Book Calling #36: “Il mondo nuovo” con Mariangela Pira (video e recensione)

Antonella Coppotelli

30 Novembre 2021 - 17:00

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Sfide, opportunità e impegni che coinvolgeranno l’Italia post pandemica alla luce dei fondi del PNRR. Come cambierà il mondo? Ne parliamo con Mariangela Pira.

L’11 marzo 2020 l’OMS dichiara lo stato di pandemia, esattamente due giorni dopo dalla decisione dell’allora premier Conte di mettere in lockdown l’Italia: un’intera nazione chiusa, blindata e serrata all’interno di se stessa e delle proprie mura domestiche. Serrande abbassate, attività produttive sospese - se non quelle designate come essenziali - didattica a distanza, telelavoro laddove possibile, coprifuoco, ospedali letteralmente in tilt, un bisogno immenso di aria e tanta, troppa solitudine anche in case improvvisamente popolate all’insegna di una nuova e scioccante quotidianità. Quelle stesse case diventate “caverne”, rifugio e se vogliamo prigione delle nostre paure da cui ancora molti stentano a uscire per tentare di riprendere in mano la propria vita.

Soprattutto un’emorragia economica, sociale e culturale che ha messo letteralmente in ginocchio il nostro Paese. Dopo un anno e mezzo, il risultato è che molte imprese non ce l’hanno fatta, altre si stanno rialzando a fatica e la consapevolezza di tutti noi è che lo stato di incertezza in cui versiamo è diventata la nostra unica certezza, parafrasando Zygmunt Bauman. Il 2020, che per uno strano gioco del destino segna l’inizio di un nuovo decennio, è davvero un anno che ha rimescolato le carte e ha segnato una cesura storica tra un prima e un dopo. Mariangela Pira ce lo aveva raccontato lo scorso anno in “Anno Zero d.C.” e oggi torna con «Il Mondo Nuovo», edito da Chiare Lettere che si configura come una naturale prosecuzione del precedente e ci pone davanti sfide, opportunità e doveri importanti: primo fra tutti ripartire e seriamente.

È ormai storia nota e a tratti triste quello che è accaduto a livello globale: un nuovo presidente alla Casa Bianca che “seppur senza tweet” non ha mostrato tenerezza verso la Cina, un’ennesima crisi istituzionale nostrana che ha contribuito ad alimentare instabilità e costi al sistema Italia e la scelta di un governo tecnico affidato a Draghi, il fallimento della missione di pace (ma lo era davvero?) Afghana e la devastante crisi umanitaria che ne è seguita dinanzi alla quale sembriamo tutti impotenti. Un Risiko che determina “un nuovo ordine mondiale” con la Cina sempre più in primo piano come scrive Mariangela e che ci pone anche davanti a nuovi scenari, a rinnovate alleanze per il controllo delle materie prime (tanto per citarne una) la cui penuria sta seriamente mettendo in crisi a livello globale i settori automotive e tech. Accanto a questo, però, anche i denari del PNRR che arriveranno in Italia (e sono tanti) che dovranno essere investiti bene e rendicontati all’Europa; in questo senso quale miglior interlocutore di Draghi? Ça va sans dire ci risponderebbero i cugini di Oltralpe.

Il mondo nuovo su cui ci fa riflettere l’autrice ci pone davanti serie opportunità che richiedono altrettanta serietà e concretezza. A partire dai nostri ragazzi, i più massacrati da questi folli 18 mesi sia dal punto di vista emotivo con una socialità totalmente compromessa e casi di depressione in aumento che da quello economico; sì, avete letto bene, economico, perché se è vero che allo stato attuale non concorrono direttamente al PIL, lo faranno domani e con depauperamento dello stipendio stimato da vari studi di settore di almeno 500/1000 euro.

Il Mondo Nuovo di Mariangela Pira

Impressionante, vero? È stato uno degli effetti della Dad (didattica a distanza su cui non eravamo minimamente preparati e continuiamo a non esserlo) e il marchio, come fosse una lettera scarlatta, impresso sui curricula scolastici dei nostri giovani che saranno sempre quelli che avranno ricevuto l’istruzione durante il periodo di pandemia. Un minus che li pone già in uno svantaggio competitivo.

La scuola, però, come l’arte e la cultura sono da sempre le grandi cenerentole delle riforme e ci dimentichiamo un po’ troppo spesso che è proprio all’interno dell’ecosistema scolastico che un si riceve un’altra grande, immensa fetta di educazione fin da bambini. Troppo spessa è dimenticato il suo ruolo come quello degli insegnanti che invece portano avanti una vera e propria missione senza avere, spesso, alcun riconoscimento o prospettiva di crescita economica. Il mondo nuovo si aspetta tanto da noi e se non manchiamo questo appuntamento possiamo davvero fare la differenza: per oggi e per domani.

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