Previsioni riunione BCE 19 marzo con spettro rialzi tassi da Lagarde. Lo scenario che fa più paura

Laura Naka Antonelli

18 Marzo 2026 - 11:07

Domani 19 marzo 2026 la seconda riunione del 2026 della BCE in tempi di guerra. Previsioni su tassi, nuove proiezioni su PIL e inflazione e su cosa dirà Lagarde.

Previsioni riunione BCE 19 marzo con spettro rialzi tassi da Lagarde. Lo scenario che fa più paura

Tassi di interesse dell’area euro lasciati invariati per la sesta volta consecutiva: sono queste le previsioni per l’esito della seconda riunione dell’anno della BCE, in calendario nella giornata di domani, giovedì 19 marzo 2026.

I mercati anticipano questo esito già da un po’ di tempo, al punto che non è l’annuncio relativo alla decisione sui tassi la vera notizia che attendono con trepidazione.

Ora più che mai, nel bel mezzo della guerra USA-Iran che continua a infuriare e che ha scatenato la grande paura di un’inflazione pronta a scalpitare ovunque nel mondo, sulla scia del rally dei prezzi del petrolio, ai trader e agli investitori interessa capire piuttosto quale sarà il messaggio che la Banca centrale europea guidata da Christine Lagarde deciderà di inviare ai mercati: sia attraverso il consueto comunicato con cui alle 14.15 ora italiana arriverà il verdetto sui tassi, sia con le parole che Lagarde proferirerà nell’altrettanta consueta conferenza stampa che prenderà il via alle 14.45.

Va ricordato che i tassi sui depositi, i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali e tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginale dell’Eurozona viaggiano rispettivamente al 2%, 2,15% e 2,40%, e anche da un bel po’, viste le precedenti cinque pause ai tagli dei tassi che la BCE ha deciso di fare, dopo le 8 sforbiciate varate tra il 6 giugno 2024 e il 5 giugno 2025.

Previsioni riunione BCE 19 marzo: non solo annuncio tassi, mentre la paura è già incisa nei BTP e spread

Atterriti dal rischio che, sulla scia dello shock petrolifero da guerra i tassi tornino a essere alzati, i mercati penderanno più che mai dalle labbra di Lagarde: per la precisione, dalle parole che deciderà di dire, così come anche da quelle che deciderà di non dire.

La stessa attenzione sarà data alle altre grandi novità che arriveranno domani.

Oltre alla decisione sui tassi, la BCE comunicherà infatti le previsioni sulla crescita del PIL e dell’inflazione in Eurozona: le nuove proiezioni economiche elaborate dallo staff dell’Eurotower consentiranno ai mercati di fare un po’ di conti, e di capire in che modo Francoforte potrebbe decidere di impostare la traiettoria del costo del denaro.

Per gli esperti, sarà fondamentale che Lagarde dosi bene le parole, per non fare andare nel panico mercati già scottati dalle notizie da bollettino di guerra, anche se non in modo omogeneo.

A fronte di mercati azionari che, dopo la scossa iniziale successiva all’escalation del conflitto in Medio Oriente, sono riusciti a riprendersi - secondo un esperto di Goldman Sachs anche troppo - il trauma della guerra è stato prezzato soprattutto dai mercati dei Titoli di Stato dell’area euro, come dimostra l’impennata dei rendimenti.

Non per niente, sotto i riflettori è tornato il trend dello spread BTP-Bund a 10 anni, così come anche quello dello spread BTP-OAT, ovvero Italia-Francia, entrambi parametri che in questo momento non si stanno confermando esattamente motivi di orgoglio del governo Meloni. Non più come prima, almeno, visto che lo spread Italia-Francia è tornato anche positivo.

Lagarde attesa al varco dai mercati

Il secondo BCE Day del 2026 sarà dunque determinante per i bond, ma in generale per tutti gli asset finanziari, in quanto traccerà la rotta del sentiment di mercato, in un momento in cui le banche centrali, incerte sul da farsi, rischiano di dare l’impressione di brancolare nel buio.

L’annuncio sui tassi arriverà a meno di 24 ore dal Fed Day: grande market mover di questa settimana è infatti anche la riunione del FOMC, ovvero del braccio di politica monetaria della Federal Reserve, che si concluderà oggi, mercoledì 18 marzo 2026, con l’annuncio sui tassi sui fed funds.

Occhio alle previsioni sui tassi USA, mentre una banca centrale ha già risposto alla minaccia rappresentata dal balzo dei prezzi del petrolio alzando i tassi al record dall’aprile del 2025.

A maggior ragione, proprio a causa delle troppe incognite che aleggiano sui mercati, Lagarde dovrà secondo gli economisti far leva prima di tutto sulla propria capacità comunicativa per dimostrare di essere determinata a far sì che, contrariamente a quanto avvenne alla fine del 2021 e agli inizi del 2022, quando definì l’inflazione “transitoria”, stavolta manterrà la barra dritta nell’esercitare un controllo serrato sul trend dei prezzi.

Qualsiasi parola fuori posto e/o eventuale gaffe - rimasta epocale quella in cui disse che non era compito della BCE chiudere gli spread - potrebbero scatenare il panico tra gli investitori.

Riunione BCE, verso sesto nulla di fatto sui tassi. Ma attenti al nuovo outlook su PIL e inflazione euro

L’esito della riunione di domani della Banca centrale europea è dato praticamente per scontato dai mercati: i tassi principali di riferimento dell’area euro saranno lasciati invariati per la sesta volta consecutiva.

L’attenzione si focalizzerà per l’appunto sulle nuove proiezioni economiche. Goldman Sachs ha già presentato le proprie previsioni, sottolineando che “ il forte aumento dei prezzi energetici dallo scoppio della guerra (in Iran) comporta rischi importanti per l’outlook”.

