Rinnovo del contratto: così il Ministro del Lavoro vuole aumentare gli stipendi

Il Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha dato notizia di un suo progetto finalizzato alla detassazione degli aumenti di stipendio conseguenti al rinnovo di contratto. Così si vuole contrastare la stagnazione delle retribuzioni.

Rinnovo del contratto: così il Ministro del Lavoro vuole aumentare gli stipendi

Tra le riforme del mercato del lavoro attese nei prossimi mese ce n’è una che interessa particolarmente i lavoratori: obiettivo dichiarato del Ministro per il Lavoro, Nunzia Catalfo, infatti, è quello di aumentare gli stipendi e per farlo sta pensando ad una proposta di cui si parla da tempo ma senza risvolti concreti: la detassazione degli aumenti di stipendio.

Non c’è solo il salario minimo tra i progetti con cui il Ministero del Lavoro vuole mettere mano agli stipendi: come spiegato da Nunzia Catalfo tramite un lungo post pubblicato su Facebook, infatti, altro obiettivo è quello di “detassare i rinnovi contrattuali” così da contrastare la stagnazione salariale.

D’altronde, in diversi settori si rileva da tempo una vera e propria stagnazione, ossia un arresto della crescita degli stipendi con gli ultimi rinnovi contrattuali che risalgono a molti anni fa. Non ci sono, quindi, solo le difficoltà legate al rinnovo del contratto nella Pubblica Amministrazione - scaduto ormai da quasi due anni - visto che in ogni settore lavorativo i rinnovi vengono ritardati quanto più possibile.

Questo ha portato ad una mancata crescita dei salari in Italia, con tutte le conseguenze economiche del caso: per questo motivo il Ministro del Lavoro ha intenzione di lavorare su questo fronte, prevedendo un incentivo sui rinnovi contrattuali che avrebbe vantaggi tanto per l’impresa quanto per i lavoratori.

Rinnovo del contratto: detassazione in arrivo?

Già nei mesi scorsi si è parlato della possibilità di detassare gli aumenti di stipendio conseguenti ad un rinnovo del contratto. Se ne è discusso per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, dove c’è l’esigenza di massimizzare gli aumenti di stipendio tenendo conto delle - poche - risorse a disposizione.

Detassando gli aumenti, ossia eliminando le tasse che solitamente si applicano sulle retribuzioni per la sola parte dell’incremento di stipendio, ci sarebbe un grande vantaggio per il lavoratore che andrebbe a percepire interamente l’importo che diversamente sarebbe stato lordo e quindi soggetto a tassazione. Ad esempio, qualora con le risorse a disposizione si riuscisse a garantire un incremento di circa 100 euro medi, l’intera cifra sarebbe in busta paga.

Una proposta che al momento non ha avuto seguito, anche perché le trattative per il rinnovo del contratto si sono bloccate causa COVID-19. Tuttavia, le parole del Ministro per il Lavoro sembrano ridare speranza a riguardo e non solo: la Catalfo, infatti, ha parlato di detassazione per tutti i settori lavorativi, anche per i privati.

In questo modo si spera di dare un impulso alle varie trattative per i rinnovi del contratto, massimizzando i guadagni per i lavoratori in base alle risorse a disposizione. E vantaggi ci sarebbero anche per le aziende stesse, le quali non dovrebbero pagare tasse sulla parte di aumento riconosciuta con il rinnovo.

Rimettiamo in moto il Paese partendo dal lavoro”, ha dichiarato la Catalfo, che poi ha anche parlato della riforma degli ammortizzatori sociali con cui si punterà non solo “ad ampliare l’attuale impianto di protezione dei lavoratori, ma anche - e soprattutto - a renderlo un meccanismo attivo per lo sviluppo delle competenze, il rafforzamento dell’occupabilità e la crescita delle imprese”.

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