Bonus busta paga luglio: chi guadagnerà di più

Bonus busta paga luglio 2020: grazie al taglio del cuneo fiscale i lavoratori dipendenti e assimilati hanno diritto a un contributo in base alla fascia di reddito di appartenenza. Il bonus parte da luglio, quindi si vedrà nello stipendio di agosto. Ecco chi guadegnerà di più.

Bonus busta paga luglio 2020, i lavoratori dipendenti vedranno un contributo nella propria busta paga a partire dal mese di agosto. L’importo del bonus verrà modulato in base alla fascia di reddito di appartenenza.

Ma chi guadagnerà di più?

Il decreto sul taglio del cuneo fiscale costituiva il primo passo verso una più ampia riforma Irpef, messa poi in stand-by a causa dell’emergenza sanitaria.

Dal 1° luglio, comunque, ci sono novità in busta paga: i lavoratori dipendenti con reddito tra gli 8.174 euro fino a 28.000 euro avranno 100 euro in più al mese.

I lavoratori dipendenti che si trovano nella fascia di reddito tra i 28.001 e i 40.000, invece, si vedranno applicare una detrazione, che diminuirà all’aumentare del reddito.

La busta paga di giugno (che però viene pagata nei primi giorni di luglio) insomma è stata l’ultima busta paga più “leggera”, col solo bonus Renzi (ricordiamo che il bonus 80 euro è stato abrogato di fatto dal decreto sul taglio del cuneo fiscale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 febbraio 2020).

I lavoratori dipendenti e assimilati vedranno il contributo nella propria busta paga di luglio, quindi nei primi giorni di agosto.

Procediamo con ordine e vediamo in cosa consiste il cambiamento che sta per avvenire nelle buste paga dei lavoratori dipendenti, e chi guadagnerà di più.

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Bonus busta paga luglio 2020: chi guadagnerà di più

Il taglio del cuneo fiscale è legge: il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 febbraio 2020.

Il taglio del cuneo fiscale è un intervento che porterà benefici per un’ampia platea di contribuenti: sono circa 16 milioni i lavoratori dipendenti che si trovano nella fascia di reddito tra i 8.174 e 40.000 euro e che da luglio avranno una busta paga più pesante.

Ma per la maggior parte si tratta di un piccolo cambiamento in busta paga, poiché già si trovano tra i beneficiari del bonus Renzi.

Ma in cosa consiste il taglio del cuneo fiscale e cosa cambia per le buste paga dei lavoratori dipendenti?

L’agevolazione verrà assegnata in due modi diversi, in base al reddito:

Importo bonus cuneo fiscale 2020Limite di redditoModalità di erogazione
100 euro al mese 28.000 euro Credito Irpef in busta paga
80 euro al mese 28.001 euro e fino a 35.000 euro Detrazione fiscale sui redditi da lavoro dipendente
da 80 euro fino a 0 euro da 35.001 e fino a 40.000 euro Detrazione fiscale sui redditi da lavoro dipendente

Ad oggi, i lavoratori dipendenti con reddito fino a 26.600 euro già percepiscono 80 euro del bonus Renzi in busta paga.

Tuttavia, per i lavoratori fino a 24.600 euro di reddito l’aumento effettivo in busta paga sarà di 20 euro, importo che sale a 100 euro sommando al taglio del cuneo anche il preesistente bonus Renzi.

L’aumento sarà maggiore fino a 26.600 euro, ovvero per quei contribuenti che ad oggi percepivano il bonus Renzi rimodulato in base al reddito.

Un aumento effettivo di 600 euro in busta paga, 100 euro al mese da luglio a dicembre, sarà riconosciuto ai lavoratori con redditi compresi tra 26.600 euro e 28.000 euro, gli esclusi dal bonus Renzi di 80 euro per il primo semestre del 2020.

Grazie al taglio sul cuneo fiscale, i lavoratori dipendenti che si trovano nella fascia di reddito più bassa, quindi fino a 28.000 euro annui, si troveranno 100 euro in più in busta paga, per un totale di 600 euro nel 2020 e 1.200 euro nel 2021.

Proviamo a mettere questi dati in una tabella, così che siano di più immediata comprensione:

RedditoImporto annuale 2020Importo mensile in busta paga
Da 8.173 a 24.600 1080 euro all’anno 100 euro
Da 26.601 a 28.000 1080 euro all’anno 100 euro
30.000 euro 565,7euro 94,3 euro
35.000 euro 480euro 80 euro
36.000 euro 384 euro 64 euro
39.000 euro 96 euro 16 euro
40.000 euro 0 0

Bonus Renzi addio: cosa cambia in busta paga dal 1° luglio 2020

Come anticipato, il decreto sul taglio del cuneo fiscale ha di fatto abrogato il comma 1-bis dell’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi, ovvero il bonus Renzi, con effetto dal 1° luglio 2020.

In pratica, il decreto n. 3 del 5 febbraio utilizza le risorse già precedentemente stanziate per il bonus Renzi, ne aggiunge altre grazie al taglio sul cuneo fiscale, e cambia il nome all’agevolazione molto amata dai lavoratori dipendenti.

La sostanza non cambia, perché il bonus verrà comunque percepito in busta paga (o come detrazione), ma con un’altra denominazione.

Il Fisco è l’apostrofo rosa tra la Politica e l’Economia, e si traduce molto spesso in una sola cosa: campagna elettorale.

Bonus Renzi 2020 addio, chi sono gli esclusi dall’agevolazione

Una novità introdotta dal decreto n. 3 del 5 febbraio sul taglio del cuneo fiscale riguarda l’estensione della misura ad una più vasta platea.

Non solo perché viene aumentata la soglia di reddito massimo (ovvero fino a 40.000 euro) per percepire l’agevolazione, ma perché il bonus sarà esteso anche alla maggior parte dipendenti pubblici (sempre con gli stessi limiti di reddito).

Restano esclusi in meno di 100.000 persone nella Pubblica Amministrazione: magistratura, Presidenza del Consiglio, carriere diplomatiche e prefettizie, Authority, dirigenza.

Esclusi anche i 4 milioni di contribuenti che fanno parte della no tax area.

Come verrà erogato il nuovo bonus IRPEF 2020

Il decreto legge sul taglio del cuneo fiscale ha pensato anche a come devono comportarsi i datori di lavoro.

Il comma 1 dell’articolo 3 “Trattamento integrativo dei redditi di lavoro dipendente e assimilati” afferma:

“I sostituti d’imposta [...] riconoscono il trattamento integrativo ripartendolo fra le retribuzioni erogate a decorrere dal 1° luglio 2020 e verificano in sede di conguaglio la spettanza dello stesso. Qualora in tale sede il trattamento integrativo di cui al comma 1 si riveli non spettante, i medesimi sostituti d’imposta provvedono al recupero del relativo importo.”

Nel caso in cui l’importo superi 60 euro, il recupero dello stesso è effettuato in quattro rate di pari ammontare a partire dalla retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio.

Con la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 35/E del 26 giugno 2020 è stato istituito il codice tributo per il recupero in compensazione del contributo erogato da parte dei datori di lavoro.

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