Wall Street: i titoli caldi di venerdì 26 ottobre

La seduta di ieri ha dato modo alle quotazioni degli indici americani di riprendere fiato dopo le forti vendite dello scorso mercoledì. L’Ufficio Studi di Money.it propone i titoli più interessanti dal punto di vista operativo

Wall Street: i titoli caldi di venerdì 26 ottobre

Sul grafico del future dell’indice Nasdaq Composite è stato formato un pattern di inversione rialzista a due barre chiamato bullish harami. Dopo le forti vendite degli scorsi giorni, l’ultima seduta dell’ottava potrebbe proseguire la fase di recupero iniziata ieri.

Si dovrà prestare attenzione ai movimenti di rottura della candela dello scorso mercoledì: se dovessero venire violati i massimi a 7.435,6919 punti, la figura tecnica menzionata prima verrebbe confermata. Se invece i corsi si dovessero portare al di sotto di 7.098,9971 punti i i prezzi potrebbero proseguire la loro corsa al ribasso, trascinandosi verso il supporto grafico e psicologico posto a 7.000 punti.

Nel quadro attuale, l’Ufficio Studi di Money.it fornisce il consueto elenco dei titoli più interessanti da tenere sott’occhio per la giornata odierna:

  • Microsoft: i corsi hanno effettuato una falsa rottura del supporto posto a 104,76 dollari, lasciato in eredità dai minimi del 30 luglio 2018. Il rimbalzo partito da tale area indica una forte presenza del fronte rialzista, che ha prontamente recuperato le perdite dovute al sell-off di mercoledì scorso. I prezzi potrebbero quindi avere l’occasione di riportarsi al test dei massimi storici, localizzati a 116,18 dollari.
  • Tesla: la candela della seduta di ieri ha delineato una figura di debolezza chiamata hanging man. Il pattern è stato costruito a ridosso della resistenza posta a 313,89 dollari. Tale zona si trova inoltre nei pressi dell’ostacolo fornito dal 50% del ritracciamento di Fibonacci disegnato dai massimi del 7 agosto ai minimi del 7 settembre. Se oggi dovesse venire violata area 301,01 dollari, si avrebbe una conferma della formazione grafica menzionata prima, che potrebbe portare le quotazioni a proseguire il downtrend di breve periodo.
  • Facebook: il grafico della società guidata da Mark Zuckerberg ha creato un pattern di harami a ridosso del supporto individuabile nell’intorno di 147,80 dollari. I minimi della seduta del 24 ottobre 2018 sono inoltre stati segnati nei pressi della linea di tendenza di lunghissimo periodo che collega i minimi del 4 settembre 2012 a quelli del 6 giugno 2013. Questo livello estremamente importante potrebbe far rialzare la testa alle quotazioni, che negli ultimi mesi sono state piegate dalle vendite.

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