Credito d’imposta: cos’è e tipologie esistenti

Cos’è un credito d’imposta? Di seguito tutte le indicazioni utili, dalla definizione, fino alle tipologie esistenti e alle modalità di utilizzo.

Credito d'imposta: cos'è e tipologie esistenti

Cos’è un credito d’imposta? La domanda, soprattutto di questi tempi, è tutt’altro che banale.

Con gli ultimi provvedimenti in ambito economico emanati dal Governo sono stati introdotti diversi crediti d’imposta, agevolazioni per famiglie, imprese e professionisti danneggiati dal coronavirus.

L’ultimo “rinforzo” è stato apportato dal decreto Rilancio, approvato dal Governo il 13 maggio 2020.

Appare quindi utile soffermarsi ad analizzare cos’è il credito d’imposta, la sua definizione e la modalità di utilizzo.

Cos’è un credito d’imposta

Si definisce credito d’imposta un credito di natura tributaria, che un soggetto economico vanta nei confronti dello Stato.

Tecnicamente il termine credito d’imposta individua la fattispecie nella quale il contribuente è titolare di una situazione giuridica soggettiva attiva nei confronti dell’ente impositore.

In parole semplici, il credito d’imposta rappresenta una somma che un contribuente vanta nei confronti dell’Erario.

Tale scenario può verificarsi quando:

  • vi siano dei versamenti o prelevanti in eccesso rispetto al reale debito fiscale. Si pensi ad esempio al versamento di maggiori acconti Irpef rispetto al debito fiscale risultante dal 730, la dichiarazione chiuderà con un credito d’imposta rimborsabile;
  • sia presente in base all’operare di determinati meccanismi tributari indispensabili per la funzionalità di specifiche imposte. Si pensi ad esempio al meccanismo della rivalsa e detrazione dell’IVA;
  • siano previste particolari agevolazioni, riconosciute con la formula del credito d’imposta.

Il verificarsi del credito d’imposta fa nascere l‘esigenza del suo utilizzo, che può avvenire:

  • tramite rimborso oppure scomputandolo direttamente nella dichiarazione, sottraendo al debito annuale il relativo credito d’imposta;
  • tramite l’istituto della compensazione.

Come utilizzare il credito d’imposta tramite il modello F24

Il credito d’imposta può essere utilizzato tramite l’istituto della compensazione: i contribuenti hanno la possibilità di compensare i tributi a debito con il credito d’imposta.

L’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997 n. 24 contiene disposizioni relative all’introduzione del meccanismo della compensazione di situazioni debitorie e creditorie con diversi enti destinatari dei versamenti unificati.

Posso avvalersi della compensazione tutti i contribuenti:

  • persone fisiche titolari di partita IVA;
  • persone fisiche non titolari di partita IVA;
  • società di persone;
  • società di capitali.

La compensazione si effettua tramite modello F24. Il credito d’imposta da compensare deve essere indicato nella colonna importi a credito, indicando l’ammontare del credito utilizzato, il periodo e il codice tributo al quale si riferisce il credito.

Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione solo fino all’azzeramento del saldo finale e il credito eccedente potrà essere utilizzato per i versamenti successivi.

Il contribuente è obbligato a compilare e presentare telematicamente, tramite un intermediario abilitato oppure tramite il proprio cassetto fiscale, il modello di pagamento F24 anche se, per effetto della compensazione, è a saldo zero.

Crediti d’imposta, le tipologie esistenti

I DL Cura Italia e DL Rilancio, emanati a seguito dell’emergenza Covid-19, hanno inserito, modificato e ampliato numerose nuove tipologie di credito d’imposta:

  • Credito d’imposta bonus vacanze: è riconosciuto un credito, fino ad un massimo di 500 euro, a favore dei nuclei familiari con un reddito Isee non superiore ai 40.000 euro. Il credito è utilizzabile nella misura dell’80% in forma di sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore e per il 20% in forma di detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi. Lo sconto di cui sopra è rimborsato al fornitore in forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione;
  • Credito d’imposta per investimenti pubblicitari: il credito d’imposta, per l’anno di imposta 2020, è pari al 50% del valore incrementale degli investimenti effettuati effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali;
  • Credito d’imposta per i servizi digitali: con l’obbiettivo di sostenere l’offerta informativa online in coincidenza con l’emergenza sanitaria, alle imprese editrici di quotidiani e di periodici iscritte al registro degli operatori di comunicazione che occupano almeno un dipendente a tempo indeterminato, è riconosciuto un credito d’imposta pari al 30% della spesa effettiva sostenuta nell’anno 2020 per l’acquisizione dei servizi di server, hosting e banda larga per le testate edite in formato digitale, entro il limite di 8 milioni di euro per l’anno 2020;
  • Credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo nelle aree del Mezzoggiorno: per le imprese, situate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, il credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo di cui al comma 200 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2019 n. 160, inclusi i progetti di ricerca e sviluppo in materia di Covid-19, è aumentato dal 12 al 25 per cento per le grandi imprese, dal 12 al 35 per cento per le medie imprese e dal 12 al 45 per cento per le piccole imprese;
  • Credito d’imposta per aumenti di capitale: con l’obbiettivo di un rafforzamento patrimoniale delle imprese, è stato previsto un credito d’imposta del 20% per i sottoscrittori di aumenti del capitale sociale a seguito di perdite derivanti dall’emergenza epidemiologica COVID19.

La Legge di Bilancio ha introdotto due importanti crediti d’imposta:

  • Credito d’imposta sugli investimenti: la legge del 27 dicembre 2019, n. 160 sostituisce l’iper e il super ammortamento con tre crediti d’imposta che potranno essere utilizzati in caso di acquisizione degli stessi beni in precedenza agevolati con il super e iper ammortamenti.
    Nello specifico, l’articolo 1, commi da 184 a 197 della Legge di Bilancio per il 2020 ha previsto il riconoscimenti di un credito d’imposta del 6% per gli: acquisti di beni strumentali nuovi (beni ex super ammortizzabili) elevato al 15/20/40% in caso di beni di “impresa 4.0”;
  • Credito d’imposta Ace: i soggetti Ires hanno la facoltà di trasformare le eccedenze Ace (Aiuto alla Crescita Economica) in credito d’imposta da utilizzare in compensazione con l’Irap. Tale credito d’imposta, utilizzabile solo ai fini Irap, deve essere ripartito in cinque quote annuali di pari importo fino a concorrenza dell’Irap stessa.

Altri crediti d’imposta in vigore fino al 31 dicembre 2020 sono i seguenti:

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