Bonifico tra parenti senza prove, il Fisco può pretendere le tasse sui regali

Patrizia Del Pidio

25 Giugno 2026 - 15:40

I regali in denaro ricevuti tramite bonifico vanno tassati? Scopri come funzionano i controlli del Fisco 2026, le causali giuste e come evitare sanzioni.

Bonifico tra parenti senza prove, il Fisco può pretendere le tasse sui regali

Senza una prova documentale il Fisco potrebbe chiedere di pagare le tasse anche sui regali ricevuti tramite bonifico da parenti e amici. A chi non è capitato di ricevere per il matrimonio, la comunione, la laurea o in occasione di altre ricorrenze un regalo in denaro? Con l’ampliarsi dell’utilizzo dei pagamenti digitali sempre più spesso questi regali vengono mandati tramite bonifico bancario, grazie all’evoluzione dei trasferimenti di denaro.

Anche se aiutare un figlio, fare un regalo importante a un nipote, gratificare un parente con un regalo per una promozione è all’ordine del giorno, quando si decide di utilizzare un bonifico bancario per trasferire il denaro il dubbio è sempre lo stesso: l’Agenzia delle Entrate potrebbe vedere questo movimento di denaro come reddito nascosto?

Nel 2026 i controlli automatizzati del Fisco sui conti correnti sono sempre più severi, anche se la normativa prevede precise tutele per le donazioni informali. Per evitare problemi con il Fisco e il rischio che anche un regalo venga assoggettato a tassazione, però, è bene capire come muoversi.

I regali vanno tassati?

Le somme in denaro ricevute da amici e parenti con bonifico per un’occasione importante (compleanno, matrimonio, laurea) non vanno dichiarate al Fisco. I regali non sono redditi e proprio per questo non vanno tassati. Il Fisco, però, non sa a priori che una somma ricevuta sul conto corrente tramite bonifico è un regalo e proprio per questo è sempre bene essere in possesso di una prova documentale che giustifichi l’importo come non imponibile.

Il sistema fiscale italiano traccia una netta linea di confine tra guadagno e dono. Il guadagno, che è reddito imponibile, è il denaro che si riceve quando si effettua un’attività lavorativa professionale o commerciale. Il denaro, quindi, è dato in cambio di un bene, una prestazione o un servizio. Questo importo deve essere dichiarato al Fisco e sottoposto a tassazione.

Un regalo è un atto di liberalità con cui un individuo dona a un altro qualcosa. Si tratta di un atto mosso dall’affetto, dalla generosità e dalla necessità di celebrare una ricorrenza. Quando si riceve un dono in denaro non c’è bisogno di una contropartita lavorativa (bene o servizio), e proprio perché manca il presupposto del lavoro la somma non concorre alla formazione del reddito imponibile e per questo non va tassata.

Ricevere del denaro, di per sé non fa scattare l’obbligo dichiarativo, ma se il Fisco chiede spiegazioni bisogna essere in grado di fornirle.

I controlli del Fisco anche sui regali

I controlli dell’Agenzia delle Entrate ormai, si basano anche sull’incrocio dei dati forniti dagli istituti di credito. Va sottolineato che l’incrocio dei dati non comporta che ogni bonifico che si riceve sia considerato sospetto, ma gli algoritmi del Fisco si allertano qualora vi sia un’incoerenza marcata tra quanto il contribuente dichiara di guadagnare e i movimenti del suo conto corrente.

Se i bonifici sono concentrati in un ristretto arco temporale appare chiaro anche al Fisco che possono essere frutto di un evento importante o di un’occasione straordinaria. E proprio il fatto che i bonifici non sono ricorrenti è la prima arma di difesa che può utilizzare un contribuente quando il Fisco chiede la spiegazione di soldi in regalo ricevuti con un bonifico.

Il regalo non è tassabile, il lavoro nero sì

Il regalo, come abbiamo visto, non è tassabile. Ma per non avere problemi è importante poter dimostrare che si è trattato di un regalo.

Per non correre il rischio di dimenticanze, in caso di verifiche che potrebbero avvenire anni dopo, usare una causale quanto più specifica possibile potrebbe aiutare a ricostruire la provenienza del denaro. La causale non è la prova documentale che serve al Fisco, ma può servire al contribuente per ricostruire la provenienza del bonifico e la motivazione.

Conservare gli estratti conto quando si ricevono molti bonifici potrebbe essere un’altra arma a favore del contribuente. La tracciabilità bancaria tramite gli estratti conto e le ricevute dei bonifici permette di dimostrare la provenienza esatta delle somme collegandole, grazie alla prossimità temporale, all’evento che le giustifica. Esibire un atto di matrimonio o il certificato di laurea con una data prossima a quella dei bonifici potrebbe essere la prova documentale giusta.

Ricevere un regalo in denaro non è pericoloso, basta utilizzare le giuste accortezze per fare in modo che il Fisco non ci trovi del tutto impreparati.