Polizze dormienti: abbiamo regalato allo Stato €145 miliardi. Come recuperarli?

Le assicurazioni sulla vita tornano a far discutere: nelle casse dello Stato c’è un tesoretto da 145 miliardi di euro che aspetta solo di essere recuperato.

Polizze dormienti: abbiamo regalato allo Stato €145 miliardi. Come recuperarli?

Le polizze dormienti tornano a far discutere gli italiani.

Con il termine ci si riferisce a tutte quelle assicurazioni sulla vita che non sono state riscosse dagli interessati, in altre parole dai beneficiari. Si parla di tutte quelle polizze da riscuotere in caso di morte dell’assicurato, o anche di quelle di risparmio che non vengono riscosse alla scadenza.

In Italia le polizze scadute da cinque anni sono quattro milioni. Per dirla in altre parole stiamo attualmente regalando allo Stato 145 miliardi di euro, che finiranno in prescrizione se entro altri cinque anni nessuno avanzerà richiesta di riscossione.

Polizze dormienti: cosa sono e come funzionano

Come già accennato in precedenza, le polizze dormienti posso essere semplicemente definite come assicurazioni non riscosse. Stando a quanto previsto dalla normativa attualmente in vigore, il beneficiario della polizza ha 10 anni di tempo per chiedere il pagamento del premio assicurativo che, trascorso il suddetto termine, finisce nelle casse del Fondo Rapporti Dormienti sotto la guida della Consap attraverso il Tesoro.

Nel solo 2015 sono stati versati 141,9 milioni di euro tra conti dormienti, libretti di risparmio e depositi postali non movimentati.

In altre parole, nel momento in cui il beneficiario della polizza, per qualsiasi motivo, non chieda il pagamento del premio entro il termine perentorio di 10 anni, i soldi a lui spettanti finiscono nelle casse dello Stato italiano. Se gli intestatari vengono a conoscenza della polizza dormiente e chiedono, giustamente, che gli siano versati i propri soldi, lo Stato non dà la totalità dell’importo - bensì il 60%. Una cresta del 40% che in molti ritengono vergognosa.

“Un fenomeno esteso”

A discutere l’argomento era già stato qualche tempo fa l’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, che in quell’occasione aveva purtroppo parlato di un fenomeno esteso.

  • 4 milioni di polizze vita scadute negli ultimi 5 anni ed esposte al rischio di essere dormienti - di queste 3,9 milioni stipulate per la copertura del rischio di morte.
  • 117.000 contratti a vita intera (niente scadenza predefinita), con età dell’assicurato superiore ai 90 anni. Di questi, 2.636 stipulati su persone di più di 100 anni e 540.000 stipulati da almeno 10 anni per le quali non si hanno notizie degli assicurati da almeno 3 anni.

Questi i due principali aspetti allora rilevati dall’Ivass che ha richiesto alle compagnie assicurative di presentare un piano d’azione per mitigare il fenomeno delle polizze dormienti, verificando periodicamente i decessi e rintracciando conseguentemente i beneficiari.

L’appropriazione da parte dello Stato in sé è dunque legittima, prevista da apposita legge, ma è anche vero che niente viene fatto a livello pubblico per agevolare il lavoro delle compagnie assicurative al fine di contattare i legittimi intestatari.

In Francia un intervento del genere ha permesso ai cittadini di riottenere un capitale di 5,4 miliardi di euro sulle polizze dormienti. Recuperare il denaro è dunque possibile, basterà soltanto leggere i documenti a nostra disposizione e avanzare, prima del termine, richiesta di pagamento.

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