Riunione BCE, l’errore che gli investitori non devono assolutamente fare

Laura Naka Antonelli

23 Luglio 2026 - 09:39

Attenzione all’errore che molti investitori commettono nel giorno della riunione della BCE, in cui si decide la direzione dei tassi.

Riunione BCE, l’errore che gli investitori non devono assolutamente fare

Il BCE Day è arrivato: oggi, giovedì 23 luglio 2026, la BCE annuncerà la decisione sui tassi. L’annuncio è atteso per le 14.15 ora italiana, attraverso la pubblicazione del comunicato. Alle 14.45 prenderà la parola Christine Lagarde, Presidente della Banca centrale europea.

Money.it ha intervistato Anupam Satyasheel, fondatore e CEO di Occams Advisory, società di consulenza finanziaria e strategica per imprese con sede negli Stati Uniti, ed ex Barclays Anupam Satyasheel sull’errore peggiore che gli investitori potrebbero commettere nel giorno della riunione dell’Eurotower. E la risposta del veterano di Wall Street è stata chiara, condensata in poche parole: l’errore più grande errore che gli investitori potrebbero commettere dopo la riunione della BCE è “fare trading nei primi 45 minuti successivi all’annuncio”.

Satyasheel ha ricordato che si tratta di uno sbaglio che “la struttura stessa della comunicazione della BCE favorisce”, se si considera che “la decisione sui tassi viene pubblicata alle 14.15, mentre la conferenza stampa di Christine Lagarde inizia alle 14:45 e i due segnali puntano regolarmente in direzioni opposte”.

Praticamente, ha ricordato il CEO di Occams Advisory, i due momenti trasmettono spesso messaggi differenti.

Nonostante questo, alcuni investitori, ha fatto notare il manager in un’intervista a Money.it, tendono a classificare immediatamente la riunione come hawkish o dovish sulla base di una singola parola contenuta nel comunicato ufficiale, salvo poi cambiare completamente interpretazione quando Lagarde risponde alle domande dei giornalisti:

“I mercati etichettano l’intero meeting come hawkish o dovish basandosi su un singolo aggettivo nel comunicato, per poi cambiare idea quando Lagarde risponde alla terza domanda”.

Il risultato è che chi insegue quel primo movimento dei mercati rischia di fare esattamente l’opposto di quello che dovrebbe, ovvero di comprare quando i prezzi sono già al massimo della giornata e di vendere quando sono già al minimo.

In sostanza, alcuni investitori finiscono per entrare nel mercato nel momento peggiore possibile. E la riunione di oggi ha sottolineato Satyasheel, “è particolarmente esposta a tale rischio perché il focus sarà quasi esclusivamente sul tono della comunicazione, più che sulle decisioni operative”.

L’ex di Barclays consiglia dunque agli investitori di adottare “un approccio disciplinato”.

In che modo? Decidendo in anticipo i fattori che potrebbero davvero cambiare una tesi prevista per i 12 mesi successivi e che potrebbero essere i seguenti, nel caso specifico di questa riunione:

  • Un rialzo inatteso dei tassi;
  • Un’indicazione esplicita sulla riunione di settembre;
  • Un cambiamento nella valutazione della BCE sugli effetti di secondo impatto dell’inflazione salariale.

Il consiglio di Anupam Satyasheel è dunque di “ignorare qualsiasi altra cosa” e di far sì che siano i dati a decidere l’allocazione di portafoglio, non gli aggettivi.

Dati che, in questo caso specifico sono “l’inflazione di luglio, i salari negoziati relativi al secondo trimestre e i prezzi del petrolio”.

Saranno queste le vere informazioni che “vi diranno di più riguardo alla direzione della BCE rispetto a quanto farà la conferenza stampa” di Christine Lagarde. Anche perché si tratta delle stesse informazioni di cui Lagarde terrà conto per decidere in che modo impostare la propria politica monetaria e come muoversi dunque in futuro sui tassi. A partire dalla prossima riunione di settembre, attesa per il 9 settembre.

Guardando alla riunione di oggi, Satyasheel ha risposto a Money.it anche alla domanda su quali potrebbero essere gli effetti sulle azioni europee in generale, sui titoli bancari in generale, sull’euro-dollaro, sui BTP e altri Titoli di Stato dell’area euro e sulle obbligazioni corporate, a seconda del tono hawkish o dovish della BCE.