Titoli tech: vendere ora o mai più?

Gli investitori continuano a puntare forte su un numero molto ristretto di titoli a larga capitalizzazione, e questo è un serio rischio secondo lo strategist Jim Paulsen.

Titoli tech: vendere ora o mai più?

Malgrado mesi di avvertimenti, gli investitori continuano a puntare sui maggiori titoli tecnologici. Uno scenario che preoccupa Jim Paulsen, strategist presso The Leuthold Group, che vede inquietanti parallelismi con la bolla delle dot-com della fine degli anni ’90.

Secondo Paulsen, anche se non può ripetersi una situazione di quella gravità, il contesto di mercato è esattamente lo stesso, dove tutti si affidano a un numero molto ristretto di titoli molto popolari:

“Se dovessimo infrangere i minimi di febbraio di quest’anno, ad essere venduti saranno con grossa probabilità i nomi più popolari, perché sono quelli che tutti hanno comprato di recente”.

A spiccare tra questi nomi celebri sono i titoli di società a larga capitalizzazione come quelli del gruppo FAANG, che negli ultimi anni hanno fatto registrare guadagni superiori a quelli dell’intero indice S&P 500.

Paulsen osserva che questi giganti sono risultati sempre più aggressivi in Borsa. Simili titoli a crescita rapida sono diventati una percentuale importante dell’indice ponderato al valore di mercato. In più - nota lo strategist statunitense - l’S&P 500 è diventato solo per metà difensivo durante l’attuale mercato rialzista. Nello specifico, ha indicato che i titoli difensivi sono scesi dal 22% dell’indice nel marzo del 2009 ad appena l’11% di oggi.

Walter Price di Allianz Global Investors ritiene che il gruppo FAANG sia diventato così grande da dover affrontare ora i limiti di un’ulteriore eventuale crescita. L’astuto guru delle beta Rob Arnott di Research Associates è convinto che i leader di mercato di oggi rischiano di sottoperformare nel prossimo decennio.

Verso un crollo dello S&P 500?

Paulsen ritiene che ci sia il 50% di probabilità che l’S&P 500 scenderà del 15% intorno ai 2.352 punti, livello toccato l’ultima volta il 18 maggio 2017. Ma Paulsen è relativamente ottimista rispetto ad altri ben noti analisti, che hanno previsto per il mercato azionario una caduta del 50% rispetto al valore odierno. Tra questi figurano Mark Mobius, gestore di fondi dei mercati emergenti e l’ex direttore di OMB David Stockman.

Paulsen ha consigliato a chi ha investito molto in titoli tech a larga capitalizzazione di ottenere alcuni profitti, ma non di vendere tutte - o anche solo la maggior parte - delle loro posizioni nel tech. Inoltre, non ha suggerito agli investitori di ridurre il numero complessivo delle loro allocazioni azionarie. Ha invece raccomandato di virare verso titoli più difensivi:

“Si potrebbero comprare beni di prima necessità, utility o titoli di gruppi farmaceutici che nessuno sta tenendo d’occhio, ma che conquisteranno un valore molto più alto in futuro”.

Paul Meeks, esperto investitore, è anche tra quelli che si sono ribellati al settore a causa delle valutazioni elevate. Ma oggi, al contrario, vede grande valore nei titoli tech.

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