Bonus affitto 2020, novità nel decreto Rilancio: come funziona e chi può richiederlo

Bonus affitto 2020, come funziona il credito d’imposta del 60%: con le novità del decreto Rilancio il contributo si estende a tutte le locazioni commerciali, con la possibilità di cessione del credito alla banca o al proprietario.

Bonus affitto 2020, importanti novità per il credito d’imposta del 60%: il decreto Rilancio potenzia l’agevolazione prevista per i titolari di partita IVA.

Il bonus del 60% sul canone d’affitto si estende a tutte le locazioni commerciali, e sarà riconosciuto per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020.

Il credito potrà inoltre essere ceduto ad altri soggetti, comprese le banche, e si potrà optare per la cessione anche al proprietario, in cambio di uno sconto sull’importo del canone d’affitto.

Potranno quindi beneficiarne non solo i titolari di contratti di locazione di immobili di categoria C\1, ma tutti gli affittuari di immobili utilizzati per l’esercizio della propria attività commerciale, industriale, d’impresa o professionale.

Il decreto Rilancio fissa a 5 milioni di euro il limite di ricavi o compensi per l’accesso al bonus affitto e, inoltre, introduce il requisito della diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50 per cento nel mese di riferimento, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Rispetto alla prima versione, il credito d’imposta introdotto dal Decreto Cura Italia si estende ad una platea più ampia di titolari di partita IVA. Un bonus del 30% sarà invece previsto in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda.

Scendiamo nel dettaglio analizzando punto per punto come funziona il bonus del 60% sugli affitti e cosa cambia stando alle novità previste dal decreto Rilancio.

Bonus affitto 2020, novità nel decreto Rilancio: come funziona e chi può richiederlo

Di un’estensione del bonus affitto si parla ormai dal mese di marzo, quando il decreto Cura Italia ha introdotto il credito d’imposta del 60% solo per gli affitti di negozi e botteghe.

Il testo del decreto Rilancio, il maxi provvedimento economico pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 19 maggio 2020, amplia la platea dei potenziali beneficiari del bonus affitti.

Per i soggetti soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, il decreto Rilancio prevede l’istituzione di un credito d’imposta nella misura del 60% del canone di locazione corrisposto a marzo, aprile e maggio 2020, per immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento di:

  • attività industriale,
  • commerciale,
  • artigianale,
  • agricola,
  • attività di interesse turistico
  • esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

Vengono fissati due paletti per poter accedere al bonus affitti:

  • un limite relativo a ricavi o compensi, non superiori a 5 milioni di euro per il 2019;
  • una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di nel mese di riferimento di almeno il 50 per cento rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.

Il credito di imposta spetta alle strutture alberghiere indipendentemente dal volume di affari registrato, e quindi anche nel caso in cui i ricavi o i compensi del 2019 superino i 5 milioni di euro.

Inoltre, viene fissato al 30% il credito d’imposta spettante per i contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

Bonus affitto 2020, cessione del credito anche al proprietario del locale: sconto sul canone mensile

Una delle novità di rilievo contenuta nel decreto Rilancio è rappresentata dalla possibilità di cessione del credito d’imposta.

Il titolare di partita IVA beneficiario del bonus affitti potrà optare per la cessione del credito d’imposta al locatore o al concedente, a fronte di uno sconto di pari ammontare sul canone da versare.

Il credito d’imposta è utilizzabile dal locatore o concedente nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale il credito è stato ceduto, in misura pari allo sconto praticato sul canone di locazione.

Per i locatori o concedenti esercenti attività d’impresa, arte o professione, il credito d’imposta è altresì utilizzabile in compensazione.

Sarà inoltre possibile cedere il credito d’imposta anche ad altri soggetti, comprese le banche e gli intermediari finanziari.

Bonus affitto 2020, come cambia il credito d’imposta del 60%

Il bonus affitto è stato introdotto dal Decreto Cura Italia per il mese di marzo 2020, ma solo per gli immobili di categoria catastale C\1.

Il credito d’imposta era inizialmente riconosciuto solo i titolari di partita IVA che avevano chiuso l’attività a seguito dell’emanazione del DPCM dell’11 marzo 2020.

Dopo la pubblicazione del decreto Rilancio in Gazzetta Ufficiale si attende l’emanazione del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate per l’estensione del bonus affitto 2020.

Riepiloghiamo intanto alcune delle regole già fissate e che dovrebbero quindi applicarsi anche al nuovo credito d’imposta del 60 per cento.

Bonus affitto 2020, come funziona: credito d’imposta del 60% in compensazione per pagare le imposte

Come sopra anticipato, il bonus affitto può essere utilizzato in compensazione, ovvero per versare le imposte dovute.

Per i locali C\1, il credito d’imposta sugli affitti dovrà essere utilizzato tramite modello F24 da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, indicando il codice tributo:

  • “6914” denominato “Credito d’imposta canoni di locazione botteghe e negozi articolo 65 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18”.

In sede di compilazione del modello F24, il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario”, nella colonna “importi a credito compensati”, ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”.

Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno per il quale è riconosciuto il credito d’imposta, nel formato “AAAA”.

Bonus del 60% solo per chi ha pagato l’affitto: la posizione dell’Agenzia delle Entrate

Con la circolare n. 8 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il credito d’imposta del 60% spetta soltanto in seguito al pagamento del canone d’affitto.

Anche se la norma non prevede nessun vincolo preciso, nella circolare n. 8 del 3 aprile 2020 l’Agenzia delle Entrate afferma che:

Ancorché la disposizione si riferisca, genericamente, al 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione, la stessa ha la finalità di ristorare il soggetto dal costo sostenuto costituito dal predetto canone, sicché in coerenza con tale finalità il predetto credito maturerà a seguito dell’avvenuto pagamento del canone medesimo.

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