L’ultimo outlook elaborato dallo staff della BCE, risale alla riunione del 18 dicembre 2025, l’ultima dell’anno scorso, in cui Lagarde ha confermato i tassi per la quarta volta consecutiva.

Quel giorno, l’Eurotower ha annunciato anche di stimare un’inflazione complessiva pari in media al 2,1% nel 2025, all’1,9% nel 2026, all’1,8% nel 2027 e al 2% nel 2028.

Riguardo all’inflazione core, l’annuncio è stato di un tasso, in media, al 2,4% nel 2025, al 2,2% nel 2026, all’1,9% nel 2027 e al 2% nel 2028. Già allora l’inflazione era stata rivista al rialzo per il 2026, “principalmente perché gli esperti si attendono ora che quella relativa ai servizi scenda più lentamente ”, così come recitava il comunicato della banca centrale.

La BCE aveva annunciato anche le stime sul PIL dell’area euro, rivendendole al rialzo, grazie alla solidità della domanda interna, prevedendo ritmi di espansione dell’1,4% nel 2025, dell’1,2% nel 2026 e dell’1,4% nel 2027 e nel 2028.

Previsioni inflazione e PIL euro, cosa prevedono gli analisti di Goldman Sachs

Partendo da quelle previsioni, Goldman Sachs ha scritto nella preview stilata per la riunione della BCE di domani, che l’outlook sul PIL sarà tagliato di 0,1 punti percentuali sia per il 2026 e per il 2027 (scendendo rispettivamente al +1,1% e al +1,3%), mentre le proiezioni per l’inflazione headline saranno riviste al rialzo di 0,3 punti percentuali al 2,2% per il 2026, e di 0,1 punto percentuale, all’1,9%, per il 2027.

La divisione di ricerca del gigante di Wall Street stima che le proiezioni per il 2028 saranno invece sforbiciate di 0,2 punti percentuali all’1,8%, in quanto lo staff della BCE punterà per quell’anno a una normalizzazione dei prezzi energetici.

Per quanto riguarda l’inflazione core, gli analisti mettono in conto aggiustamenti contenuti delle stime, mettendo in conto solo una revisione al rialzo per le stime per il 2027 pari a 0,1 punti percentuali.

Goldman Sachs presenta lo scenario che fa più paura: tre rialzi consecutivi dei tassi dalla BCE

Goldman Sachs prevede tuttavia che lo staff della Banca centrale europea pubblicherà anche uno scenario avverso, che potrebbe essere simile a quello che venne stilato nel dicembre del 2023, con cui Francoforte paventò un forte impatto negativo sul PIL dell’Eurozona e una forte spinta all’outlook sull’inflazione headline.

I suoi stessi analisti hanno presentato un worst case scenario che starà facendo tremare soprattutto le colombe.

In generale, si legge nella preview dedicata al BCE Day, “le nostre simulazioni supportano le nostre stime di tassi invariati, a meno che l’economia non finirà per far fronte a uno scenario molto avverso per i prezzi energetici” in un contesto, aggiungiamo noi, in cui prezzi del petrolio in rally fino a 200 dollari al barile non vengono considerati più impensabili. Tra l’altro, è stato lo stesso Iran a minacciare uno shock di una tale portata.

Tenendo in considerazione la possibilità che si concretizzi lo scenario peggiore, Goldman Sachs ha pubblicato il suo proprio worst case scenario, che implica ben tre rialzi dei tassi consecutivi, da parte della BCE, tutti pari a 25 punti base, che prenderebbero il via nella riunione di giugno.

Non viene escluso un aumento dei tassi a partire dal prossimo meeting del 30 aprile.

Per quanto riguarda invece le stime di Goldman Sachs ponderate per probabilità tra diversi scenari, l’indicazione risulta limitata a un rialzo dei tassi da parte della BCE nel corso di quest’anno, dunque a un numero inferiore rispetto ai due rialzi prezzati dai mercati.

Gli esperti hanno precisato di assegnare in generale una probabilità soggettiva pari al 60% a uno scenario di tassi di interesse dell’area euro che rimangano invariati nel 2026, e una probabilità pari al 25% allo scenario peggiore per le colombe, ovvero alla prospettiva che i tassi vengano alzati tre volte.

Considerati i rischi potenziali per la crescita (del PIL) derivanti da una ulteriore escalation della guerra USA-Iran, Goldman Sachs ha reso noto anche di confermare lo scenario di due tagli dei tassi nel 2027, a cui viene assegnata tuttavia una probabilità soggettiva decisamente risicata, pari al 10%.

Previsioni su cosa dirà Lagarde in conferenza stampa

Ma cosa dirà la Presidente Christine Lagarde in conferenza stampa?

Gli analisti di Goldman Sachs prevedono che “Lagarde rimarcherà l’incertezza, l’opzionalità e la necessità di monitorare la situazione” e che il Consiglio direttivo è “ ben posizionato a rispondere agli shock che si stanno manifestando”.

Lagarde, secondo Goldman Sachs, dovrebbe ribadire di fatto i suoi recenti commenti, ovvero che l’economia dell’area euro dispone di “una capacità migliore di assorbire gli shock rispetto al 2022”. Allo stesso tempo, secondo le previsioni del colosso bancario USA, “(Lagarde) sottolinerà l’incertezza creata dalla guerra in Iran, facendo notare che il Consiglio direttivo è più concentrato sui rischi al rialzo per l’inflazione ”. E rendendo dunque concreta e inevitabile la possibilità che l’era dei tagli dei tassi in Eurozona sia giunta alla sua conclusione.

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