Tasse locali, la proroga spetta ai Comuni: rischio caos sulle date

La proroga delle tasse locali non è prevista dal nuovo decreto, ma potranno decidere i Comuni, seguendo le linee guida di una circolare MEF. L’IMU per le imprese, invece, sembra rimanere. Vediamo come funziona il Fondo di 3 miliardi per gli enti locali.

Tasse locali, la proroga spetta ai Comuni: rischio caos sulle date

Tasse locali, non ci sarà alcuna moratoria, ma saranno i Comuni a poter decidere la proroga.

Se da un lato lasciare la decisione agli Enti Locali vuol dire fareaffidarsi a chi conosce bene i territori, dall’altro lato c’è il grande rischio del caos delle date.

Senza un calendario preciso e condiviso, infatti, si incappa nel fai da te comunale: per questo motivo è attesa una circolare dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Con questo documento, il MEF traccerà le linee guida a cui i Comuni dovranno adeguarsi nel decidere la proroga delle tasse locali.

Tasse locali, la proroga spetta ai Comuni: rischio caos sulle date

La proroga delle tasse locali non ci sarà nel decreto di maggio, ma la scelta spetterà ai Comuni.

Questo significa che gli enti locali avranno potere decisionale per decidere se e come rinviare i tributi. Affidarsi alle scelte dei Comuni è un’arma a doppio taglio: da un lato, nessuno conosce meglio dell’amministrazione locale i territori, e quindi possono decidere con tutti i dati alla mano per quali Municipi attivare la proroga.

Dall’altro lato però in Italia ci sono quasi 8.000 Comuni, e se ognuno di questi gioca secondo le proprie regole (e i propri tempi) si crea una situazione drammatica da cui è difficile uscire.

A mettere ordine dovrà essere una circolare del Ministero dell’Economia, soprattutto per quanto riguarda il calendario da rispettare.

Il potere dei Comuni quindi sarà se applicare o meno la proroga, ma il quando sarà deciso dal MEF.

Ha dichiarato la sottosegretaria MEF Laura Castelli al Sole 24 Ore dell’8 maggio:

“In un quadro di difficoltà generale bisogna evitare di perdere per legge ulteriore gettito trovare l’equilibrio migliore fra le esigenze dei contribuenti, dei Comuni e del bilancio statale.”

I Comuni quindi avranno il compito importante di non gravare (troppo) sulle spalle dei concittadini, ma allo stesso tempo non dovranno lasciare grossi buchi nelle casse statali, e per farlo dovranno coordinarsi con il MEF.

A garanzia dei Comuni, continua la viceministra, ci sarà il Fondo per gli enti locali: vediamo come funzionerà.

Proroga tasse locali, come funziona il Fondo di Garanzia?

È inevitabile che con la proroga delle tasse locali, anche se non sarà applicata a tutti Comuni, ci sarà una diminuzione delle entrate.

Per far fronte a questa situazione, il piano del MEF per gli enti locali prevede 3 miliardi di risorse, con 500 milioni per le Province.

Come funzionerà questo Fondo da 3 miliardi? Le erogazioni si divideranno in due tempi:

  • il primo 30% dovrebbe arrivare subito, e sarà distribuito in base alle entrate;
  • il restante 70% arriverà entro il 10 luglio, e sarà distribuito tenendo in considerazione vari fattori, come le perdite stimate e i i risparmi di spesa pubblica locale.

Inoltre, dovrebbero arrivare anche 200 milioni ai Comuni ex zone rosse.

Proroga tasse locali, tutte tranne l’IMU

In base alle anticipazioni del Sole 24 Ore, la proroga delle tasse locali ha un’unica eccezione: l’IMU.

Sembra infatti che la quota IMU di imprese, alberghi e centri commerciali rimarrà intatta e da pagare entro la scadenza del 16 giugno.

L’acconto dell’IMU vale infatti quasi 2 miliardi, e sembra che nemmeno questa maxi manovra di maggio possa coprirli.

Il ministro della Cultura e del Turismo Dario Franceschini sta lavorando affinché almeno gli alberghi siano risparmiati: il settore turistico è tra quelli maggiormente colpiti dalla crisi, e a differenze delle imprese che hanno aperto il 4 maggio, sono ancora chiusi (e non si sa per quanto).

Argomenti:

Tasse IMU Tari MEF

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1 commento

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Cristina Ciccarelli • 1 mese fa

Il Mef conosce bene anche la tipologia di debito pubblico, il coordinamento è sempre stato obbligatorio ma certi comuni non rispondono, non leggono neanche le circolari ed è sufficiente vedere le anomalie sul calcolo della tassa sui rifiuti conosciuta -dal 2014- come Tari. Lo sviluppo economico esige la trasparenza e l’innovazione, in certi territori hanno paura persino della tecnologia pertanto il resto si deduce.

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