Controlli fiscali, cosa scrivere nelle causali dei bonifici per stare tranquilli

Patrizia Del Pidio

28 Giugno 2026 - 11:26

Esiste una causale perfetta per evitare i controlli del Fisco? Scopri la verità sui bonifici, i rischi reali e come scrivere la causale corretta.

Controlli fiscali, cosa scrivere nelle causali dei bonifici per stare tranquilli

Per non avere controlli fiscali non esiste una formula da inserire nella causale del bonifico. Anche se la causale non è obbligatoria per inviare un bonifico, se descrive in modo concreto il motivo del pagamento può sicuramente aiutare.

Contrariamente alle fake news che circolano non esiste una frase da scrivere nella causale del bonifico che miracolosamente faccia evitare i controlli del Fisco, la causale è soltanto una descrizione del motivo per cui si effettua quel pagamento e serve più come promemoria che come giustificativo per il Fisco.

Per ridurre gli eventuali problemi che si potrebbero avere con l’Agenzia delle Entrate, però, il consiglio è quello di scrivere sempre la motivazione reale per la quale si effettua quella operazione.

La causale non salva dai controlli

Quando vengono effettuati controlli sui conti correnti dal fisco o indagini per l’antiriciclaggio, sicuramente non c’è un funzionario incaricato di leggere le singole causali dei bonifici perché questi controlli nascono dall’incrocio dei dati in possesso dell’amministrazione tributaria con quelli dei movimenti bancari. Anche se si scrive la causale più convincente del mondo, quindi, se risultano anomalie dall’incrocio dei dati non si evita il controllo fiscale.

Una causale che descriva la reale motivazione che ha portato all’operazione può rafforzare le proprie ragioni: se la causale riflette quello che è presente nel documento che giustifica l’operazione non fa che confermare la buona fede.

Se si tratta di compensi professionali, pagamenti di fatture, canoni di locazione inserire anche gli estremi del documento potrebbe essere una buona idea: in questo modo in caso di controllo negli anni successivi, si potrà ricondurre immediatamente l’operazione al documento che la supporta.

Le causali dei bonifici parlanti sono diverse

Considerare la causale come una sorta di promemoria personale non è sbagliato, ma la regola che non si applica ai bonifici parlanti richiesti per le agevolazioni sulla ristrutturazione degli immobili.

In questo caso il Fisco controlla accuratamente la causale e scrivere una formula sbagliata può portare alla perdita del bonus edilizio spettante.

Per recuperare le detrazioni fiscali del Bonus Ristrutturazioni, dell’Ecobonus e del bonus Mobili è fondamentale prestare la giusta attenzione alla causale del bonifico parlante. In essa vanno riportati il riferimento alla legge che consente la detrazione, il codice fiscale di chi richiede la detrazione e la partita Iva di chi riceve i soldi.

Che causale mettere a un bonifico per prestiti tra familiari?

Non è raro che in famiglia si ricorra a prestiti infruttiferi per aiutare un figlio o un fratello a comprare casa. In questo caso nella causale è necessario che sia indicato che si tratta di un prestito infruttifero con obbligo di restituzione senza interessi.

In questo modo si ottiene la prova che non si tratta di un regalo; se il trasferimento è supportato anche da una scrittura privata si riesce a blindare chi lo riceve da eventuali pretese del Fisco di tasse sull’importo.

Non usare causali creative

L’idea peggiore, quando si predispone un bonifico, è quella di utilizzare delle causali che vadano a mascherare i reali motivi dell’operazione. Bisogna ricordare, infatti, che il Fisco difficilmente guarda la causale del bonifico e mettendone una falsa si crea soltanto confusione.

Da tenere presente che se, poi, la causale falsa è per aggirare il Fisco si rischiano sanzioni economiche e penali. Se per pagare l’idraulico si scrive nella causale “Regalo di compleanno” per fare in modo che non si leghi il pagamento a un servizio ricevuto che si sta pagando, si rischia di essere complici di una dichiarazione infedele. L’idraulico, infatti, con questa causale non emette fattura ed evade le tasse.

La regola d’oro delle causali

Per non correre nessun rischio l’unica regola da seguire è quella della coerenza. Se si cerca la causale perfetta basta scrivere il vero motivo che porta a effettuare il bonifico: che sia un prestito infruttifero al figlio, che sia il regalo di compleanno per il nipote, che sia il pagamento della fattura XX per l’idraulico. Se il bonifico è per un regalo di nozze agli sposi, si consiglia di effettuare il bonifico a ridosso del matrimonio per avere la prova della prossimità a sostegno della causale.

Il problema dei controlli bancari, in ogni caso, non dovrebbe proprio assillare i contribuenti onesti: basta conservare le fatture, i contratti e gli estratti conto che siano una prova documentale per l’operazione e se in essa si è indicata una causale chiara e dettagliata non sarà difficile risalire al documento che giustifichi il movimento bancario.