Quasi 30 giorni di ordinaria follia vissuti da diversi correntisti di questa grande banca italiana tra senso di smarrimento e di umiliazione e mancati incassi spettanti.
È dal 20 aprile 2026 che è diventata efficace la fusione per incorporazione della Banca Popolare di Sondrio in BPER Banca: da quella data i correntisti dell’istituto valtellinese sono diventati ufficialmente clienti del gruppo modenese.
“Un nuovo inizio. Banca Popolare di Sondrio è diventata BPER. La banca dove tutto può iniziare”, ha annunciato BPER, l’istituto di credito tra i più importanti in Italia, guidato dall’amministratore delegato Gianni Franco Papa, quotato sul Ftse Mib di Piazza Affari.
Ma, in base a quanto appreso da Money.it, la migrazione dei correntisti dalla Popolare di Sondrio a BPER, non solo non è stata facile, ma si è confermata una vera e propria Odissea.
Conti bloccati, bonifici incassati dopo lunghi tempi di attesa, lunghe file di fronte agli sportelli delle filiali, per cercare di capire che fine avessero fatto i propri soldi.
Addirittura, migliaia di euro improvvisamente spariti dai propri saldi, poi riapparsi d’incanto, così come hanno riferito alcuni commercianti romani.
Oltre al danno, la beffa. In alcuni casi i conti intestati ai clienti della Popolare di Sondrio diventati clienti di BPER sono stati attivi per il pagamento delle spese fisse, confermandosi tuttavia bloccati nella ricezione di assegni familiari, rimborsi, stipendi, pensioni.
In sintesi: risparmiatori e correntisti della Popolare di Sondrio sull’orlo di una crisi di nervi, di fronte a dipendenti delle filiali conquistate da BPER tartassati da telefonate e richieste di chiarimenti.
Il caso dell’amministrazione di condominio costretta a inviare PEC di reclamo a BPER e Bankitalia
A essere stata contattata è stata addirittura Bankitalia, come dimostra il caso che ha visto protagonista lo Studio Bazzicalupo - Amministrazione Condominiale, con sede a Roma, costretto a inviare a Via Nazionale e al Gruppo BPER una PEC di reclamo e di diffida ad adempiere.
I motivi sono stati tutti elencati scritti nero su bianco nella PEC che porta la data di venerdì 24 aprile 2026, inviata ai seguenti indirizzi: [email protected]; [email protected]; [email protected], avente per oggetto “RECLAMO FORMALE, DIFFIDA AD ADEMPIERE E MESSA IN MORA - Blocco ingiustificato di n. 13 conti correnti condominiali (ex PopSo), interruzione di servizio e totale assenza di assistenza”.
- 13 conti correnti condominiali amministrati che di colpo sono diventati totalmente inaccessibili.
- Codice contratto necessario per operare che non è stato mai stato consegnato dalla filiale ex Popolare di Sondrio.
- Non solo. L’amministrazione è stata costretta addirittura ad aprire “un conto corrente privato per tentare di associarvi i suddetti conti condominiali”.
Dal testo, è emersa una “ situazione di blocco totale e ingiustificato ” che, nello specifico “ Paolo Bazzicalupo, nella sua qualità di professionista e Amministratore di Condominio ”, ha così riassunto nella missiva inviata alla Banca d’Italia:
“Impossibilità di accesso: Non mi è consentito l’accesso neppure come utente ’privato’. Ogni tentativo di login restituisce un messaggio d’errore bloccante che impone di ’rivolgersi alla filiale’ per sbloccare la posizione. Irreperibilità della Filiale: Seguendo le istruzioni del Vostro stesso portale, ho tentato ripetutamente di contattare la filiale di riferimento, riscontrando un comportamento inaccettabile: le e-mail non ricevono riscontro e le chiamate telefoniche o terminano con un messaggio registrato o, peggio, viene sollevata la cornetta e immediatamente riagganciata dagli operatori. Inutilità dei solleciti: Nonostante il contatto con la chat (21 aprile) e la rassicurazione del Numero Verde (23 aprile) circa un sollecito interno, la filiale e il referente continuano a ignorare ogni richiesta di assistenza, nonostante sia stata evidenziata l’urgenza di operare su fondi di terzi”.
