Borsa Italiana oggi, 22 giugno 2020: pandemia e dividendi penalizzano il Ftse Mib

Causa anche lo stacco dei dividendi, la Borsa Italiana oggi, 22 giugno 2020, ha chiuso la prima seduta della settimana in rosso. Due velocità per automotive ed energetici.

Borsa Italiana oggi, 22 giugno 2020: pandemia e dividendi penalizzano il Ftse Mib

La Borsa Italiana oggi ha terminato la seduta con il segno meno in scia delle preoccupazioni legate alla diffusione del virus: in primo piano c’è la situazione negli Stati Uniti, dove in diversi Stati il picco sembrerebbe non esser stato ancora raggiunto, in diversi Paesi del Sud America e il nuovo focolaio in Germania, che potrebbe portare a nuovi “lockdown”.

In corrispondenza della chiusura degli scambi in Europa, l’eurodollaro torna a crescere e passa di mano a 1,12534 , +0,68% rispetto al dato precedente, mentre il future con consegna settembre sul Brent ha messo a segno la terza seduta consecutiva di guadagni salendo dello 0,95% a 42,5 dollari al barile.

Borsa Italiana Oggi, aggiornamento ore 17:40: due velocità per automotive ed energetici

Sul Ftse Mib, che oggi ha terminato a 19.478,73 punti (-0,71%), segni più per Pirelli (+0,23%) e Fiat Chrysler (+1,36%). A movimentare quest’ultimo titolo è stata l’indiscrezione, riportata da alcuni quotidiani economici, della maxi-penale da 500 milioni che sarebbe dovuta dalla casa italo-statunitense o da PSA se una delle due dovesse abbandonare le trattative per la fusione.

Nonostante il segno più del greggio, l’accoppiata formata da Tenaris ed Eni ha chiuso in rosso dell’1,71% e dello 0,8%. La prima non ha capitalizzato la promozione a “buy” annunciata da Goldman Sachs mentre la seconda starebbe valutando, stando ai ben informati, la cessione di asset di esplorazione e produzione in Pakistan.

A spingere al ribasso l’indice delle blue chip anche l’appuntamento con lo stacco della cedola, quantificato in un -0,31%, di big del calibro di Exor (-0,86%), Leonardo (-3,05%), Poste Italiane (-1,78%) e Terna (-6,07%).

Segno meno anche per lo spread con i titoli tedeschi, sceso del 2,6% a 176 punti base.

Piazza Affari, aggiornamento ore 13: FCA in positivo

A metà seduta, il nostro Ftse Mib si attesta a 19.575,88 punti, -0,22% rispetto al dato precedente, mentre lo spread con i titoli tedeschi scende di oltre due punti percentuali a 177 punti base.

A livello di singole performance, parità per Tenaris (-0,03%) nonostante la promozione a «buy» annunciata da Goldman Sachs, e segno meno di Eni (-0,89%) che, stando ai rumor, starebbe valutando la possibilità di vendere le attività pakistane

Andamento simile per Atlantia(-0,72%) dopo che il premier Conte ha ribadito che “il caso va chiuso e subito”, “abbiamo il dovere di dare una soluzione chiara”, e +1,94% di Fiat Chrysler in scia dell’indiscrezione, riportata da alcuni quotidiani economici, della maxi-penale da 500 milioni che sarebbe dovuta dalla casa italo-statunitense o da PSA se una delle due dovesse abbandonare le trattative per la fusione.

Piazza Affari, aggiornamento ore 9:25: FCA sotto i riflettori

A Milano l’indice delle blue chip, il Ftse Mib, nei primi scambi della seduta odierna, 22 giugno 2020, passa di mano a 19.360,64 punti, -1,32% sul dato precedente.

Avvio di seduta all’insegna della debolezza anche per il Dax (-1,21%), per il Ftse100 (-0,85%), per il Cac40 (-1,21%) e per l’Ibex (-1,04%).

In apertura di seduta, lo spread con i titoli tedeschi non fa registrare variazioni di rilievo a 179 punti base.

Per quanto riguarda il nostro Paese, gli Stati generali dell’Economia hanno lasciato emergere la necessità di lavorare per il perseguimento di tre grandi obiettivi: la modernizzazione del Paese, la transizione energetica e una maggiore inclusività (Piano di rilancio al via: cosa prevede il progetto presentato da Conte).

Dal fronte Atlantia (-1,51%), il premier Giuseppe Conte ha ribadito che “il caso va chiuso e subito”, “abbiamo il dovere di dare una soluzione chiara”.

Sotto i riflettori anche Fiat Chrysler (-1,62%) dopo la notizia, riportata da alcuni quotidiani economici, della maxi-penale da 500 milioni che sarebbe dovuta dalla casa italo-statunitense o da PSA se una delle due dovesse abbandonare le trattative per la fusione.

La penale scenderebbe a 250 milioni nel caso in lo stop venisse decretato dalle assemblee (FCA-PSA: nell’accordo di fusione spuntano due maxi penali).

Per quanto riguarda il prestito garantito da 6,3 miliardi, è in arrivo il via libera governativo.

Secondo quanto riportato da Bloomberg News, Eni (-1,32%) starebbe valutando la possibilità di vendere le attività pakistane mentre i giornali in edicola riportano il rumor secondo cui dalla presidenza del Consiglio sarebbe arrivata una sollecitazione ad Enel (-0,99%) e Cdp a risolvere il problema della rete unica.

Andamento negativo delle Borse asiatiche

Segni meno si registrano anche sui listini asiatici: ad Hong Kong l’indice Hang Seng segna un -0,75%, il TSE China A50 quota in calo di mezzo punto percentuale ed il Nikkei ha chiuso con un -0,18%. L’indice australiano, lo S&P/ASX 200, ha invece terminato in parità (+0,03%).

Wall Street: Nasdaq riesce a chiudere in parità

Le tensioni sulla diffusione della pandemia hanno ovviamente penalizzato Wall Street: il Dow Jones ha terminato l’ultima seduta della scorsa ottava con -0,8%, lo S&P500 ha chiuso con un -0,56% ed il Nasdaq è riuscito a terminare piatto (+0,03%).

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