Revolut e la stretta della BCE. Tutto quello che devono sapere i clienti della banca

Laura Naka Antonelli

11 Giugno 2026 - 10:49

Revolut nel mirino della BCE, che ha deciso di mettere diversi paletti all’operatività della neobank. E intanto emerge maxi valutazione in vista dell’IPO.

Revolut e la stretta della BCE. Tutto quello che devono sapere i clienti della banca

Stretta della BCE contro Revolut, la fintech con sede nel Regno Unito che si è messa in evidenza negli ultimi anni con una forte espansione in tutto il mondo, Italia compresa, dove i clienti della banca, come è emerso alla fine di maggio, sono ormai più di 5 milioni.

Revolut colpita dalla BCE, in Italia più di 5 milioni di clienti. Nella Top 5 delle banche italiane

Per avere un’idea della crescita di Revolut, basti pensare che, soltanto nel 2025, i clienti di Revolut in Italia hanno effettuato transazioni per un ammontare di oltre 50 miliardi di euro, in crescita del 78% su base annua.

Forte di una penetrazione di mercato di quasi il 10%, Revolut si posiziona attualmente nella Top 5 delle banche italiane, e punta entro i prossimi 12 mesi a entrare nella Top 3.

Revolut si è messa in evidenza inoltre nell’ultimo periodo per avere ottenuto una licenza bancaria nel Regno Unito, dopo i ripetuti no, qualificandosi così come vera e propria banca nel Paese.

Tornando alla stretta della BCE, a dare la notizia è stato il Financial Times, che ha reso noto che Francoforte ha imposto alla neobank di rafforzare i sistemi di controllo interni prima di lanciare nuovi prodotti finanziari.

Il diktat della Vigilanza bancaria della Banca centrale europea risale al 2025, e si spiega con l’individuazione di alcune lacune nella governance e nella gestione del rischio da parte della fintech.

Le richieste della BCE a Revolut frenano la sua espansione in Europa

A Revolut la BCE ha così intimato di assicurarsi che eventuali futuri prodotti finanziari ricevano il via libera di specialisti qualificati interni prima di essere offerti al pubblico.

Nell’articolo dell’FT si legge che l’autorità si è mossa l’anno scorso “per limitare in via temporanea le attività di Revolut, imponendo maggiori restrizioni alla divisione europea della fintech più preziosa del continente, sulla scia delle preoccupazioni per la rapidità con cui l’azienda approvava nuovi prodotti finanziari”.

Non solo. Alla divisione europea di Revolut sarebbe stata vietata l’acquisizione di nuovi clienti e di altre aziende nei Paesi extraeuropei, mentre ai vertici della banca sarebbe stato chiesto di considerare in che modo le offerte di nuovi prodotti potrebbero avere effetti sul suo capitale e sulla sua liquidità.

In poche parole, la BCE ha deciso di frenare l’espansione di Revolut in Europa.

La precisazione del Financial Times e la risposta di Revolut (già colpita da una sanzione in Italia)

Detto questo, l’FT ha precisato di non essere stato in grado di verificare se tutti i limiti imposti dalla BCE siano
stati “revocati o se alcuni siano ancora in vigore, anche perché nell’ultimo anno Revolut ha lanciato una gamma di prodotti - tra cui mutui, conti per adolescenti e filiali - in tutta Europa, ampliando la propria base clienti”.

Va ricordato che le autorità avevano già acceso i fari su Revolut già in Italia, dove di recente la fintech era stata colpita da una multa da 11,5 milioni di euro, in quanto accusata di avere fornito informazioni fuorvianti sulle commissioni e sulle condizioni applicate ad alcuni prodotti di investimento.

Nessun commento è arrivato dalla BCE, mentre Revolut si è fatta sentire comunicando di essere “in costante e costruttivo dialogo con le autorità di vigilanza, inclusa la Banca Centrale Europea, nell’ambito delle nostre normali attività come banca pienamente autorizzata”.

Revolut verso IPO? La maxi valutazione che batte quella delle banche europee più grandi

La notizia della stretta della BCE arriva mentre Revolut, ha riportato ancora l’FT, starebbe valutando la possibilità di sbarcare in Borsa con il lancio di un’IPO, tanto da avere già comunicato agli investitori di puntare a una valutazione di 200 miliardi di euro, valore che supererebbe la capitalizzazione di mercato di diverse banche tra le più importanti in Europa, come UBS e Santander.

La cifra fa impallidire anche la valutazione implicita emersa da una recente transazione secondaria di azioni, pari a $115 miliardi e superiore alla capitalizzazione di altre importanti banche europee come Barclay, BNP Paribas CaixaBank.

Si tratta inoltre di un valore decisamente più alto della valutazione implicita di $75 miliardi comunicata da Revolut, relativa al 2025, quando tra gli investitori più importanti si sono messi in evidenza Coatue, Greenoaks, Dragoneer, Fidelity, e anche la divisione di venture capital di Nvidia, NVentures.

Revolut conta su più di 75 milioni di clienti con un conto retail in tutto il mondo, mentre sono più di 800.000 i clienti con un conto aziendale a livello globale.

La fintech opera in più di 160 Paesi e regioni e più di 30 valute sono supportate nella sua APP.

Tra le pietre miliari raggiunte nel 2025, le licenze bancarie o di pagamento chiave ottenute in Messico, India, Colombia (incorp.) ed Emirati Arabi Uniti e il mantenimento del “titolo di azienda tecnologica privata più preziosa d’Europa”.