La PEC inviata dallo Studio Bazzicalupo-Amministrazione di Condominio a BPER e a Bankitalia
Così si legge nella PEC inviata a BPER e Bankitalia: «A seguito della fusione e migrazione dei sistemi da Banca Popolare di Sondrio a BPER Banca, i n. 13 conti correnti condominiali da me amministrati e radicati presso il Vostro istituto risultano a tutt'oggi totalmente inaccessibili».
Nuova email a BPER inviata con urgenza in data 19 maggio
In preda alla frustrazione più totale, costretta a bussare perfino alla porta di Bankitalia nell’inviare la PEC, lo Studio Bazzicalupo ha comunicato a Money.it che la situazione ha iniziato a regolarizzarsi il 19 maggio, praticamente quasi esattamente un mese dopo l’efficacia della fusione per incorporazione della Banca Popolare di Sondrio in BPER.
Un mese di ansie ed emicranie, insomma, che ha portato lo Studio Bazzicalupo a non risparmiare aspre critiche alla gestione dell’operazione, rivelatasi un’esperienza kafkiana: “Un’operazione di fusione bancaria, pianificata da mesi, non può in alcun caso tradursi nel blocco totale dell’operatività della clientela, né tanto meno nel ’sequestro’ di fatto di liquidità appartenente a terzi (i Condomini). L’impossibilità di accedere ai fondi mi impedisce di onorare le scadenze fiscali, pagare i fornitori e gestire le utenze e le emergenze dei 13 condomini amministrati, esponendo il sottoscritto a gravissime responsabilità civili e penali verso terzi, di cui il Vostro Istituto sarà tenuto a rispondere”.
Tra l’altro, sempre a Money.it, lo Studio Bazzicalupo si è così sfogato: “La mancanza di operatività per un tempo così prolungato (siamo riusciti a visualizzare alcuni conti solo il 19/05/2026 e nei giorni successivi ad accedere ed operare) ha esposto i Condomini al rischio di azioni di recupero crediti da parte dei fornitori nonché alla possibile decadenza di accordi di rateizzazione e/o piani di rientro debitamente concordati, per i quali il pagamento entro le scadenze rappresenta un aspetto essenziale”.
Infine, “sebbene di più limitata entità, ma comunque imputabile al disservizio, non è stato possibile procedere agli adempimenti fiscali mensili, ossia al versamento delle ritenute d’acconto, soggetti dunque all’applicazione di interessi e sanzioni”.
Così si legge nella email dello Studio Bazzicalupo che risale allo scorso 19 maggio 2026, che ha portato BPER, finalmente, a iniziare ad attivarsi:
“Spett.le Servizio Clienti Gruppo BPER Banca,
con la presente desidero esprimere il mio profondo disappunto per il protrarsi del mancato riscontro, nonostante le
ripetute rassicurazioni ricevute in merito a un Vostro ricontatto. Ad oggi la problematica segnalata rimane irrisolta, causando gravi disagi all’operatività dello studio e dei soggetti da me rappresentati. Nel sollecitare un’immediata e definitiva risoluzione di quanto in oggetto, Vi comunico che, in assenza di un riscontro concreto entro la giornata odierna, mi vedrò costretto a tutelare i miei diritti e gli interessi dei miei assistiti nelle sedi opportune.
Resto in attesa di una Vostra urgente comunicazione.
Distinti saluti”.
L’altra email inviata lo scorso 19 maggio 2026 dal correntista di Popolare di Sondrio
Così si legge nell'email inviata al servizio clienti di BPER lo scorso 19 maggio, data a partire dalla quale la situazione ha iniziato a migliorare progressivamente. (Fonte: Studio Bazzicalupo)
“Diversi solleciti inviati, ma la filiale di riferimento di Banca Popolare di Sondrio non ci ha ricontattati”
Insomma, un disastro andato avanti per un mese circa, di cui sono stati ritenuti responsabili anche la filiale di riferimento e il servizio di assistenza di BPER.
