Cos’è l’affrancamento dell’oro e come funziona (se approvato in Manovra)

Claudia Cervi

7 Novembre 2025 - 13:30

Il Governo studia l’affrancamento dell’oro: imposta sotto il 26% e gettito da 2 miliardi. Ecco chi ci guadagna davvero.

Cos’è l’affrancamento dell’oro e come funziona (se approvato in Manovra)

Sterline, lingotti e monete d’oro ricevute in eredità o custodite per “tempi difficili”. È il patrimonio nascosto degli italiani (oltre 1.200 tonnellate di oro che in gran parte sfuggono ai radar del Fisco) e che ora potrebbe finire nel mirino di una misura inedita: l’affrancamento dell’oro.

Il governo Meloni, in vista della Manovra 2026, valuta un’operazione che potrebbe valere fino a 2 miliardi di euro. L’idea è permettere ai possessori di oro di “regolarizzare” il proprio tesoro pagando un’imposta una tantum ridotta rispetto all’attuale 26% sulle plusvalenze. Un meccanismo che farebbe incassare subito lo Stato e consentirebbe ai contribuenti di pagare meno in futuro.

Ma come funzionerebbe davvero questa misura? E, soprattutto, conviene a chi custodisce da anni oro come riserva per tempi incerti?

Affrancamento dell’oro: la nuova “finestra fiscale” del governo

L’ipotesi, anticipata dal leghista Giulio Centemero, prevede una tassa sostitutiva tra il 12,5% e il 18% sulla rivalutazione dell’oro, molto inferiore al 26% oggi previsto sulle plusvalenze. In pratica, chi detiene oro fisico (lingotti, monete o gioielli di valore) potrebbe “affrancarlo”, cioè aggiornare il suo valore fiscale a quello di mercato, pagando subito l’imposta ridotta.

Facciamo un esempio concreto. Se oggi possiedo un lingotto che vale 10.000 euro, potrei decidere di aderire all’affrancamento e versare 1.250 euro (con aliquota al 12,5%). Da quel momento, il Fisco considererebbe 10.000 euro come nuovo valore d’acquisto. Quando, tra qualche anno, dovessi venderlo a 15.000 euro, la tassa del 26% si applicherebbe solo sui 5.000 euro di guadagno effettivo, non sull’intero importo. Un risparmio evidente, soprattutto per chi ha comprato molti anni fa e oggi vede il valore dell’oro salito del 130% in cinque anni e del 670% in vent’anni.

A chi conviene l’affrancamento dell’oro?

L’affrancamento dell’oro è una mossa del Governo che offre ai risparmiatori una finestra per “allineare” il valore fiscale del proprio oro a quello di mercato, pagando subito un’imposta agevolata tra il 12,5% e il 18%.

In cambio, chi aderisce si mette al riparo da future tassazioni più alte, visto che oggi la plusvalenza sull’oro da investimento è tassata al 26%. Ma non tutti avrebbero lo stesso vantaggio.

Per chi possiede lingotti o monete comprate molti anni fa, quando il metallo giallo valeva molto meno, l’affrancamento potrebbe essere una mossa intelligente. Oggi l’oro sfiora i 112 euro al grammo (cinque anni fa era meno della metà). Chi ha acquistato ai tempi, magari come riserva “di famiglia”, vedrebbe un guadagno potenziale enorme, e pagare subito un’imposta ridotta potrebbe risultare conveniente. Diverso il discorso per chi ha comprato di recente, quando i prezzi erano già ai massimi: anticipare il fisco in un momento di incertezza o di possibile correzione dei mercati rischia di essere una scommessa.

In sostanza, l’affrancamento premia i vecchi acquirenti e chi pensa di vendere a breve. È un modo per regolarizzare, alleggerire la tassazione futura e dare respiro immediato alle casse pubbliche. Ma per chi considera l’oro un rifugio di lungo periodo, più che un investimento da monetizzare, potrebbe non essere conveniente.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.