Al via il 30 agosto lo Slam di New York, l’ultimo della stagione: 108 milioni di dollari totali (+20% rispetto a un anno fa), 5,5 milioni al vincitore (che non sarà Sinner)
Quanto vale il montepremi degli Us Open 2026? La domanda è di stretta attualità per una ragione precisa: lo Slam americano si conferma il torneo di tennis più ricco al mondo, a livello sia ATP che WTA, e con l’edizione 2026 alza ancora l’asticella superando il record che aveva fissato appena un anno fa.
Quarto e ultimo Major della stagione, il torneo di New York scatta domenica 30 agosto - con le qualificazioni già dal 24 - e si chiude il 13 settembre. Sul cemento di Flushing Meadows pesa l’assenza del numero uno del mondo Jannik Sinner, che ha rinunciato all’appuntamento, ma la pattuglia italiana resta nutrita: nel maschile Flavio Cobolli, Lorenzo Musetti, Luciano Darderi, Matteo Arnaldi, Matteo Berrettini, Lorenzo Sonego e Mattia Bellucci; nel femminile Jasmine Paolini ed Elisabetta Cocciaretto.
leggi anche
Il patrimonio di Carlos Alcaraz. Tutti i guadagni del tennista spagnolo fermo ai box per infortunio
Montepremi US Open 2026: il prize money più ricco della storia del tennis
Lo US Open 2026 segna una nuova vetta assoluta per i tornei dello Slam e, in generale, per l’intero circuito professionistico maschile e femminile.
La United States Tennis Association (USTA) ha annunciato un montepremi complessivo di 108 milioni di dollari (circa 92,5 milioni di euro): è il prize money più alto di sempre nel tennis professionistico, con un aumento del 20% rispetto al precedente record, fissato dallo stesso US Open nel 2025 a quota 90 milioni di dollari (circa 77 milioni di euro).
Dietro la cifra c’è la spinta dei giocatori. La battaglia per premi più alti negli Slam - portata avanti in prima linea da Sinner, Djokovic, Zverev e da gran parte della top 10 - ha convinto gli organizzatori ad alzare il budget, che oggi vale circa il 18% dei ricavi del torneo, con la promessa di un consiglio degli Slam che veda i tennisti seduti al tavolo. Il pacchetto comprende anche un nuovo Programma di sostegno ai giocatori, finanziato in avvio con 2 milioni di dollari (circa 1,71 milioni di euro), ripartiti in parti uguali tra uomini e donne.
US Open 2026: come viene distribuito il montepremi
I 108 milioni di dollari sono ripartiti in egual misura tra donne e uomini, senza alcuna distinzione, come ormai da diversi anni.
I due campioni del singolare, maschile e femminile, incasseranno 5,5 milioni di dollari a testa (circa 4,71 milioni di euro), il premio più alto mai riconosciuto in uno Slam. Da record anche l’assegno per chi esce già al primo turno: 140.000 dollari (circa 120.000 euro).
Ecco la distribuzione del montepremi del singolare, turno per turno.
- Vincitore/Vincitrice: 5,5 milioni di dollari (circa 4,71 milioni di euro)
- Finalista: 2,8 milioni di dollari (circa 2,40 milioni di euro)
- Semifinali: 1,45 milioni di dollari (circa 1,24 milioni di euro)
- Quarti di finale: 780.000 dollari (circa 668.000 euro)
- Ottavi di finale: 480.000 dollari (circa 411.000 euro)
- Terzo turno: 290.000 dollari (circa 248.000 euro)
- Secondo turno: 190.000 dollari (circa 163.000 euro)
- Primo turno: 140.000 dollari (circa 120.000 euro)
Il confronto con l’edizione precedente racconta però una scelta ben precisa: gli aumenti più consistenti non sono andati ai campioni, ma a chi si ferma nei primi turni. Ecco la tabella riepilogativa del singolare rispetto allo US Open 2025.
| Fase del torneo | Montepremi US Open 2025 (in $) | Montepremi US Open 2026 (in $) | Variazione |
|---|---|---|---|
| Vittoria | 5 milioni | 5,5 milioni | +10% |
| Finale | 2,5 milioni | 2,8 milioni | +12% |
| Semifinale | 1,26 milione | 1,45 milione | +15% |
| Quarti di finale | 660.000 | 780.000 | +18% |
| Ottavi di finale | 400.000 | 480.000 | +20% |
| 3° Turno | 237.000 | 290.000 | +22% |
| 2° Turno | 154.000 | 190.000 | +23% |
| 1° Turno | 110.000 | 140.000 | +27% |
Come si evince, la vittoria cresce del 10%, ma il primo turno del 27%: un segnale di redistribuzione verso i giocatori con classifiche più basse, quelli per cui un turno in più o in meno può fare la differenza di un’intera stagione. La stessa logica vale per le qualificazioni, il cui montepremi sale del 16%: chi supera il primo turno del tabellone cadetto porta a casa 32.000 dollari (circa 27.400 euro). Nel doppio maschile, femminile e misto, infine, la coppia vincitrice incassa 1 milione di dollari (circa 856.000 euro).
Us Open 2026 è anche il caro-biglietti
Il torneo più ricco di sempre ha un rovescio della medaglia, e a pagarlo è il tifoso. Con i pacchetti riservati ad aziende e clientela di fascia alta, il resto dei tagliandi è finito sulle piattaforme di rivendita con rincari senza precedenti. Il Grounds Pass, l’ingresso più economico che non garantisce nemmeno un posto a sedere, parte da un prezzo ufficiale di 65 dollari: sul mercato secondario, però, secondo l’ANSA è stato offerto tra i 240 e i 478 dollari, mentre Il Giornale segnala picchi fino a cinque volte il valore di listino, oltre i 360 dollari. Salendo di categoria le cifre diventano da capogiro: circa 327 dollari per il posto più economico del Day 1 sull’Arthur Ashe, 466 sul Louis Armstrong, e oltre 21.000 dollari per la finale maschile.
Persino l’esibizione di Roger Federer nella Fan Week, con Roddick, Agassi e McEnroe, è stata rivenduta oltre i 2.000 dollari. Per arginare le proteste, il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha bloccato 1.000 biglietti a prezzo calmierato - 100 dollari, riservati ai soli residenti previa verifica della residenza - validi dal 30 agosto all’8 settembre e non rivendibili su Ticketmaster. Una misura simbolica, a fronte di una domanda in continua crescita: l’US Open ha superato per la prima volta il milione di spettatori nel 2024 e la prevendita American Express di quest’anno, riporta il New York Magazine, è andata esaurita in meno di due ore. Il nodo si intreccia con una vicenda più ampia: nel settembre 2025 la Federal Trade Commission e sette Stati hanno citato in giudizio Ticketmaster e la controllante Live Nation per pratiche ritenute ingannevoli su prezzi e limiti di acquisto.
Sullo sfondo, la ristrutturazione da 800 milioni di dollari dell’Arthur Ashe, che aggiungerà oltre 2.000 posti premium a bordo campo, con ristoranti e lounge riservate. Il paradosso resta: gli US Open sono di proprietà della USTA, un ente senza scopo di lucro la cui missione dichiarata è promuovere il tennis. Il montepremi più ricco di sempre, insomma, lo finanziano soprattutto gli spettatori.