Sospensione pagamento accertamenti esecutivi: i chiarimenti delle Entrate sulle nuove scadenze

Sospensione pagamento degli accertamenti esecutivi disposta dal dl Cura Italia: arrivano i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 5 del 20 marzo 2020 sulle nuove scadenze fiscali.

Sospensione pagamento accertamenti esecutivi: i chiarimenti delle Entrate sulle nuove scadenze

Sospensione pagamento degli accertamenti esecutivi, continuano i chiarimenti da parte dell’Agenzia dell’Entrate in merito alle novità introdotte dal dl Cura Italia, come le nuove scadenze fiscali.

Il dl Cura Italia, infatti, prevede lo stop al pagamento degli importi dovuti in seguito alla notifica di avvisi di accertamento esecutivi.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione nelle FAQ ha chiarito che la sospensione dei termini di versamento vale per tutte le entrate tributarie e non, derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di accertamento e di addebito, che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio.

Fino al 31 maggio, continua l’AdeR, sono sospese le attività di notifica di nuove cartelle e altri atti di riscossione.

Come ed entro quando pagare le cartelle di pagamento sospese? Anche questa domanda trova risposta nelle FAQ dell’AdeR, secondo cui il pagamento può avvenire anche rateizzando l’importo -previa domanda- entro il 30 giugno 2020.

L’interpretazione data dall’Agenzia delle Entrate nella circolare numero 5 del 20 marzo 2020, però, discosta da quella dell’AdeR: secondo il documento di prassi, la sospensione dei versamenti riguarda solo gli avvisi di accertamento esecutivo per i quali al 9 marzo siano iniziati i termini di impugnazione.

Sospensione pagamento accertamenti esecutivi: i chiarimenti delle Entrate

In un momento come quello in cui si trova attualmente l’Italia, caratterizzato da profonda incertezza e paura del futuro anche e sopratutto in termini economici, sarebbe auspicabile chiarezza e coerenza nelle comunicazioni istituzionali.

Ad oggi, però, non è così, come conferma la circolare numero 5 del 20 marzo dell’Agenzia delle Entrate.

Circolare AdE n. 5/E del 20 marzo 2020
Primi chiarimenti in merito ai termini per il pagamento degli importi dovuti a seguito di accertamenti esecutivi - Articoli 83 e 68 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (cd. Decreto “Cura Italia”)

La suddetta circolare prova a fornire chiarimenti in merito alla sospensione del pagamento degli accertamenti esecutivi, misura che fa parte del dl Cura Italia, insieme alla proroga di altre scadenze fiscali.

Mentre l’Agenzia delle Entrate-Riscossione si è adeguata a quanto contenuto nel dl Cura Italia, così come viene specificato anche nelle FAQ, l’Agenzia guidata da Ernesto Maria Ruffini ha dato un’interpretazione differente.

Innazitutto, la circolare dell’AdE riprende la normativa di riferimento, ovvero l’articolo 29 del decreto legge n. 78/2010, secondo cui gli accertamenti esecutivi devono:

“contenere anche l’intimazione ad adempiere, entro il termine di presentazione del ricorso, all’obbligo di pagamento degli importi negli stessi indicati, ovvero, in caso di tempestiva proposizione del ricorso ed a titolo provvisorio, degli importi stabiliti dall’articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602”

Questo significa che il contribuente che riceve un accertamento esecutivo può decidere, entro i 60 giorni dalla ricezione dell’atto, di:

  • effettuare il pagamento prestando acquiescenza al medesimo atto, usufruendo della riduzione delle sanzioni e rinunciando all’impugnazione;
  • proporre ricorso in Commissione tributaria versando gli importi dovuti a titolo di riscossione provvisoria in pendenza di giudizio.

La lettera b) del citato articolo 29 dispone inoltre che una volta decorso il termine per l’impugnazione (cioè 30 giorni) l’atto diventa esecutivo.

Trascorsi ulteriori 30 giorni, in caso di mancato pagamento o di impugnazione, per la per la parte non pagata a titolo provvisorio, la riscossione delle somme dovute avviene tramite affidamento in carico all’agente della riscossione.

Quindi l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate è la seguente: per gli avvisi di accertamento esecutivi, il cui termine per la sospensione del ricorso era pendente al 9 marzo, viene sospeso anche il relativo termine di pagamento, che ricomincia a decorrere dal 16 aprile.

Lo stesso discorso vale per gli atti notificati durante il periodo di sospensione, l’inizio del decorso del termine per ricorrere e per il pagamento è differito alla fine del periodo di sospensione.

La circolare n. 5 riporta un esempio pratico: per un atto notificato il 10 marzo, il termine ordinario di 60 giorni per la presentazione del ricorso e per il pagamento decorre dal 16 aprile.

Sospensione pagamento accertamenti esecutivi, tranne che per quelli impugnabili al 9 marzo

La circolare n. 5/E del 20 marzo continua richiamando l’articolo 68 del dl Cura, ritenendo che la sospensione del termine per i versamenti derivanti dagli avvisi previsti dall’articolo 29 del DL n. 78 del 2010 vada riferita solo ai termini degli atti non pagati, e quindi passati in carico a un agente della riscossione.

Secondo l’Agenzia delle Entrate quindi non possono essere sospesi fino al 31 maggio versamenti delle somme dovute per gli accertamenti esecutivi impugnabili al 9 marzo 2020:

“Le considerazioni che precedono portano ad escludere, anche per ragioni di ordine sistematico, che agli avvisi di accertamento emessi ai sensi dell’articolo 29 del decreto-legge 31 maggio 2010, n 78 si applichi la sospensione dei termini per il versamento recata dall’articolo 68 del citato decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, rubricato «Sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione.»”

Quindi, la sospensione dei termini di versamento non si applica a quegli atti impugnabili al 9 marzo 2020.

Infine, la circolare n. 5 dell’AdE osserva che non è immediatamente individuabile un termine di versamento delle somme in carico all’agente della riscossione a cui applicare la sospensione recata dall’articolo 68 del dl Cura Italia.

In linea generale l’esecuzione forzata da parte dell’agente della riscossione resta comunque sospesa per un periodo di 180 giorni dall’affidamento.

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