Recovery Fund, in cosa consiste (davvero) il compromesso con Polonia e Ungheria

Mario D’Angelo

10 Dicembre 2020 - 20:36

10 Dicembre 2020 - 23:38

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Accordo raggiunto sul Recovery Fund. Adesso Polonia e Ungheria perderanno i fondi se violano lo Stato di diritto? Come stanno le cose

Recovery Fund, in cosa consiste (davvero) il compromesso con Polonia e Ungheria

Il Consiglio europeo, alla prima giornata di lavori, ha già raggiunto l’accordo sul Recovery Fund e il Next Generation Eu. Da più parti si parla di un compromesso che avrebbe vinto l’opposizione di Polonia e Ungheria, le quali non volevano che i finanziamenti fossero collegati allo Stato di diritto. Ma in cosa consiste questo compromesso?

Consiglio europeo, raggiunto l’accordo sul Recovery Fund

Le narrative sull’accordo raggiunto in queste ore sono molto differenti. Da un lato la Commissione europea afferma che “la parte sul meccanismo dello Stato di diritto è rimasta invariata”, dall’altra Budapest e Varsavia rivendicano la vittoria.

“Sono contenta che si sia trovata una soluzione” per sbloccare il veto di Ungheria e Polonia, ha detto la presidente Ursula von der Leyen. “E spero che il pacchetto da 1.800 miliardi possa avanzare, perché gli europei e le imprese europee ne hanno bisogno”, ha aggiunto.

In cosa consiste il compromesso sul Recovery Fund

La storia raccontata da media e politici ungheresi e polacchi, però, è molto diversa. Secondo una radio locale, infatti, alla violazione dello Stato di diritto da parte di uno dei due Paesi non corrisponderà la perdita dei soldi.

La notizia è stata confermata dal New York Times, che spiega che la condizionalità rimane, ma risulta decisamente allentata. Ogni Paese che non sarà d’accordo con il meccanismo dello Stato di diritto, infatti, potrà impugnarlo davanti alla Corte di Giustizia Europea. Il meccanismo, inoltre, dovrà ancora essere definito nei dettagli, una procedura che potrebbe durare mesi, se non anni.

Un grande vantaggio per Viktor Orban, che affronterà le elezioni nel 2022.

Polonia e Ungheria rivendicano la vittoria sul Recovery Fund

Zbigniew Rau, ministro degli Esteri polacco, poco prima dell’annuncio sull’accordo aveva detto: “Dobbiamo difendere il trattato europeo, dobbiamo difendere i nostri interessi nazionali, dobbiamo difendere le risorse finanziarie che sono dovute ai nostri Paesi, e abbiamo capito come fare”.

Un’affermazione confermata dal ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, secondo il quale la vittoria è di Budapest e Varsavia perché l’erogazione dei fondi non sarà vincolata a questioni ideologiche o politiche.

Abbiamo vinto perché abbiamo combattuto per l’interesse nazionale”, ha detto Szijjártó. “Bruxelles avrebbe deciso che dobbiamo accettare migranti illegali o perdere i finanziamenti europei”, ha aggiunto.

Secondo Rau, la condizionalità può essere limitata alla protezione del budget europeo “dalle attività criminali volte all’appropriazione illecita dei fondi”.

Il compromesso sul Recovery Fund, ha detto il presidente polacco Andrzej Duda, è stato “il risultato degli ampi sforzi di Polonia, Ungheria ma anche della presidenza tedesca” dell’Ue.

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories