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Riunione BCE, tassi fermi come da attese. Ma per Lagarde il dilemma rimane. DIRETTA

Laura Naka Antonelli

23 Luglio 2026 - 14:15

Money.it segue la diretta della riunione della BCE di oggi. Come previsto, la riunione della Banca centrale europea si è conclusa con un nulla di fatto sui tassi.

Riunione BCE, tassi fermi come da attese. Ma per Lagarde il dilemma rimane. DIRETTA

Terminata la riunione del Consiglio direttivo, la BCE ha annunciato di avere lasciato i tassi di interesse di riferimento dell’Eurozona invariati, come da attese.

I tassi sui depositi, i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali e i tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginali sono stati lasciati fermi rispettivamente al 2,25%, al 2,40%, al 2,65%.

la BCE ha pubblicato il comunicato relativo alla decisione presa sui tassi dal suo Consiglio direttivo.

I mercati attendono a questo punto l’inizio della conferenza stampa, alle 14.45, nel corso della quale Christine Lagarde, Presidente della Banca centrale europea spiegherà le decisioni di politica monetaria adottate, rispondendo poi alle domande dei giornalisti.

Domande che verteranno sulle condizioni in cui versa l’economia dell’Eurozona, sull’inflazione in tempi di guerra tra gli Stati Uniti e l’Iran, e sulla possibile direzione del costo del denaro.

Money.it segue la diretta dei mercati e del grande market mover della sessione odierna.

Tassi BCE, nulla di fatto da Lagarde & Co. Ma che succederà dopo? La diretta di Money.it

L’esito della riunione della BCE di oggi, giovedì 23 luglio 2026, era prezzato a pieno dai mercati.

Dopo il primo rialzo dei tassi dal settembre del 2023 annunciato lo scorso 11 giugno, sia i mercati che gli economisti si erano trovati concordi nello stimare che la BCE avrebbe confermato lo status quo sui tassi nella riunione di luglio. Così è stato.

Rimane l’incognita cosa potrà accadere dopo, a partire dal primo meeting dell’Eurotower successivo alla pausa estiva, ovvero quello del prossimo 9 settembre 2026.

Per ora, le previsioni puntano su un’altra stretta monetaria anti-inflazione da parte della BCE, entro la fine del 2026.

Di seguito gli aggiornamenti in tempo reale di Money.it sul trend dei mercati e su cosa dirà Lagarde a breve.

Particolare attenzione alle performance dell’indice benchmark del Ftse Mib, così come al trend delle altre borse europee, ovvero dell’indice Dax della borsa di Francoforte, del Cac 40 della borsa di Parigi e, sebbene non facente parte dell’azionario dell’Eurozona, del Ftse 100 della borsa di Londra.

Occhio inoltre al mercato del forex, in particolare del rapporto euro-dollaro EUR-USD così come all’andamento dei Titoli di Stato dell’area euro, nel caso dell’Italia a quello dei BTP e dunque allo spread BTP-Bund.

La BCE lascia tassi fermi come da attese. Tasso depositi al 2,25%

Così come preannunciato dai mercati e dagli economisti la BCE ha annunciato di avere lasciato i tassi sui depositi, i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali e i tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginali fermi rispettivamente al 2,25%, al 2,40%, al 2,65%.

BCE troppo ottimista su resilienza PIL euro? Outlook tassi euro di Robeco

In evidenza la preview sui tassi dell’area euro di Rikkert Scholten, Global Macro Strategist di Robeco.

Scholten ha detto di prevedere “al massimo un ulteriore rialzo di 25 punti base nel corso dell’anno” e la conferma del costo del denaro per la giornata di oggi:

“Per la riunione del 23 luglio ci aspettiamo che la BCE lasci invariati i tassi. Un aumento di 25 punti base a settembre resta un rischio concreto, ma non rappresenta uno scenario già definito. La possibilità di evitare un ulteriore irrigidimento dipenderà probabilmente in larga misura dall’evoluzione dei prezzi dell’energia nei prossimi mesi. Non condividiamo invece il fatto che il mercato attribuisca una probabilità quasi certa a un rialzo dei tassi nel mese di dicembre”.

