Voucher per volo cancellato: Ue apre procedura d’infrazione contro l’Italia

Illegale la pratica di rimborsare i voli aerei cancellati con voucher anziché con la restituzione della somma pagata: l’Ue invia una lettera di costituzione in mora all’Italia, ma il Governo non cede.

Voucher per volo cancellato: Ue apre procedura d'infrazione contro l'Italia

Ancora scontro tra Italia e Ue sulla possibilità delle compagnie aeree di prevedere l’emissione dei voucher anziché il rimborso del costo del biglietto dopo la cancellazione del volo a causa del coronavirus.

Il Governo italiano tiene testa alle pretese dell’Europa e vuole confermare la validità dei voucher (unica forma di rimborso utilizzata non solo dalle compagnie aeree ma anche per traghetti, concerti e altri eventi). Una “presa di posizione” che viola la normativa europea sul diritto dei consumatori nella quale è sancito che l’acquirente ha diritto entro 7 giorni dalla cancellazione del volo di ottenere il rimborso di quanto pagato.

Ora per l’Italia si apre una doppia procedura d’infrazione con una lettera di costituzione in mora:

  • la prima per aver previsto il voucher come unica forma di rimborso;
  • la seconda per la formula di viaggio “tutto compreso” che prevede anch’essa il rimborso tramite voucher.

Ue contro Italia per i voucher delle compagnie aeree

Il decreto Cura Italia prevede all’articolo 88- bis la possibilità di rimborsare i biglietti dei voli aerei (e non solo) cancellati con voucher dello stesso valore da spendere entro la data indicata, anziché il rimborso della cifra pagata. Una misura necessaria ad evitare il tracollo delle compagnie aeree, prive di liquidità tale da procedere al rimborso di tutti i voli cancellati.

L’Unione europea in più occasioni ha ammonito l’Italia, avvisando dell’illegittimità del voucher come unica forma di rimborso e ora ha ordinato una doppia procedura di infrazione: sia il Cura Italia che la formula “tutto incluso” per specifici viaggi nazionali escludono il rimborso del biglietto e quindi sono illegali.

Invece il regolamento comunitario n. 261/2004 sul diritto dei consumatori prevede che dopo la cancellazione del volo i passeggeri abbiano il diritto di scegliere tra rimborso del prezzo pagato e l’emissione di un voucher dello stesso valore. La normativa italiana, invece, ha eliminato la facoltà di scelta, imponendo per tutti dei voucher che in molti casi è difficile spendere.

Il CODACONS protesta contro i voucher

Anche il CODACONS, l’associazione nazionale che difende i diritti dei consumatori, ha avviato una pesante battaglia contro la scelta del Governo di eliminare l’opzione del rimborso ed è riuscita ad allertare anche la Commissione europea che ha accolto l’istanza.

“Il Governo ha ora solo due scelte: cancellare l’art. 88 bis che nega i rimborsi in denaro ai passeggeri, o andare incontro ad una inevitabile procedura di infrazione contro l’Italia, con tutte le conseguenze del caso – spiega il presidente Carlo Rienzi – La pratica illegale del voucher come unica forma di indennizzo coinvolge, in base alle stime Codacons, tra i 7 e gli 8 milioni di italiani che da marzo ad oggi si sono visti annullare partenze, pacchetti vacanza, soggiorni o altri spostamenti che realizzano il diritto al rimborso, sulla base del Codice del Turismo”.

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