Proroga versamenti imposte al 22 luglio 2019

Dichiarazione dei redditi 2019: il ministro Tria avrebbe firmato il DPCM con la proroga del termine di versamento delle imposte che slitterebbe dal 1° al 22 luglio. La causa scatenante sono stati i ritardi relativi alla predisposizione degli ISA.

Proroga versamenti imposte al 22 luglio 2019

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria avrebbe firmato questa sera il DPCM di proroga delle imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi 2019 per i contribuenti soggetti agli ISA, i nuovi strumenti che hanno sostituito gli studi di settore.

È quanto si apprende da un’agenzia Ansa di pochi minuti fa. La proroga farebbe così slittare il termine di scadenza previsto per i versamenti delle imposte relative alla dichiarazione dei redditi 2019 dal 1° al 22 luglio.

Il DPCM sarebbe ora alla firma del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Proroga imposte da dichiarazione dei redditi 2019 a causa degli ISA

La nota dell’Agenzia Ansa di pochi minuti fa sembra non lasciar spazio a tanti dubbi: la scadenza delle imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi 2019 sarà oggetto di proroga dal 1° luglio (il 30/06, scadenza originaria, quest’anno cade di domenica) al 22 luglio.

Come avevamo già ipotizzato qui su Money.it non più tardi di metà maggio, la causa scatenante della proroga è stata la lentezza nella predisposizione degli ISA, il nuovo strumento fiscale che ha sostituito gli studi di settore.

La causa principale è dettata dai tempi necessari per la messa a punto degli indicatori di affidabilità fiscale (ISA), il nuovo strumento che a partire da quest’anno sostituirà gli studi di settore.

Lo scorso 10 maggio, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il provvedimento numero 126200/2019 che fornisce importanti chiarimenti in merito all’accesso ai benefici premiali, alle pagelle ed ai benefici derivanti dall’applicazione degli ISA medesimi.

Tali benefici, previsti dal DL 50/2017, sono riassunti nella seguente tabella:

Benefici premialiPunteggio a seguito dell’applicazione degli ISA per il 2018
a) l’esonero dall’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione annuale per la compensazione di crediti per un importo non superiore a 50.000 euro annui relativamente all’imposta sul valore aggiunto e per un importo non superiore a 20.000 euro annui relativamente alle imposte dirette e all’imposta regionale sulle attività produttive 8
b) l’esonero dall’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione annuale ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi dell’imposta sul valore aggiunto per un importo non superiore a 50.000 euro annui 8
c) l’esclusione dell’applicazione della disciplina delle società non operative di
cui all’articolo 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, anche ai fini di quanto previsto al secondo periodo del comma 36-decies dell’articolo 2 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148
9
d) l’esclusione degli accertamenti basati sulle presunzioni semplici di cui all’articolo 39, primo comma, lettera d), secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e all’articolo 54, secondo comma, secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 8,5
e) l’anticipazione di almeno un anno, con graduazione in funzione del livello di affidabilità, dei termini di decadenza per l’attività di accertamento previsti dall’articolo 43, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, con riferimento al reddito di impresa e di lavoro autonomo, e dall’articolo 57, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 8
f) l’esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo di cui all’articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, a condizione che il reddito complessivo accertabile non ecceda di due terzi il reddito dichiarato 9

Proroga scadenza imposte dichiarazione dei redditi 2019: dagli studi di settore agli ISA la musica non sembra essere cambiata

In passato la proroga della scadenza dei versamenti derivanti dalla dichiarazione dei redditi era spesso causata dal ritardo del rilascio del software Gerico.

Come evidenziano Mobili e Parente in un interessante approfondimento pubblicato dal Sole24Ore dello scorso 12 maggio, questa volta a far slittare i tempi sono due diversi fattori:

  • il nuovo applicativo SISA che non sarà disponibile prima di inizio giugno;
  • l’impossibilità di rispettare il termine di 60 giorni previsto dallo Statuto dei Diritti del contribuente per consentire ai contribuenti di mettersi nelle condizioni di assolvere correttamente i vari obblighi tributari.

Appare quindi verosimile la pubblicazione del consueto DPCM che conterrà la proroga della scadenza dei versamenti derivanti dalla dichiarazione dei redditi 2019.

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