A Jannik Sinner è stata decurtata metà del premio in denaro vinto a Wimbledon dopo la vittoria contro Alexander Zverev

Alessandro Nuzzo

13 Luglio 2026 - 18:05

Il tennista italiano ha battuto Zverev in finale di Wimbledon ma parte del montepremi da 4,2 milioni di euro andrà al Fisco britannico in tasse.

A Jannik Sinner è stata decurtata metà del premio in denaro vinto a Wimbledon dopo la vittoria contro Alexander Zverev

Jannik Sinner lo ha rifatto. Dopo il trionfo dello scorso anno, ha vinto per il secondo anno consecutivo il torneo di Wimbledon, il più prestigioso appuntamento del tennis mondiale che si disputa sull’erba londinese. Oltre al fascino e alla storia della competizione, Wimbledon è anche uno dei tornei più ricchi del circuito per il montepremi messo in palio. Sinner, dopo la delusione vissuta al Roland Garros, è arrivato a Londra con grande determinazione e ha completato un percorso praticamente perfetto. In finale ha avuto la meglio sul tedesco Alexander Zverev, imponendosi con il punteggio di 6-7, 7-6, 6-3, 6-4 in poco meno di tre ore di gioco e conquistando così il suo titolo Slam.

Al di là della vittoria sul campo, che consolida ulteriormente la sua posizione di numero uno del ranking mondiale, Sinner si è portato a casa anche un ricchissimo assegno da 3,6 milioni di sterline, pari a circa 4,2 milioni di euro. Si tratta del premio più alto mai assegnato a un vincitore nella storia del torneo londinese. L’assegno è cresciuto del 20% rispetto allo scorso anno.

Metà del montepremi di Wimbledon andrà al Fisco britannico

Peccato però che, nel momento in cui ha alzato al cielo il trofeo di Wimbledon, Sinner avesse già perso quasi metà del premio a causa delle tasse. Il tennista italiano dovrà infatti versare al fisco britannico circa 1,62 milioni di sterline. Il meccanismo funziona in questo modo: Wimbledon applica automaticamente una prima trattenuta del 20% prima dell’erogazione del premio. Trattandosi però di un reddito che supera ampiamente la soglia massima prevista dal sistema fiscale britannico, la parte restante viene tassata con un’aliquota del 45%, applicata ai redditi superiori a 125.140 sterline nell’anno fiscale. Sommando le due trattenute, Sinner finisce così per versare quasi la metà dell’intero montepremi.

Esiste comunque un piccolo margine di recupero. I tennisti professionisti possono infatti dedurre diverse spese direttamente collegate all’attività sportiva, come voli, costi dello staff tecnico, attrezzature e alloggi, riducendo così l’imponibile effettivo. Se il reddito imponibile risultasse inferiore ai 3,6 milioni di sterline lordi, anche il conto finale con il fisco potrebbe essere leggermente più leggero.

La stessa sorte tocca anche al finalista sconfitto. Alexander Zverev, sul premio da 1,8 milioni di sterline, pari a circa 2,1 milioni di euro, è infatti soggetto al medesimo regime fiscale britannico, con un’aliquota massima del 45%.

Cresce ulteriormente il patrimonio complessivo di Sinner

Con questo successo il patrimonio complessivo del numero uno del mondo continua a crescere. Secondo le stime più recenti, il patrimonio netto di Sinner si aggira oggi tra i 45 e i 70 milioni di dollari, considerando sia i montepremi sia gli introiti derivanti dalle sponsorizzazioni. Già nel 2024, secondo Forbes, l’azzurro aveva incassato 26,6 milioni di dollari, una cifra mai raggiunta prima da un tennista italiano. Eppure parliamo di appena due anni fa, quando Sinner era ancora nella fase di definitiva consacrazione del proprio talento. Nel frattempo è diventato uno dei giocatori più forti della storia recente del tennis e, per molti, il migliore in assoluto.

È quindi plausibile che il suo patrimonio reale sia oggi ancora più elevato rispetto alle stime disponibili. Gran parte della ricchezza dell’altoatesino arriva infatti dai contratti pubblicitari, che ormai superano il valore dei montepremi conquistati sul campo. Il più importante è quello decennale con Nike per abbigliamento e calzature, valutato intorno ai 150 milioni di dollari complessivi. A questo si aggiungono le partnership con Rolex, Gucci, Lavazza, De Cecco, Alfa Romeo, Intesa Sanpaolo, Allianz, Fastweb e Head per quanto riguarda le racchette. Non è un caso che Sinner abbia scelto di risiedere fiscalmente nel Principato di Monaco, dove ha anche costituito una società per gestire parte dei propri interessi commerciali, beneficiando di un regime fiscale decisamente più favorevole rispetto a quello italiano.