Piazza Affari e borse europee giù, sulla scia dei sell che colpiscono Wall Street. C’è chi parla di revival di Sell America. Oro tocca record $4.600.
Piazza Affari e le borse europee sbandano dopo la notizia relativa all’indagine che il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha lanciato contro il Presidente della Fed Jerome Powell.
I principali indici azionari europei puntano verso il basso, replicando il trend dei futures sugli indici USA Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq, colpiti subito dai sell a seguito dello shock che vede il numero uno della Federal Reserve sotto indagine penale federale e, dunque, l’indipendenza della Banca centrale americana sempre più a rischio.
In un contesto in cui le tensioni geopolitiche continuano a confermarsi market mover - vedi Iran ma non solo - l’oro tocca un nuovo record della storia, agguantando anche la soglia di $4.600 l’oncia.
Male i Treasury e il dollaro USA, a fronte del boom dell’indice della paura CBOE Volatility Index, che balza fino a +14% circa.
Tra le borse europee l’indice Ftse Mib di Piazza Affari si conferma il peggiore, riportando una flessione superiore a mezzo punto percentuale.
Recupera l’indice Dax della borsa di Francoforte, mentre il Cac 40 della borsa di Parigi e il Ftse 100 della borsa di Londra viaggiano in rosso.
La flessione dell’indice di riferimento dell’azionario europeo Stoxx 600 rimane al momento sotto controllo, pari a -0,29%, a conferma di come per ora, a soffrire, siano soprattutto gli asset americani.
I futures sull’indice S&P 500 perdono lo 0,72% circa. I contratti sul Nasdaq Composite scivolano di oltre l’1%, mentre i futures sull’indice Dow Jones lasciano sul terreno più di 300 punti, arretrando dello 0,65%.
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Attacco frontale di Trump VS la Fed di Powell, revival del trading Sell America?
Un articolo di Bloomberg indica come l’attacco frontale di Trump contro Powell e, in definitiva, contro l’indipendenza della Federal Reserve, rischi di riportare in auge il trading Sell America, mentre la CNBC riporta le reazioni di alcuni analisti all’indagine penale federale con cui l’amministrazione Trump ha messo nel mirino Powell.
Nel frattempo, i prezzi dell’oro scattano del 2% circa dopo la notizia, annunciata dallo stesso timoniere della Banca centrale americana Jerome Powell, e l’indice della volatilità CBOE Volatility Index (o anche VIX), termometro della paura di Wall Street, punta verso l’alto.
“Il mercato ha già visto cose simili e non le gradisce. A questo punto non si tratta di Powell, ma dell’indipendenza della Fed ”, ha commentato Jay Woods, chief market strategist di Freedom Capital Markets.
Di conseguenza, ha aggiunto l’esperto, “quando arrivano notizie come questa, la reazione istintiva è vendere ”, anche se la decisione di Trump di soffiare più forte sui venti di guerra potrebbe beneficiare alcune azioni.
Ecco di cosa hanno davvero paura i trader e gli investitori. Giù anche dollaro e Treasury USA
Ciò che temono davvero i trader e gli investitori è che una Fed politicizzata esiti a rimettere in riga un’inflazione in ripresa.
Sotto pressione sono anche il dollaro e i Treasury USA, con i rendimenti decennali dei Titoli di Stato americani che salgono al 4,191%.
Sul mercato del forex l’euro-dollaro EUR-USD riflette i sell sul dollaro, salendo dello 0,37%, a quota $1,1682; il dollaro-yen USD-JPY cede lo 0,12% a JPY 157,69, mentre contro. Il biglietto verde perde anche nei confronti della sterlina UK, con il cambio sterlina-dollaro, GBP-USD in crescita dello 0,38%, a quota $1,345.
L’oro schizza a nuovi record, con il contratto spot che è schizzato fino a $4.600,33, mentre i prezzi dell’argento balzano fino a +3,2% a $2.345,40 l’oncia, riavvicinandosi al massimo di sempre di $2.478,50 testato il 29 dicembre.
Nel riproporre il rischio che si riattivi la narrativa del trading Sell America, l’articolo di Bloomberg ha ricordato che gli asset statunitensi sono stati sotto pressione lo scorso anno, quando l’improvviso annuncio dei dazi globali di Trump ha fatto crollare i mercati.
A essere abbattuti dai sell, oltre a Wall Street, anche i Treasury, con i rendimenti che sono schizzati.
In particolare, i rendimenti a 30 anni sono volati di oltre 80 punti base tra il cosiddetto Liberation Day e la fine di maggio, mentre nell’intero 2005 il dollaro USA è crollato di oltre l’8%, registrando il calo annuale più forte dal 2017.
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Strategist e investitori avvertono che le vendite potrebbero intensificarsi se le tensioni rimarranno elevate, con JPMorgan Asset Management che ha sottolineato che la notizia dell’indagine lanciata contro Powell si tradurrà probabilmente in un ulteriore irripidimento della curva dei rendimenti dei Treasury.
Lombard Odier ha detto invece di prevedere ulteriori pressioni su dollaro e Treasury e Invesco Asset Management ha fatto notare che, in questa situazione, gli asset non statunitensi, come le azioni europee e asiatiche, versano in condizioni più favorevoli.
“Il mandato di comparizione inviato alla Fed è un ulteriore esempio di come gli asset statunitensi stiano diventando meno attraenti”, ha confermato a Bloomberg David Chao, strategist globale di mercato di Invesco Asset Management, che gestisce oltre 2.000 miliardi di dollari in asset.
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Dal canto suo, in un’intervista rilasciata ieri all’NBC News, Trump ha detto di non essere a conoscenza dell’indagine del Dipartimento di Giustizia su Jerome Powell.
Non tutti gli analisti, tuttavia, sposano la tesi del revival del Sell America.
Alcuni adottano infatti un approccio più cauto, sostenendo che, data la forte posizione del dollaro come valuta di riserva, la profonda liquidità dei Treasury e il boom dell’intelligenza artificiale che sostiene le azioni, qualsiasi correzione potrebbe rappresentare un’opportunità di acquisto.
“ Pur essendo sempre preoccupati per l’indipendenza della Fed, osserveremo (il dossier) e prenderemo decisioni quando ci sarà un quadro economico più definito”, ha detto Marvin Loh, senior macro strategist di State Street a Boston. Ma la paura su un possibile dietrofront di Wall Street, va detto, era già montata, ancora prima della notizia dell’indagine aperta dal Dipartimento di Giustizia contro Powell.
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