Azioni UniCredit sotto la lente. Orcel conquista più del 50% di Commerzbank, ma la preda chiede subito un’indagine

Laura Naka Antonelli

4 Giugno 2026 - 11:16

Commerzbank commenta i numeri emersi dall’aggiornamento settimanale di UniCredit su come sta procedendo l’OPS sulla banca tedesca.

Azioni UniCredit sotto la lente. Orcel conquista più del 50% di Commerzbank, ma la preda chiede subito un’indagine

Azioni UniCredit sotto i riflettori dopo la notizia relativa ai risultati dell’OPS che la banca italiana guidata da Andrea Orcel ha lanciato sull’istituto tedesco Commerzbank.

Nell’aggiornare i mercati su come sta procedendo l’offerta pubblica di scambio che ha promosso sulla seconda banca in Germania (la prima è Deutsche Bank), Piazza Gae Aulenti ha annunciato di avere superato non solo la soglia del 30% - quella messa nel mirino con la presentazione dell’offerta - ma anche quella del 50%, considerando tutti gli strumenti derivati.

L’annuncio di UniCredit, che conquista più del 50% di Commerz con la sua OPS

Nel comunicato si legge che, “la posizione aggregata di UniCredit relativa ai diritti di voto e agli strumenti finanziari collegati a diritti di voto in Commerzbank, ai sensi della legge tedesca (German Securities Trading Act – Gsta), ammonta a circa il 43,2% ”.

Si tratta, si legge ancora, di un valore “ composto da una partecipazione diretta del 26,8% , dal 3,2% detenuto tramite strumenti con opzione di regolamento fisico (derivati che prevedono la consegna materiale del titolo) e dal 13,2% tramite strumenti regolati per cassa. Sommando al 43,2% del capitale il 7,58% delle azioni conferite in OPS si supera il 50% delle azioni Commerzbank”.

Le azioni portate in adesione all’OPS di UniCredit dagli azionisti di Commerzbank ammontano dunque al 7,6% (o al 7,9%, come ha fatto notare Equita SIM, senza considerare le azioni proprie detenute dalla banca tedesca), in deciso rialzo rispetto all’1,1% delle adesioni che UniCredit aveva comunicato in precedenza, con il suo aggiornamento settimanale sull’andamento dell’OPS.

Equita segnala che “UCG ha inoltre ribadito di detenere TRS con settlement in azioni pari al 3,22% del capitale di CBK, mentre gli strumenti derivati con regolamento in contanti sono pari al 13,2% (da 11,2% della comunicazione precedente)”.

La partecipazione superiore al 50% si ottiene sommando queste componenti al 26,8% del capitale di Commerzbank già in possesso del gruppo italiano.

Escludendo invece tutti gli strumenti derivati, la partecipazione è pari a circa il 34,4%, o al 37,6% includendo i TRS con settlement in azioni.

UniCredit prudente, la ’vera’ partecipazione di Commerzbank che afferma di detenere

UniCredit ha già precisato di considerare per ora solo le suddette partecipazioni (pari al 34,4% o al 37,6%), per monitorare il successo della sua operazione su Commerbank, dunque solo le azioni portate in adesione dagli azionisti della preda, pari per l’appunto al 7,58%, la partecipazione diretta già nelle sue mani del 26,8% e la quota in strumenti a regolamento fisico, pari al 3,2%.

La banca ha scritto infatti che “i diritti di voto in mano ad Unicredit si attestano rispettivamente al 34,4% e al 37,6%, in ogni caso oltre la soglia del 30% più una azione che UniCredit si era prefissata di raggiungere con l’offerta”, aggiungendo che sono questi “gli unici parametri rilevanti per determinare il successo dell’offerta”.

Il contributo degli strumenti derivati è stato dunque escluso dallo stesso Orcel.

Commerzbank non ci sta, chiede subito indagine su risultati OPS a BaFin

La precisazione di UCG non è bastata tuttavia a placare la furia della banca tedesca.

Commerzbank ha bussato infatti subito alla porta dell’autorità di vigilanza finanziaria tedesca BaFin, mettendo in discussione la stessa percentuale del 7,58% che rappresenta la quota di capitale portata in adesione dagli azionisti di Commerzbank all’OPS di UniCredit.

Dai “dati disponibili a Commerzbank”, si legge infatti nel comunicato, “la quota delle azioni portate in adesione, pari al 7,58%, è legata in modo molto diretto o indiretto alle controparti nei derivati di UniCredit”. Citata per esempio Nomura, che avrebbe il 2,06%.

Di conseguenza, ha contestato l’istituto tedesco, “i dati indicano che, contrariamente a quanto affermato da UniCredit, le azioni portate in adesione non possono essere considerate come prova di un sostegno indipendente degli azionisti all’offerta”. Per Commerzbank, dunque, UniCredit continuerebbe a detenere solo il 27% circa del capitale di Commerzbank.

Di qui, la richiesta a BaFin di avviare un’indagine, invocando al contempo gli investitori ad “ astenersi dal trarre conclusioni definitive riguardo a posizioni azionarie, influenza, controllo o livello di consenso all’offerta fino a quando i fatti rilevanti non saranno stati pienamente accertati e adeguatamente comunicati”.

Azioni UniCredit, spazio per nuovi rialzi? Gli analisti rimangono bullish

Intanto Equita ha confermato di avere una visione positiva sulle azioni UniCredit, a fronte di un target pari a 87,50 euro, decisamente superiore al valore a cui i titoli UCG, quotati sul Ftse Mib di Piazza Affari, scambiano, attorno a 74,21 euro.

Il target price implica un margine di rialzo pari a quasi +18%.

In generale, la view del consensus è bullish, corrispondente a rating Buy o Accumulate.

Il target price è pari in media a 84,02 euro, con quello più alto pari a 96 euro, che mette in conto un balzo per le azioni UniCredit fino a oltre +29%.

Il target price più basso è invece di 72 euro. Tornando all’OPS di UniCredit, va ricordato che il periodo di offerta, che scade ufficialmente al prossimo 16 giugno, è prorogabile di altre 2 settimane, dal 20 giugno fino al 3 luglio.