Recovery Fund: cos’è e come funziona? La guida completa

Cos’è il Recovery Fund, come funziona, qual è il suo significato e perché è così importante: una guida

Cos’è il Recovery Fund, come funziona e qual è il suo vero significato? Domande che hanno trovato terreno fertile nella crisi del coronavirus, la quale ha imposto all’UE di trovare soluzioni condivise per il recupero economico del blocco.

Già ad aprile scorso il premier Giuseppe Conte aveva definito questo strumento come una parte essenziale nella trattativa con l’Unione europea, ma da quel momento sono cambiate molte cose. In linea di massima, esso potrebbe essere definito come un mezzo per sostenere l’economia del Vecchio Continente e quella dei singoli Paesi più colpiti dalla crisi del coronavirus.

Lo scorso 27 maggio, la Commissione UE ha presentato la sua proposta da 750 miliardi di euro che ha inevitabilmente portato a chiedersi cos’è il Recovery Fund, come funziona e quale il motivo delle numerose discussioni sul suo significato. Discussioni che, tra le altre cose, hanno nuovamente messo in luce le differenze interne al blocco.

Cos’è il Recovery Fund? Il significato

Fondo di recupero. Questo il significato letterale di Recovery Fund, strumento più volte richiesto dall’Italia con l’obiettivo di arginare l’impatto devastante del coronavirus.

Tutte le principali economie del Vecchio Continente hanno archiviato il primo trimestre dell’anno con flessioni imponenti del PIL. Si pensi soltanto all’Italia, entrata persino in recessione tecnica visto anche il calo di fine anno.

Tutto è accaduto a causa della pandemia che ha imposto all’UE di trovare e adottare una strategia condivisa per affrontare l’emergenza. Questa, però, non è stata un’impresa facile. Le opposizioni tra i rigidi Paesi del Nord, come l’Austria e l’Olanda, e quelli del Sud più colpiti (come l’Italia e la Spagna) sono emerse con prepotenza.

Le discussioni maggiori si sono concentrate sul MES, Meccanismo Europeo di Stabilità, sugli eurobond e anche sul Recovery Fund. I membri settentrionali dell’Unione si sono espressi contro qualsiasi forma di condivisione del debito mentre quelli meridionali si sono mostrati più aperti in tal senso visto anche lo stato dei loro conti pubblici.

Qualche tempo fa la Francia e, a sorpresa, la Germania hanno avanzato una prima proposta sul fondo di recupero basata esclusivamente su concessioni di denaro a fondo perduto. Poi, qualche giorno dopo, è arrivato il progetto di Olanda, Austria, Danimarca e Svezia, al quale ha fatto seguito quello della Commissione europea nel quale sono stati inseriti sia finanziamenti che concessioni a fondo perduto.

Immediatamente, l’intero Vecchio Continente è tornato a chiedersi cos’è il Recovery Fund e come funziona questo particolare strumento.

Una precisazione è comunque d’obbligo. Quella presentata dall’esecutivo comunitario è al momento soltanto una proposta che per entrare in vigore dovrà ricevere il via libera di tutti i 27 Paesi membri. Non sarà una sfida facile.

Come funziona?

Inizialmente proposto ed elaborato dai francesi, il Recovery Fund non è altro che un fondo con il compito di emettere i Recovery Bond, con garanzia nel bilancio UE.

In questo modo la condivisione del rischio sarebbe comune solo guardando al futuro, senza una vera mutualizzazione del debito passato. Al centro della questione, dunque, sempre titoli di debito, ma con questa “leggera” differenza.

Il finanziamento del fondo è stato progettato attraverso la raccolta di liquidità data dall’emissione dei Recovery Bond.

Per dirla con le stesse parole di Conte, a chi si chiede cos’è il Recovery Fund potremmo rispondere definendolo:

“un fondo per la ripresa con titoli comuni europei per finanziare la ripresa di tutti i Paesi più colpiti, tra cui l’Italia”.

Per sapere come funzionerà a tutti gli effetti però bisognerà aspettare ancora. Come anticipato, all’interno dell’Unione europea sono state avanzate diverse proposte in merito. Quella della Commissione UE ha descritto un fondo composto sia da finanziamenti che da concessioni di denaro a fondo perduto ma ora spetterà ai 27 decidere o meno se approvarla.

Come molti hanno già previsto, è probabile che le discussioni più importanti saranno quelle del Consiglio europeo straordinario convocato per il 17 e il 18 luglio. Soltanto una volta raggiunta l’intesa si saprà a tutti gli effetti cos’è il Recovery Fund e quale sarà il suo funzionamento definitivo.

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1 commento

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leoscocc • 2 mesi fa

Questi titoli a garanzia collettiva impegnano l’Italia a non poter uscire dall’Europa; sono perciò pericolosi per il futuro.

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