Abilitazione TFA 2016, a febbraio il bando. Tutte le novità: cosa cambierà dopo il terzo ciclo?

Slitta a febbraio il bando per il terzo ciclo di abilitazione TFA. Cosa accadrà dopo? Ecco le ultime novità.

Il bando per il Tirocinio Formativo Attivo (TFA) atteso per gennaio 2016 è stato posticipato a febbraio e si prospettano importanti novità per la fase successiva al terzo ciclo di abilitazione.
Vediamo meglio quali sono i cambiamenti voluti dalla Legge 107/2015 (Buona Scuola) e che i Tieffini devono aspettarsi per prossimi anni.

Abilitazione TFA 2016: bando III ciclo

E’ di quale giorno fa la notizia che il tanto atteso bando per l’abilitazione TFA, che doveva essere pubblicato il mese di gennaio, in realtà è previsto non prima di febbraio 2016.

In base ad una comunicazione pervenuta dalla CISL Scuola, successivamente ad un incontro al Ministero, infatti, l’indizione del prossimo bando per il TFA si avrà solo dopo aver individuato precisamente quanti sono i posti da destinare alle diverse classi di concorso, quindi solo in seguito alla Fase C del Piano Assunzioni straordinario ed il Concorso Scuola previsto dalla Legge 107/2015.

Insomma per stabilire l’effettivo fabbisogno di docenti si può rischiare di far scivolare di mese in mese la data di uscita del bando TFA 2016, ed il problema non è solo questo: dopo la pubblicazione del bando dovrà essere dedicato tempo alle prove, all’avvio delle lezioni, etc.

Abilitazione TFA: ultime novità

Novità importanti sono attese per il ciclo successivo all’anno 2016, infatti, in base a quanto disposto dalla Legge 107/2015, che delega il Governo in materia di riforme scolastiche, l’accesso all’insegnamento potrebbe non essere più legato ad un tirocinio formativo quale il TFA.

Verrà stravolto tutto il sistema sia di formazione che di reclutamento della classe docente.
Il Governo entro 18 mesi dall’approvazione della Legge (9 luglio 2015) dovrà attuare una serie di manovre volte al “riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria, in modo da renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione” in base a quanto stabilito dall’art. 1 com. 181 lett. b.

Il sistema che si prevede di attivare è così strutturato:

  • conseguimento di una laurea magistrale (24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e concernenti metodologie e tecniche didattiche);
  • partecipazione ad un concorso per un tirocinio biennale con contratto a tempo determinato;
  • conseguimento di un diploma di specializzazione;
  • sottoscrizione di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, dopo ulteriori 24 mesi di tirocinio conclusi con esito positivo.

L’obiettivo è quello di creare un “sistema unitario e coordinato” volto a formare la classe docente e a permetterne l’inserimento lavorativo attraverso percorsi avviati già in ambito accademico e che siano affidati alle Università od alle Accademie.

Per il secondo aspetto, ossia quello del mero reclutamento degli insegnanti, resta confermata la modalità concorsuale, ma minuziosamente organizzata secondo un “sistema regolare di concorsi nazionali per l’assunzione, con contratti retribuiti a tempo determinato di durata triennale del tirocinio”.

Seppure restino in piedi molti dubbi circa la validità e l’attuabilità di un percorso così pensato si rinviene almeno un dato favorevole: l’apertura di un dibattito costruttivo che coinvolga tutti i protagonisti del sistema scolastico.

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Insegnanti TFA

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