La carriera e i guadagni di Flavio Cobolli, il tennista romano che si è consacrato con la vittoria della Davis 2025 e oggi si candida ad arrivare in fondo al Roland Garros
Flavio Cobolli è ai quarti di finale del Roland Garros 2026: il tennista romano ha battuto Svajda in quattro set e si è guadagnato un posto tra i migliori otto dello Slam più romantico del tennis mondiale, candidandosi a scrivere la pagina più importante della sua carriera. Con il passaggio ai quarti, Cobolli è già sicuro di incassare almeno 470.000 euro dal montepremi dello Slam parigino e porta il suo ranking mondiale almeno all’undicesimo posto, toccando un nuovo best ranking in carriera.
È l’ultimo atto di una storia iniziata in grande: il 2025 era stato l’anno della consacrazione, con il primo e il secondo titolo ATP, la Coppa Davis 2025 vinta da protagonista assoluto e la prima stagione sopra il milione di guadagni. Il 2026 ha già aggiunto un terzo titolo ad Acapulco, un titolo nel doppio misto a Indian Wells e una finale a Monaco di Baviera. Ma chi è davvero Flavio Cobolli e quanto guadagna? Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Chi è Flavio Cobolli? Un ex calciatore diventato top mondiale nel tennis
Flavio Cobolli nasce il 6 maggio 2002 a Firenze, ma già all’età di un anno la sua famiglia si trasferisce a Roma, città che diventerà il centro della sua crescita sportiva e personale. Fin da piccolo Flavio alterna due passioni apparentemente lontane ma ugualmente intense: il tennis, trasmesso dal padre Stefano - ex tennista professionista e oggi suo allenatore - e il calcio, praticato sin dall’infanzia con la stessa naturalezza e lo stesso entusiasmo.
Fino a 13 anni Cobolli è infatti un terzino della AS Roma, inserito nel settore giovanile a livelli più che promettenti. Lo racconta lui stesso in varie interviste: il calcio era molto più di un passatempo, anzi un possibile futuro. Ma la svolta arriva proprio in quell’età di passaggio, in piena adolescenza: Flavio decide di lasciare il pallone per dedicarsi interamente al tennis, una scelta rivelatasi decisamente azzeccata.
La presenza del padre come guida tecnica si rivela poi determinante. Nel percorso giovanile arrivano presto le prime vittorie nei tornei internazionali under, insieme a una maturazione atletica che lo porta a costruire il tennis aggressivo e dinamico che conosciamo oggi. Il debutto tra i professionisti nel 2019 è precoce ma significativo - appena 17 anni - un primo step verso una crescita graduale e lineare che lo porta a misurarsi con i migliori già nelle qualificazioni dei grandi tornei ATP.
Alto 183 cm per 74 kg, destro naturale, Flavio costruisce il suo gioco sulla terra rossa, dove il dritto pesante e il ritmo da fondo campo fanno la differenza, ma ha dimostrato di saper adattare il proprio tennis anche al cemento - come confermato dalla vittoria ad Acapulco - e all’erba. La solida amicizia con Edoardo Bove, ex centrocampista della Roma, è l’ultimo retaggio della sua passione per il calcio. Non si diventa numero 11 al mondo per caso.
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I trionfi di Flavio Cobolli, dalla Davis 2025 al cammino a Parigi
La consacrazione di Flavio Cobolli nel 2025 è impressionante. Arrivano in serie il primo e il secondo titolo della carriera nel circuito maggiore: vince il torneo di Bucarest (ATP250), battendo in finale Sebastian Baez con un netto 6-4, 6-4, e poco dopo conquista ad Amburgo il primo ATP500 della carriera superando Andrej Rublev 6-2, 6-4. A Wimbledon si spinge fino ai quarti di finale, dove cede solo a Novak Djokovic. Ma è con la Coppa Davis 2025 che Cobolli raggiunge la definitiva consacrazione nel cuore del pubblico italiano: 3 vittorie su 3 incontri alle finali di Bologna, diventando il protagonista assoluto dell’ultima giornata contro la Spagna, rimontando Jaume Munar dopo aver perso il primo parziale per 6-1. Un’impresa seguita in TV da più di 6 milioni di persone nelle battute finali.
Il 2026 riparte da dove si era fermato: a marzo conquista il suo terzo titolo ATP battendo Frances Tiafoe in finale ad Acapulco (7-6, 6-4), e a Indian Wells aggiunge anche il primo titolo nel doppio misto in coppia con Belinda Bencic. Arriva poi in finale agli Internazionali di Monaco di Baviera, battendo in semifinale per la prima volta in carriera il numero 3 del mondo Alexander Zverev, e si spinge ai quarti di finale a Madrid - dove supera Daniil Medvedev - prima di cedere ancora a Zverev.
Oggi è ai quarti del Roland Garros 2026, dopo aver battuto Svajda in quattro set: la corsa non è finita.
Quanto guadagna Flavio Cobolli? Prize money, patrimonio e sponsor
Il 2025 di Flavio Cobolli non è stato solo l’anno della consacrazione sportiva, ma anche quello del salto economico più importante della sua carriera.
Secondo i dati ufficiali dell’ATP Tour, nel solo 2025 Cobolli ha guadagnato 2,6 milioni di dollari (circa 2,2 milioni di euro), la sua stagione più redditizia di sempre. Il totale career earnings - singolare e doppio combinati - ha raggiunto 6,76 milioni di dollari, pari a circa 5,8 milioni di euro.
Nel solo 2026, già prima dell’inizio del Roland Garros, Cobolli aveva incassato 1,5 milioni di dollari (circa 1,3 milioni di euro), cifra a cui si aggiungono ora almeno 470.000 euro garantiti dal passaggio ai quarti di finale dello Slam parigino. Dati che danno la misura di quanto questo tennista sia diventato una macchina da prize money.
Oltre ai premi dei tornei, il patrimonio del tennista romano è alimentato da contratti di sponsorizzazione in rapida espansione. Dopo aver chiuso la collaborazione con Lotto, Cobolli ha firmato un accordo con On, l’azienda svizzera di abbigliamento tecnico diventata un punto di riferimento internazionale anche grazie al coinvolgimento di Roger Federer come investitore. Flavio è inoltre ambassador di importanti brand del gruppo Unilever, tra cui Rexona, Mentadent e Dove Men+Care, realtà che da anni investono nel mondo dello sport e hanno visto in lui un volto fresco e credibile.
Sponsorizzazioni di questo livello si traducono in un aumento consistente dei ricavi extracompetitivi, contribuendo a costruire quella parte del patrimonio che, soprattutto per i giocatori emergenti e di recente consacrazione, diventa fondamentale quanto il prize money stesso. E con il Roland Garros ancora da giocare, il suo futuro economico - come quello sportivo - sembra destinato a crescere ancora.
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