Dopo mesi di incertezza, il quadro economico europeo appare più roseo del previsto. Se la corporate America gode da tempo di buona salute, la vera sorpresa arriva oggi dall’altra sponda dell’Atlantico: l’Europa sta accelerando. Le società quotate del continente, infatti, stanno registrando risultati trimestrali sorprendentemente positivi, con oltre metà delle aziende dello Stoxx 600 che hanno superato le aspettative degli analisti.
Secondo Deutsche Bank, nel complesso gli utili delle società europee hanno superato le previsioni dell’8%, il doppio rispetto alla media di lungo periodo della regione. Numeri che hanno spinto diversi team di analisti a rivedere al rialzo le stime per il 2026. Per il prossimo anno, gli utili complessivi dell’indice Stoxx sono attesi in crescita del 9%, un ritmo sostenuto e non troppo lontano dal +14% previsto per il mercato statunitense, trainato dal settore tecnologico.
A guidare la corsa sono soprattutto le banche e le compagnie assicurative, tra cui UBS, Deutsche Bank e Munich Re, favorite da forti vendite e minori richieste di risarcimento. Anche se il comparto automobilistico e quello delle utility restano deboli, le performance di case come Mercedes-Benz hanno battuto le stime, segnando un miglioramento rispetto alle precedenti stagioni di bilancio.
Il prossimo anno gli utili dovrebbero beneficiare di una crescita economica più robusta e del sostegno della spesa pubblica. I Purchasing Managers’ Index (PMI), tradizionale indicatore dell’andamento economico, mostrano le letture più forti degli ultimi due anni, segnalando un’accelerazione diffusa. Anche i movimenti valutari si sono stabilizzati: il calo dell’8% del dollaro USA rispetto all’euro, registrato a inizio anno, aveva infatti penalizzato gli utili esteri delle aziende europee.
Questo contesto più positivo spiega l’andamento dell’Euro Stoxx, salito del 14% da inizio anno, contro il +16% dello S&P 500. La domanda che gli investitori si pongono ora è se l’Europa riuscirà a superare gli Stati Uniti nelle ultime settimane del 2025. Con un rapporto prezzo/utili di 17 volte contro le 26 del mercato americano, i blue chips europei rimangono meno costosi, ma hanno recuperato terreno costantemente dopo il tonfo seguito all’annuncio dei dazi USA di aprile.
Gli investitori restano cauti: è passato un decennio dall’ultima volta in cui lo Stoxx 600 ha chiuso l’anno con una performance superiore all’S&P 500. Tuttavia, se la tendenza degli utili continuerà a rafforzarsi, il vecchio continente potrebbe finalmente ritrovare la sua forza competitiva. In questa corsa testa a testa, il sorpasso europeo non è più un’utopia, ma una possibilità concreta.