Antonio Fazio a Quarta Repubblica. Un errore il passaggio all’euro

In onda su Retequattro Quarta Repubblica. Si parla delle tensioni in seno al Movimento 5 Stelle e dei prossimi passi del Partito Democratico

Antonio Fazio a Quarta Repubblica. Un errore il passaggio all'euro

Puntuale anche questa sera, su Retequattro, in onda Quarta Repubblica, il programma di approfondimento politico ed economico condotto da Nicola Porro.

Da un lato le decisioni che il Partito democratico sarà chiamato ad affrontare nei prossimi mesi, dall’altro le tensioni che stanno interessando alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle: questi sono solo alcuni degli argomenti che sono stati affrontati sulla rete Mediaset a partire dalle 21.15.

Pd e 5 Stelle, in studio a Quarta Repubblica si parla di politica

L’assoluzione di Virginia Raggi, le parole di Rocco Casalino, le banche, ma anche il nodo prescrizione e il decreto sicurezza.

Sono molte le grane che il Movimento 5 Stelle ha dovuto affrontare nelle ultime settimane. A parlarne in studio il sottosegretario per gli affari regionali e le autonomie Stefano Buffagni (M5S), Dino Giarrusso (M5S) e il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti.

A illustrare invece le decisioni del Pd, è il portavoce del partito, Matteo Richetti. Tra gli ospiti di Quarta Repubblica anche il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni (Lega Nord) e Andrea Costa (associazione Baobab Experience).

Fazio a Quarta Repubblica affronta la questione economica

In onda anche un’intervista all’ex-governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, che ha illustrato la situazione economica italiana e il rapporto dell’Italia con l’Ue. Sull’adozione dell’euro, l’ex presidente ha dichiarato la propria contrarietà, fin dal primo momento:

“Io non ero d’accordo però, siccome il Parlamento e il Governo italiano avevano deciso di entrare nell’euro, fu mio dovere lavorare affinché ciò avvenisse”.

Fazio fu convocato davanti al Parlamento per giustificare l’atteggiamento di scetticismo sulla partecipazione alla moneta unica.

“Il problema è se saremo in grado - e come saremo in grado - di restare nell’euro. Non avremo più i terremoti valutari, però avremo - usai proprio questo termine - una sorta di bradisismo”,

disse in quella occasione, spiegando poi cosa intendesse per bradisismo economico.

“L’Europa crescerà del 3%, ma noi cresceremo del 2%. Quando l’Europa crescerà del 2%, noi cresceremo dell’1%. Quando l’Europa crescerà dell’1%, noi cresceremo sì e no dello zero virgola. Noi rimarremo indietro, perché non abbiamo fatto nulla per accrescere la produttività dell’industria.”

Parlando del debito pubblico italiano, che nel 2014 ha visto un incremento a 137,5, Fazio ha poi aggiunto:

“Il debito pubblico italiano, nel 2007, è ritornato a 103,5. Qui abbiamo cominciato a fare ogni anno tutte le politiche che ci diceva l’Unione Europea per ridurre il debito. O è sbagliata la diagnosi, o sono sbagliate le politiche”.

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