Aspi 2015: con il Jobs Act arriva l’armonizzazione di trattamenti ordinari e trattamenti brevi

Simone Casavecchia

16 Dicembre 2014 - 13:03

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Tra le varie Deleghe che il Jobs Act assegna al Governo per la riforma della disciplina giuslavoristica, c’è anche quella relativa agli ammortizzatori sociali e all’ASpi 2015.

Pubblicato oggi, 16 Dicembre 2014, il Jobs Act in Gazzetta Ufficiale: la Legge Delega 183/2014 assegna ampi poteri al Governo in materia di riforma del mercato del lavoro, della disciplina contrattuale e degli ammortizzatori. Entro 6 mesi il Governo sarà chiamato, quindi, a emanare i decreti attuativi che disciplineranno vari settori della disciplina giuslavoristica e proprio tra i provvedimenti più urgenti che potrebbero essere all’attenzione dell’Esecutivo nel prossimo consiglio dei ministri del 22 Dicembre, vi è la definizione dell’Aspi 2015 e la relativa armonizzazione tra trattamenti ordinari e trattamenti brevi.

Cosa prevederà il decreto attuativo
Il decreto attuativo che nelle intezioni del Governo dovrebbe andare all’esame delle commissioni parlamentari già a Gennaio, per vedere la luce in primavera, fisserà le condizioni e i requisiti per la nuova Aspi ovvero per le tutele e i benefici che verranno concesse ai disoccupati e a coloro che hanno perso il posto di lavoro involontariamente.
Tra i punti cardine della riforma dell’Aspi è già stato indicato il superamento della differenziazione tra Aspi e Mini Aspi, entrambe superate da un unico ammortizzatore sociale che avrà durata variabile perché sarà tarato sulla specifica storia contributiva del lavoratore. A maggiori contributi versati, nei casi delle carriere più rilevanti, corrisponderà, quindi, una nuova Aspi di durata maggiore, con un probabile incremento anche della durata massima, mentre per i lavoratori precari sarà comunque prevista un’indennità di entità minore dal momento che, presumibilmente, i contributi versati da un precario saranno minori.

Beneficiari e Accreditamento
Ad esclusione di sindaci e amministratori che continueranno a non percepire la nuova Aspi, come già avveniva prima, il beneficio sarà concesso non solo ai lavoratori precedentemente assoggettati a contratti subordinati (tempo indeterminato e determinato) ma anche a quei lavoratori sottoposti a contratto di collaborazione coordinata e continuativa. I precari che prima erano tagliati fuori da ogni ammortizzatore sociale (in base alla riforma Fornero del 2012), potranno, quindi, percepire la nuova Aspi, fino all’eleminazione della loro stessa tipologia contrattuale, altro obiettivo che il Jobs Act si è prefissato attraverso l’introduzione del contratto a tutele crescenti.
Le prestazioni di disoccupazione, inoltre, saranno versate a prescindere dall’effettivo versamento dei contributi da parte del datore di lavoro, dal momento che è previsto il principio dell’automaticità delle prestazioni. Tale regime sarà inizialmente testato in un periodo almeno biennale in cui saranno destinate all’erogazione del beneficio risorse definite.

Altri ammortizzatori sociali
Per i beneficiari della nuova Aspi sono previsti anche percorsi di riqualificazione, ritenuti necessari per trovare una nuova occupazione, che potranno prevedere anche il coinvolgimento dei disoccupati in attività rivolte alla comunità locale. Il decreto prevederà misure finalizzate ad aumentare l’effettività di queste misure: il lavoratore beneficiario della nuova Aspi, ad esempio, sarà soggetto a sanzioni qualora rifiuti una nuova occupazione o anche la frequenza dei nuovi piani di formazione o di supporto alla comunità locale.
Il decreto attuativo relativo agli ammortizzatori sociali dovrebbe prevedere anche un altro ammortizzatore, diverso dalla nuova Aspi, privo di copertura figurativa e a carattere più universale, destinato ai lavoratori in disoccupazione involontaria con dei valori particolarmente bassi nell’indicatore della situazione economica equivalente (Nuovo Isee 2015).

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