Tassa sull’oro, così salta la privacy. Ecco perché

Lorenzo Raffo

9 Novembre 2025 - 06:40

Detenere oro? Agli italiani piace purché non si sappia. L’affrancamento al 12,5% di quello privo di documenti di acquisto potrebbe quindi affrontare degli ostacoli. Con un dubbio di fondo.

Tassa sull’oro, così salta la privacy. Ecco perché

Il Governo ha allo studio una tassa (termine improprio) sull’oro detenuto dagli italiani. Ma solo di lingotti e monete e non – per esempio – dei gioielli. Lo scopo è evidente: incassare subito risorse da quella che viene considerata una ricchezza nascosta e che si vorrebbe così far riemergere. Ci sono tuttavia dei ma e dei se che bisogna considerare.

Gli aspetti positivi

Nel caso la norma venisse effettivamente introdotta si sanerebbe una situazione alquanto confusa. Attualmente, infatti, quattro i contesti che si presentano al detentore di oro.

  • Chi lo possiede avendolo acquistato con una regolare fattura, che ne attesti il prezzo, se lo vende, deve provvedere a certificare la plusvalenza nel quadro RT della sezione II del modello denominato “Redditi persone fisiche“. Sul cosiddetto “capital gain” si paga il 26% di aliquota. Se l’investimento è stato effettuato all’estero è necessario specificarlo nel quadro RW dello stesso modulo.
  • Chi lo possiede ma non ha un documento di acquisto deve dichiarare l’operazione sull’intero importo della vendita, con identica tassazione al 26%.
  • Chi possiede invece oro industriale attraverso gioielli è esente da imposte. Di qui una frequente forzatura di intermediari compiacenti che fanno passare come oro “usato” anche monete e piccoli lingotti, alimentando un percorso parallelo contrassegnato evidentemente da evasione e riciclaggio.
  • C’è infine l’oro finanziario - detenuto con Etc o certificati – che è già tassato al 26% senza possibilità di violazioni fiscali, stante il ruolo svolto dall’intermediario presso cui i relativi strumenti sono depositati.

L’eventuale tassa – o meglio affrancamento con aliquota “premio” al 12,5% – dell’oro posseduto senza documenti che ne accertino l’acquisto – è destinata nelle intenzioni di chi la ipotizza a sanare un contesto dove la legalità fiscale è certamente una prassi meno diffusa di quanto si pensi.
Inutile però prevederne i tecnicismi, poiché l’affrancamento avverrebbe nel 2026, con modalità ancora tutte da definire.

Gli aspetti negativi

C’è chi segnala come l’eventuale riemersione dell’oro dichiarato avverrebbe in ogni caso a quotazioni attuali molto elevate. Visto che chi possiede gold fisico è solitamente un investitore di lunghissimo periodo, che lo detiene più come scudo che come collocamento finanziario, l’interesse all’affrancamento si relazionerebbe al capital gain maturato. Pagare oggi un 12,5% per poi ritrovarsi magari fra cinque anni con un “capital loss” è una scelta tutta da valutare, caso per caso o, meglio, prezzo di acquisto per prezzo di acquisto.

C’è poi un aspetto importante. Chi detiene oro fisico lo fa spesso in un contesto di assoluta riservatezza anche rispetto allo Stato. Lo conserva nella cassetta di sicurezza in banca o nella cassaforte di casa come una specie di “cash” alternativo. Potrebbe non apprezzare il fatto che il controllore pubblico imponga una specie di cancellazione della privacy su un tema così delicato, che riporta anche a ricordi spiacevoli per chi conosce la storia, ovvero a quelli delle confische della Seconda guerra mondiale. Si tratta di un retropensiero riemerso subito nella memoria di chi è più anziano, probabilmente del tutto ingiustificato ma inevitabile. E a molti l’idea di autodenunciarsi potrebbe così non piacere.

Da notare infine che anche altri Paesi hanno adottato scelte simili nell’ottica di creare un sistema di mercato più ordinato e di rafforzare la supervisione governativa sulle attività di commercio del gold. È il caso, per esempio, della Cina ma non solo. I risultati appaiono per ora positivi, pur con non poche incertezze. Il dubbio che l’occhio del fisco guardi ben oltre l’obiettivo di cassa di breve termine è infatti realistico. Magari solo da chi ha i capelli bianchi ma pur sempre realistico.

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