Bonus sanificazione, credito d’imposta sale al 60% nel decreto Rilancio: come funziona

Bonus sanificazione al 60% e fino a 60.000 euro di spesa: la novità è ufficiale con la pubblicazione del decreto Rilancio. Nel dl n. 34/2020 anche l’elenco delle spese ammesse, tra cui mascherine e DPI.

Bonus sanificazione al 60% e fino a 60.000 euro di spesa: le novità fanno parte del corposo testo del decreto Rilancio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 19 maggio 2020.

Il credito d’imposta per la sanificazione, per mascherine, gel disinfettanti e DPI aumenta per quel che riguarda la percentuale di rimborso riconosciuta, e si semplifica rispetto alla prima versione prevista dal decreto Cura Italia.

Stando a quanto previsto dal testo del decreto Rilancio, non servirà più attendere il varo del decreto attuativo di MEF e MISE, ma basterà un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate per dare il via al bonus sanificazione del 60%.

Accanto al nuovo bonus per le ristrutturazioni volte ad adeguare gli ambienti di lavoro, il decreto Rilancio cambia le regole sul bonus sanificazione. Il credito d’imposta era stato introdotto dal decreto Cura Italia nella misura del 50% della spesa e fino a 20.000 euro.

Percentuale di rimborso ed importo massimo concedibile aumentano, ed in parallelo cresce il totale delle risorse stanziate a copertura del bonus sulla sanificazione, che passano da 50 a 200 milioni di euro per il 2020.

Bonus sanificazione, credito d’imposta sale al 60% nel decreto Rilancio

Tra le regole contenute nella guida INAIL alle misure di prevenzione e tutela della sicurezza sul lavoro contro il coronavirus vi rientra l’obbligo di sanificazione periodica e pulizia giornaliera della sede di lavoro.

L’obbligo di sanificazione periodica di uffici, negozi e fabbriche accompagnerà quindi i datori di lavoro nei prossimi mesi.

Un’attività che comporterà dei costi per le aziende, per i quali è stato il decreto Cura Italia ad introdurre un bonus del 50%, riconosciuto nella forma di credito d’imposta. Il decreto liquidità ha successivamente esteso il bonus anche alla spesa sostenuta per l’acquisto di gel disinfettanti e mascherine.

Il decreto Rilancio, anche in considerazione dell’importanza che assumerà la sanificazione nella ripresa a pieno regime delle attività economiche, cambia le regole per il bonus sanificazione.

Come anticipato in apertura, il credito d’imposta sale al 60%, con un limite massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario.

Beneficiari del bonus sanificazione saranno i soggetti esercenti arti e professioni, gli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo del settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Nel decreto Rilancio è inoltre illustrato come funziona il bonus sanificazione.

Rispetto al decreto Cura Italia viene infatti eliminato il rimando al decreto attuativo MEF e MISE per l’avvio della misura, passaggio che ha bloccato l’avvio della misura. Sarà l’Agenzia delle Entrate, entro 30 giorni dalla data di approvazione del nuovo decreto, a fissare le regole di utilizzo del credito riconosciuto.

Bonus sanificazione, come funziona il credito d’imposta: regole e spese ammesse nella bozza di decreto Rilancio

I titolari di partita IVA avranno diritto ad un rimborso del 60% della spesa sostenuta, entro il limite massimo di 60.000 euro per beneficiario.

Sono ammissibili al credito d’imposta le spese sostenute per:

  • la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
  • l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
  • l’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
  • l’acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui alla lettera b), quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
  • l’acquisto di dispostivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.

Alle spese di sanificazione vera e propria si affiancano quelle relative all’acquisto di mascherine ed altri DPI, così come prodotti detergenti e disinfettanti, termometri e strumenti per garantire il distanziamento sociale.

Bonus sanificazione, sparisce il decreto attuativo: basterà un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate per l’avvio del credito d’imposta

Il Decreto Cura Italia rimandava ad un decreto attuativo l’avvio del credito d’imposta per le spese di sanificazione. Un decreto mai pubblicato, che ha bloccato di fatto l’avvio del bonus per i titolari di partita IVA.

Considerando la necessità di snellire le procedure, il decreto Rilancio cancella il doppio passaggio tra MEF e MISE per l’avvio del bonus sanificazione del 60%.

Bisognerà attendere soltanto il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, da emanarsi entro 30 giorni, per l’avvio del credito d’imposta utilizzabile in dichiarazione dei redditi ovvero in compensazione.

Iscriviti alla newsletter Fisco e Tasse per ricevere le news su Decreto Cura Italia

Condividi questo post:

Bonus sanificazione, credito d'imposta sale al 60% nel decreto Rilancio: come funziona

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.