Lo strategist ha ricordato poi nella nota che “i membri del Consiglio direttivo della BCE ritengono che l’economia dell’Eurozona sia in grado di assorbire tassi di interesse leggermente più elevati”, sottolineando che è questa “l’impressione che emerge anche dal discorso introduttivo della presidente Christine Lagarde al Forum di Sintra”.

La presidente della BCE ha infatti “espresso una valutazione piuttosto positiva sulla resilienza dell’economia dell’area euro, in linea con le proiezioni dello staff della BCE, che prevedono una crescita dell’1,2% nel 2027”.

Tuttavia, secondo Scholten, questa previsione sarebbe eccessivamente ottimistica.

Se infatti è vero che quest’anno “l’economia potrebbe ancora beneficiare di uno stimolo fiscale pari a circa lo 0,5% del PIL, tali effetti sono destinati ad attenuarsi il prossimo anno, mentre le prospettive di crescita continuano a essere frenate dall’aumento dell’incertezza legata alle catene di approvvigionamento e al commercio internazionale, nonché dalla debole crescita dei redditi delle famiglie”.

Di conseguenza, Robeco ritiene che “sarebbe sufficiente un irrigidimento monetario contenuto per contenere eventuali nuove pressioni inflazionistiche”, dubitando che “l’economia dell’Eurozona sia in grado di sostenere un tasso sui depositi superiore al 2,5%”.

Rendimenti Titoli di Stato euro in rialzo in attesa BCE, gli yield dei BTP sfondano il 4%

In attesa dell’annuncio sui tassi della BCE, i rendimenti dei principali Titoli di Stato dell’area euro puntano lievemente verso l’alto. Più in generale, in Europa si mette in evidenza lo scatto dei rendimenti dei Gilt, i Titoli di Stato UK, pari a +4 pb, al 5,07%.

Salgono anche gli yield dei Bund (+1 pb al 3,18%) , mentre i rendimenti dei BTP a 10 anni tornano a sfondare la soglia del 4%, avanzando di 2 punti al 4,01%.

I rendimenti degli OAT francesi avanzano di 1 punto al 3,98%. Rimangono inferiori ai rendimenti dei BTP quelli dei Titoli di Stato della Grecia, che oggi salgono al 3,90%.

Preview BCE, Columbia Threadneedle Investments: “banchieri centrali osservano con apprensione nuovo aumento prezzi energia”

Così Dave Chappell, Portfolio Manager, Fixed Income, di Columbia Threadneedle Investments, nel commento “Preview BCE: una pausa prima di un possibile rialzo”:

“La riunione di oggi sarà molto probabilmente un evento di monitoraggio, dopo che il Comitato ha alzato i tassi d’interesse nella scorsa riunione. Il mercato si aspetta un ulteriore rialzo nella riunione di settembre e, sebbene Lagarde non fornirà alcuna forward guidance, limitandosi a ribadire la necessità per un approccio data dependent e riunione per riunione, non si opporrà alle aspettative di ulteriori misure restrittive. La riunione e la conferenza stampa di oggi sarebbero state senza dubbio molto diverse se la tregua, raggiunta in modo frettoloso e firmata da Trump, fosse durata più di un paio di settimane. Invece, i banchieri centrali osservano con apprensione il nuovo aumento dei prezzi dell’energia e, nel caso della BCE, l’impennata del gas naturale, mentre l’Europa si prepara a ricostituire le riserve in vista dell’inverno”.

Forex, euro ingessato sul dollaro in attesa annuncio tassi BCE

Sul mercato del forex, il rapporto euro-dollaro è ingessato a $1,141 in attesa dell’esito della riunione della BCE. Il dollaro sale nei confronti dello yen (USD/JPY +0,15%), a 163,38), mentre è poco mosso nei confronti della sterlina (GBP-USD -0,03%, a $1,3366).

