Il PIL del Vietnam si è attestato tra il 6,8% e il 7%, una cifra che, pur non eccezionale nel contesto ASEAN, segnala una traiettoria coerente con il potenziale di medio periodo del Paese.
A questa crescita ha contribuito la continuità degli investimenti diretti esteri, concentrati in settori strategici come manifatturiero, tecnologia e logistica, con un impatto positivo sia sull’export che sulla domanda interna.

Il ritorno della liquidità domestica

A livello di flussi, il 2025 ha segnato un ritorno deciso degli investitori retail domestici, con volumi medi giornalieri compresi tra i 21.000 e i 23.000 miliardi di dong vietnamiti. Un aumento rilevante, che riflette non solo un rinnovato appetito per il rischio ma anche una maggiore fiducia nell’infrastruttura di mercato.
L’introduzione della piattaforma KRX, infatti, ha migliorato l’efficienza operativa del sistema, riducendo le frizioni nel trading, velocizzando le compensazioni e aumentando la trasparenza per tutti gli operatori.

Utili aziendali in doppia cifra

Un altro fattore chiave è stato l’andamento degli utili societari, cresciuti a doppia cifra rispetto all’anno precedente. I principali contributori sono stati i settori bancario, industriale e consumer, tutti beneficiari diretti del mix tra crescita economica interna, flussi in entrata e infrastrutture in espansione.

Il 2026: un anno di continuità e possibili accelerazioni

Guardando al 2026, le aspettative restano positive. Tre sono gli elementi di potenziale continuità:

  • Espansione del credito, favorita da condizioni monetarie accomodanti in un contesto di inflazione sotto controllo.
  • Investimenti pubblici in aumento, con un focus su infrastrutture strategiche, in particolare trasporti e logistica.
  • Possibile upgrade del mercato da parte di FTSE Russell, che porterebbe il Vietnam a essere incluso nei principali indici dei mercati emergenti, attirando nuovi flussi istituzionali globali.

Parallelamente, le stime sulla crescita economica del 2026 restano tra le più alte della regione, con il ritorno dei consumi interni e una progressiva riattivazione degli investimenti privati.

Verso quota 2.000 punti?

Alcune proiezioni parlano di un possibile raggiungimento dei 2.000 punti del VN-Index nel corso del 2026. Una soglia simbolica, certo, ma anche un target che inizia ad apparire plausibile alla luce della combinazione di liquidità, fondamentali macro e catalizzatori regolamentari attualmente in gioco.

Un emergente che non sembra speculativo

Il Vietnam si presenta oggi come un raro caso di mercato emergente in cui la narrativa speculativa è controbilanciata da fondamentali tangibili. Non mancano i rischivolatilità, sensibilità ai flussi globali, variabili politiche — ma la struttura sottostante mostra segnali di maturazione.

Per gli osservatori attenti, questo rappresenta un laboratorio interessante: un Paese che non si affida solo al momentum, ma costruisce una traiettoria fondata su crescita reale, credibilità infrastrutturale e disciplina macroeconomica.
Una lezione, forse, anche per come leggere i movimenti dei mercati emergenti in un contesto globale sempre più complesso.

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