Taglio tasse con i soldi del Recovery Fund? Le novità fiscali in arrivo

Taglio tasse utilizzando i soldi del Recovery Fund? Le novità fiscali in arrivo realizzabili con le risorse europee sono molte, ma per ridurre il carico fiscale andranno percorse altre strade.

Taglio tasse con i soldi del Recovery Fund? Le novità fiscali in arrivo

Taglio tasse coi soldi del Recovery Fund, è possibile? Le risorse ricevute dall’Europa sono tante e andranno utilizzate al meglio per fare in modo che da un momento di crisi nascano delle opportunità: l’intenzione del Governo è questa e quindi sono tante le novità fiscali in arrivo.

Durante l’audizione alla Camera del 14 settembre, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini ha parlato di come potrebbero essere spesi i soldi del Recovery Fund: dalla riforma Irpef per le partite IVA al semplificazione del Fisco, trasformandolo “dall’analogico all’HD”.

Vediamo quali sono le proposte del direttore delle Entrate e quali sono le novità fiscali che potrebbero essere finanziate con le risorse del Recovery Fund.

Taglio tasse con i soldi del Recovery Fund? Le novità fiscali in arrivo

Il piano che ha in mente il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ruffini è ben ramificato: durante la sua audizione alla Camera presso la VI Commissione Finanze ha parlato di come potrebbero essere spesi i soldi del Recovery Fund.

Audizione del Direttore dell’Agenzia delle entrate Avv. Ernesto Maria Ruffini - Camera dei Deputati VI Commissione Finanze - 14 settembre 2020
Individuazione delle priorità nell’utilizzo del Recovery Fund, con particolare riferimento a possibili interventi di riforma del sistema fiscale e della riscossione.

La lista dei possibili progetti da realizzare con le risorse europee si allunga sempre di più. È chiaro che tra le priorità del Governo c’è la riforma del sistema fiscale, attualmente complicato da un groviglio di innumerevoli leggi e con l’aggravante dell’iniquità.

Ma coi soldi del Recovery Fund si riusciranno a tagliare le tasse? Ruffini apre la sua audizione così:

“È stato, inoltre, più volte evidenziato come le risorse del Recovery Fund non possano essere impegnate per una riduzione del carico fiscale (ad esempio con un abbassamento generalizzato delle aliquote dell’IRPEF), mentre siano pienamente utilizzabili per riforme di ampio raggio, la cui attuazione potrebbe richiedere costi di transizione non trascurabili.”

Dunque, per abbassare la pressione fiscale sugli italiani, a partire dal taglio delle tasse sul lavoro, dovranno essere trovate altre risorse. Secondo il ministro dell’Economia Gualtieri si riuscirà a raggiungere l’obiettivo portando avanti il duplice piano di:

Taglio tasse, ecobonus 110%, riforma della riscossione: le novità fiscali col Recovery Fund

Il taglio delle aliquote Irpef è senza dubbio un aiuto per i cittadini italiani, ma la pressione fiscale può essere abbassata anche in altri modi, per esempio con le agevolazioni sulla casa.

Tra i tanti progetti che potrebbero essere finanziati con le risorse del Recovery Fund c’è la proroga dell’ecobonus e sismabonus 110%, misura che secondo le anticipazioni di Patuanelli dovrebbe divenire strutturale, mentre per il Sole 24 Ore di oggi 15 settembre ci sarà una proroga di tre anni (quindi dal 2022 al 2024).

Probabilmente tramite il Recovery Fund si finenzierà la lotta al contante iniziata da questo Governo, che prevede l’inizio del bonus bancomat a partire dal 1° dicembre 2020 e basata sul meccanismo di rimborso tramite cashback.

Dello stesso pacchetto fa parte anche una sorta di bonus produttività sostenibile, basato su un credito d’imposta per le Pmi da 5 miliardi in 6 anni.

Tanta la carne sul fuoco: seguiranno aggiornamenti sulla direzione che il Governo deciderà di prendere.

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