Amazon e Google quante tasse pagano in Italia?

Amazon a Google pagano nel nostro bel Paese le tasse? La risposta è, ovviamente, si. Andiamo a vedere insieme quanto versano al Fisco. Facebook? Ancora assente.

Amazon e Google quante tasse pagano in Italia?

Amazon e Google pagano le tasse in Italia, ma i conti non sono del tutto chiari. Cifre veramente basse vengono versate al Fisco per la tassazione dei leader del web e della sharing economy: i numeri sono inferiori rispetto alle attese.

Si tratta di colossi del web, come Google, che si è inserito in ogni ambito della vita virtuale e reale, fino ad Amazon, che tutti conoscono per la possibilità di acquistare oggetti a prezzi vantaggiosi con spedizioni rapide, ma che si sta espandendo in maniera massiccia verso il video (Amazon Prime) e che ha un grande fetta di mercato grazie al suo esercito di cloud e server, passando per Tripadvisor e social come Twitter.

Ovviamente la tassazione si riferisce solo alle sedi italiane, le costole delle società che operano nel nostro Paese, ma i dati sono allarmanti. Cifre veramente molto basse pagate allo Stato, di quanto parliamo esattamente?

Quante tasse pagano in Italia Amazon e Google?

Secondo i dati depositati a data 2018 nel registro delle imprese, gli ultimi bilanci delle Srl italiane di Google, Amazon, Airbnb, Twitter e Tripadvisor hanno versato imposte per appena 14 milioni e 300 mila euro.

Il dato è ancora scadente, ma è in netta crescita grazie al pressing in corso da parte dell’Agenzia delle Entrate che sta cercando di mettere un freno ai problemi fiscali del passato dei grandi colossi del web. Se andiamo a guardare le varie filiali italiane di queste società che quadro abbiamo?

Google Italy Srl per il bilancio del 2018 ha versato 4,719 milioni, nel 2017 5,641 a fronte di utili per 15 milioni. Amazon Italia logistic srl invece ha versato al Fisco italiano 3 milioni di tasse, e 4,177 nel 2018 a fronte di guadagni per 11,8 milioni. Tripadvisor Italy Srl 22.535 euro nel 2018, ovvero circa quanto dovrebbe pagare un libero professionista di medio livello in Italia. Zero invece sul conto di Twitter per il 2018, mentre nel 2017 aveva pagato 1.337 euro.

Il caso Facebook

Mancano i dati relativi a Facebook, il padre di tutti i social network, che ha avuto una espansione tale da arrivare a inglobare ed acquisire anche Instagram e Whatsapp, applicazione di messaggistica.

Nel 2017 Facebook ha pagato appena 120mila euro di tasse: nel 2018 c’è una promessa agli organi italiani di contabilizzare gli incassi ottenuti nell’anno in Italia, e non più a Dublino. Ecco qui il problema: Facebook fino ad ora ha pagato nel nostro Paese soltanto una frazione delle vere entrate registrare, e le ha giustificate come servizio verso la casa madre che si trova domiciliata in paradisi fiscali.

Per quanto riguarda invece il discorso 2010-2016 Facebook ha trovato un accordo con il fisco italiano per il versamento di 100 milioni di euro. Secondo i dati e le indagini fiscali condotte dalla Guardia di Finanza per il periodo di attività 2010-2016 Facebook dovrà pagare il totale delle imposte non versate e le relative sanzioni che ammonta appunto a 100milioni.

Il discorso relativo ad Airbnb e Booking

Stesso identico discorso se ci spostiamo ai due colossi delle prenotazioni online di camere e case, ovvero Booking ed Airbnb. Booking.com ha fatto registrare il record di evasione fiscale: l’intermediazione di questo sito sugli affitti di abitazioni di privati senza partite Iva, dovrebbe aver generato numeri pari a 350 miliardi di euro di evasione per gli anni dal 2013 al 2019.

Airbnb, il colosso delle case in affitto in Italia e non solo, ha sul proprio sito web oltre 214mila case solo nel nostro Paese. 3,7 milioni di arrivi fatti registrare lo scorso anno ma dati che il Fisco non ha ancora chiari. Sono stati registrati 6,328 milioni di perdite da parte del Fisco per quanto riguarda le tasse pagate.

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