Rally prezzi petrolio fino a +4% con tensioni geopolitiche

A trascinare al ribasso le borse europee è l’impennata dei prezzi del petrolio, a seguito degli attacchi sferrati contro le coste dell’Arabia Saudita e alle minacce rinnovate degli Stati Uniti all’Iran.

I futures sul Brent e sul WTI hanno testato stamattina i livelli più alti, rispettivamente, dagli scorsi 3 giugno e 10 giugno.

Il Brent sfonda la soglia di $98 al barile, salendo di oltre il 4%, mentre il WTI segna un rialzo superiore a +3%, a $89,71 al barile.

In evidenza gli attacchi degli Houthi yemeniti a due petroliere saudite, con il portavoce militare delle forze armate dello Yemen che ha motivato la mossa con la violazione, da parte delle navi, del blocco imposto nel Mar Rosso.

Ftse MIB messo KO da azioni STMicroelectronics. Male anche Borse europee e futures USA con timori AI

Il trend delle principali Borse europee è decisamente negativo. Il Ftse Mib di Piazza Affari segna un calo dell’1,4% circa, scivolando a 52.056,05 punti, affossato soprattutto dalle vendite che mettono KO le azioni del produttore dei chip STMicroelectronics, dopo la pubblicazione dei conti. Le azioni STM scendono in quanto, fanno notare gli analisti, il gruppo
ha annunciato una guidance sui conti del trimestre in corso inferiori alle aspettative.

In evidenza anche le azioni UniCredit, la banca italiana guidata dal CEO Andrea Orcel, che ha dato il via oggi alla stagione delle trimestrali delle banche italiane, annunciando utili migliori delle attese e rivedendo al rialzo la guidance sull’intero 2026 e non solo.

In rosso, anche se in misura minore, le borse di Parigi, di Francoforte e di Londra e, in generale, dello Stoxx Europe, l’indice che monitora il trend dell’azionario europeo.

Male i futures sui principali indici azionari USA, che scontano i sell che colpiscono Alphabet, la holding a cui fa capo Google, e Tesla. Alphabet perde circa il 4%, mentre Tesla lascia sul terreno il 5%, dopo che entrambe le Big Tech hanno annunciato di stimare un aumento delle spese per gli investimenti in AI.

I giganti hanno reso noto di avere sofferto nel secondo trimestre flussi di cassa negativi.

Alphabet rimane comunque determinata a continuare ad aumentare le spese in conto capitale nel corso del 2026, anche oltre quanto previsto in precedenza, ovvero a un livello compreso tra $195 e $205 miliardi, rispetto alla forchetta precedente tra $180 e $190 miliardi.

Spese per l’AI più sostenute anche per Tesla, che ha annunciato che il capex è balzato del 142% su base annua nel corso del secondo trimestre del 2026, a $5,79 miliardi, aggiungendo di prevedere altre spese per un ammontare superiore ai $25 miliardi per il 2026.

Previsioni economisti e mercati su esito riunione BCE

Secondo i mercati e gli economisti, la BCE di Christine Lagarde lascerà i tassi fermi nella giornata di oggi.

Interpellato da Money.it, Anupam Satyasheel, fondatore e CEO di Occams Advisory, società di consulenza finanziaria e strategica per imprese con sede negli Stati Unit ed ex vice presidente della divisione Liquidity & Capital Management di Barclays Capital, ha sottolineato che, se è vero che “la decisione è scontata, il tono non lo è”.

Di conseguenza, “con un rialzo dei tassi a settembre già pienamente prezzato, una conferma hawkish sarebbe un sussurro, mentre una sorpresa dovish un grido”.

Sotto i riflettori i potenziali effetti che l’esito della riunione della BCE di oggi potrebbe avere sulle azioni, sui corporate bond, sui BTP e altri Titoli di Stato dell’Eurozona, sulle azioni e sul rapporto EUR-USD.

Satyasheel ha anche indicato l’errore che gli investitori devono evitare assolutamente di fare: errore che molti di loro invece commettono nei giorni delle riunioni della BCE.