A seguito dell’invio della PEC a Bankitalia, infatti, l’amministrazione ha tentato “ripetuti contatti e-mail e vie brevi sia al servizio assistenza di BPER sia alla filiale di riferimento, la quale - a detta dell’assistenza BPER - avrebbe dovuto occuparsi della risoluzione della problematica”.
Ma, a dispetto della situazione conclamata di emergenza, “la filiale non ha mai riscontrato le nostre telefonate, né siamo stati ricontattati, nonostante le ripetute rassicurazioni ricevute dal servizio di assistenza”.
Tutto questo è accaduto, ha rimarcato lo Studio Bazzicalupo, quando si sa benissimo che ogni “condominio è soggetto ad una serie di scadenze che riguardano, in primis, le utenze essenziali (acqua, elettricità) oltre che alle più varie spese di gestione e manutenzione ”.
Poi, l’epilogo per l’appunto: “La situazione ha comunicato a regolarizzarsi il 19 maggio”, ha ribadito lo Studio, segnalando tuttavia anche che “successivamente alla PEC già allegata abbiamo trasmesso diversi solleciti tramite e-mail alla filiale di riferimento ” .
Lo sfogo dei correntisti. Conti correnti attivi per le spese fisse, bloccati per gli incassi di assegni, bonifici e pensioni
Testimonianze sui disagi vissuti dai correntisti di Popolare di Sondrio passati a BPER sono state rilasciate a Money.it anche da altri correntisti romani.
Così un cliente storico dell’istituto valtellinese, nel ripercorrere la triste vicenda del conto congelato, che è durata, anche in questo caso, un mese circa:
“Mai successa una cosa del genere. Quando io e mia moglie venimmo qui per la prima volta, più di 20 anni fa, l’allora direttore della Popolare di Sondrio ci accolse aprendoci il conto, in quanto interessato, disse, a conoscere ’personalmente i suoi clienti’. Un mese fa circa, invece, ci siamo ritrovati di colpo a corto di soldi, con versamenti di assegni e bonifici non pervenuti. Ma le rate dei finanziamenti da pagare, quelle sì che sono uscite. Poi, è vero che la banca si è mossa per coprire le perdite, ma arrivare a elemosinare quanto ci spettava di diritto è stato a dir poco umiliante”.
Tra l’altro, “non è stato possibile fare neanche bonifici istantanei! Per non parlare del fatto che a un certo punto la banca mi ha assegnato il numero di un conto corrente per far sì che ottenessi finalmente la pensione di invalidità per un familiare a mio carico, per poi costringermi a farne uno nuovo, rimpallando la responsabilità all’INPS. Tutto, dopo che mi era stato assicurato che sarebbe stata BPER a occuparsi delle pensioni”.
A passare i guai un altro cliente della Popolare di Sondrio, che si è fatto portavoce anche del dramma vissuto da altri correntisti:
“Per un mese circa, diverse famiglie si sono viste addebitare le spese fisse, quindi le rate sui mutui, le bollette, le assicurazioni per la macchina, senza ricevere tuttavia gli stipendi, i rimborsi a cui avevano diritto, gli assegni familiari. Tante le persone che hanno provato lo stesso senso di smarrimento, incapaci di coprire le spese in quanto a corto di liquidità. Tra l’altro, l’atteggiamento non è stato di grande comprensione. Ed è sconvolgente il fatto che un cambio di IBAN, nel 2026, nell’era dell’intelligenza artificiale, sia riuscito a provocare tanti disagi a intere famiglie, facendo sì che i conti fossero aperti per gli addebiti delle spese, ma non per gli accrediti”.
Entrate nei conti, dunque, congelate, ma non le spese: le rate dei mutui, i costi dei finanziamenti, gli interessi da pagare hanno così drenato il saldo dei conti. In alcuni casi, sono dovuti intervenire i datori di lavoro per dimostrare come i bonifici a favore dei loro dipendenti fossero stati già versati.
Dopo un mese circa, l’Odissea è giunta alla sua conclusione, e tutti hanno potuto tirare finalmente un sospiro di sollievo.
Ma un mese di attesa significa che fin troppi sono stati i giorni di ordinaria follia vissuti in prima persona da diversi correntisti, ormai ex, di Banca Popolare di Sondrio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA