Ammortizzatori sociali 2015: tutte le novità su Dis-Coll, Naspi, CIG in deroga e contratti di solidarietà

Simone Casavecchia

05/01/2015

Con i primi decreti attuativi del Jobs Act è stato completamente ridefinito il comparto degli ammortizzatori sociali: ecco cosa cambia per Dis-Coll, Naspi, CIG in deroga e contratti di solidarietà.

Ammortizzatori sociali 2015: tutte le novità su Dis-Coll, Naspi, CIG in deroga e contratti di solidarietà

Con l’arrivo del 2015 e l’approvazione dei primi decreti attuativi del Jobs Act sono state introdotte molteplici novità per i lavoratori subordinati e parasubordinati che godranno di nuovi ammortizzatori sociali, in caso di licenziamento o di collocazione in cassa integrazione. Lo scenario dei nuovi ammortizzatori sociali è stato ulteriormente complicato dall’ultimo Consiglio dei Ministri del 24 Dicembre scorso che ha apportato ulteriori modifiche, al momento al vaglio della Ragioneria generale dello Stato per la verifica delle coperture, al testo del decreto legislativo che va ad attuare il Jobs Act. Ecco cosa cambia su indennità di disoccupazione per lavoratori a progetto, nuova assicurazione sociale sull’impiego (Naspi), cassa integrazione in deroga e contratti di solidarietà.

Dis-coll
Il nuovo sostegno economico previsto per i collaboratori iscritti alla gestione separata dell’INPS è, sicuramente, la misura più innovativa tra quelle varate dal Governo, dal momento che prima non esisteva nulla di simile.
In attesa della modifica o della probabile abolizione dei contratti di collaborazione a progetto (Co.Co.Pro) che dovrebbe avvenire anche grazie al nuovo contratto a tutele crescenti, è stata prevista un’indennità di disoccupazione per i collaboratori (Dis-Coll) anche a progetto che perderanno il lavoro in un periodo compreso tra 1 Gennaio e 31 Dicembre 2015. Si tratta di un nuovo sussidio di disoccupazione, di natura sperimentale che:

  • nei casi di reddito mensile inferiore o uguale 1195 euro, assegnerà un’indennità di disoccupazione pari al 75% dello stipendio;
  • nei casi di reddito mensile superiore ai 1195 euro, assegnerà un’indennità maggiore rispetto al caso precedente che potrebbe arrivare fino al tetto massimo di 1300 euro;

Per quanto riguarda i collaboratori a progetto viene, invece, abrogata l’indennità una tantum che era stata confermata dalla Riforma Fornero del 2013 dopo un precedente triennio di sperimentazione.

Aspi e Naspi
L’assicurazione sociale per l’impiego (Aspi) introdotta due anni fa, in sostituzione dell’indennità di disoccupazione, verrà mantenuta in vigore fino al 1 Maggio 2015, momento in cui entrerà in vigore la Naspi. La vecchia Aspi ancora in vigore fino al 30 Aprile 2015 sarà caratterizzata da:

  • nuova durata del trattamento di disoccupazione, prolungata rispetto a quello in vigore precedentemente con tetti ch passano: da 8 a 10 mesi per i lavoratori sotto i 50 anni; 12 mesi per i lavoratori tra i 50 e i 55 anni (invariato); da 14 a 16 mesi per i lavoratori over 55;
  • un anno di contributi versati nel biennio precedente, con un minimo di due anni di contributi versati complessivamente, dal primo stipendio, come condizione per richiedere la vecchia Aspi, per i lavoratori che perderanno il lavoro fino al 30 Aprile 2014;

Per le medie e grandi imprese, dal 2017 diventerà effettiva la Naspi, la nuova assicurazione sociale per l’impiego che dal 1 Maggio sostituirà sia Aspi che mini-Aspi e che sarà destinata a tutti i lavoratori dipendenti, ad esclusione degli operai agricoli e dei lavoratori del pubblico impiego a tempo indeterminato. La Naspi avrà le seguenti caratteristiche:

  • i lavoratori che perderanno il lavoro in momento successivo al 1 Maggio, potranno richiederla a condizione che abbiano versato almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti al momento della disoccupazione e che abbiano lavorato almeno 18 giorni l’anno precedente;
  • la Naspi consentirà di godere di un sussidio di disoccupazione della durata massima di 2 anni che, dal 2017, verrà ridotto a 1 anno e mezzo;
  • la nuova indennità di disoccupazione non sarà calcolata in base all’età del lavoratore ma in base al «peso» della sua carriera contributiva precedente;
  • l’importo massimo sarà di 1300 euro (quindi, più alto di quello dell’Aspi che nel 2014 arrivava a quota 1166 euro) e, dopo i primi mesi, inizierà a scendere del 3% e non del 15%;
  • per i datori di lavoro sono comunque confermati i costi precedenti, ovvero un contributo ordinario pari all’1,31%+0,3% e una quota addizionale dell’1,4%;

si attendono nuove misure che prevredranno un legame tra il sussidio passivo (Naspi) e le politiche attive: in altri termini, il lavoratore dovrà dimostrare di cercare attivamente un nuovo impiego e di sottoporsi a percorsi di riqualificazione professionale, per non perdere il sussidio di disoccupazione;

CIG in deroga
Per i lavoratori sospesi dal lavoro la Cassa integrazione guadagni in deroga sarà mantenuta in vita per tutto il 2015, seppur ridotta da 11 a 5 mesi. Successivamente dovrebbe essere sostituita dai fondi bilaterali di solidarietà.

Contratti di solidarietà
Per effetto del Decreto Milleproroghe, scende dal 70% al 60% l’integrazione dello stipendio perso per i contratti di solidarietà che si applicano e si continueranno ad applicare in tutte quelle aziende in cui il datore di lavoro si accorda per una riduzione dell’orario di lavoro con le rappresentanze sindacali.

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