Dietro al numero 1 al mondo, Jannik Sinner, c’è un team affiatato e di altissimo profilo. E anche super pagato: l’elemento più illustre? Sicuramente Darren Cahill
Nel tennis di oggi non si è numeri 1 per caso. Un obiettivo del genere vuol dire tantissimi sacrifici, cura maniacale di ogni aspetto dell’atleta e di chi gli sta intorno e, soprattutto, vittorie sul campo. Insomma, il top assoluto dentro e fuori dal rettangolo di gioco. E anche dietro a Jannik Sinner, ovviamente, c’è tutto questo e molto altro.
Dal fisioterapista ai medici fidati, passando per esperti di alimentazione, osteopatia e, ovviamente, tennis, la materia prima finale. E non a caso proprio Sinner dopo ogni vittoria ci tiene particolarmente a ringraziare il proprio team, costruito negli anni del professionismo con diversi cambi che, nel corso delle stagioni, hanno fatto davvero rumore. Ma la svolta che ha portato l’azzurro dall’essere un enorme talento grezzo a giocatore più forte del mondo è arrivata quando Sinner ha deciso di affidarsi al duo Vagnozzi-Cahill.
Per carriera e trascorsi, è proprio il profilo di Darren Cahill a scuotere la scena mediatica, soprattutto internazionale. D’altronde, con il super coach australiano pezzi grossi della racchetta come Lleyton Hewitt e Andre Agassi hanno raggiunto alcuni dei loro picchi massimi in carriera, e la lunga esperienza nei circuiti ATP e WTA gli dona anche quella fama da professore che quel che tocca diventa oro. Senza dubbio, anche il proprio conto in banca. Ma quanto prende un coach come Cahill per allenare e, soprattutto, gestire il numero 1 del tennis mondiale?
Chi è Darren Cahill e perché è l’arma segreta dietro all’ascesa di Jannik Sinner
A livello di tennis mondiale, Darren Cahill è considerato molto più di un semplice allenatore. Per molti addetti ai lavori è una sorta di “guru silenzioso” del circuito, uno di quei profili che lavorano lontano dai riflettori ma che riescono a cambiare radicalmente la carriera dei giocatori che seguono. Non a caso il suo soprannome storico è “Killer”, nomignolo nato ai tempi da tennista professionista e rimasto cucito addosso anche durante la sua seconda vita da coach.
Prima di diventare uno degli allenatori più influenti del tennis moderno, Cahill ha avuto infatti una discreta carriera ATP. Australiano, classe 1965, è diventato professionista nel 1984 riuscendo a spingersi fino alla posizione numero 22 del ranking mondiale in singolare e alla numero 10 in doppio. Il suo miglior risultato Slam arrivò agli US Open del 1988, torneo in cui raggiunse la semifinale arrendendosi soltanto a Mats Wilander. Una carriera solida, frenata però da continui problemi fisici alle ginocchia e da ben dieci operazioni che lo portarono al ritiro nel 1995.
Ed è proprio da lì che nasce il “secondo” Darren Cahill, quello che ha costruito la sua leggenda in panchina. Prima con Lleyton Hewitt, portato a diventare il più giovane numero 1 del mondo della storia in quel momento, poi con Andre Agassi, guidato verso una clamorosa rinascita culminata con il ritorno in vetta al ranking ATP. Nel corso degli anni ha lavorato anche con campioni come Andy Murray, Ana Ivanovic, Fernando Verdasco e soprattutto Simona Halep, accompagnata fino al trionfo al Roland Garros e al numero 1 WTA.
Quando Sinner lo ha scelto nel 2022 per affiancare Simone Vagnozzi, la sensazione generale era che l’azzurro stesse facendo un salto di qualità definitivo. E così è stato. Cahill ha portato nel team esperienza, gestione della pressione, mentalità vincente e una lettura quasi ossessiva dei dettagli. Lo stesso Sinner ha più volte spiegato come l’australiano gli abbia dato sicurezza nei momenti decisivi e una nuova consapevolezza nei grandi match. Non solo tattica, quindi, ma soprattutto testa: probabilmente il vero segreto che ha trasformato il talento di Sinner in una macchina quasi perfetta.
Patrimonio e stipendio di Darren Cahill: ecco quanto guadagna
Allenare il numero 1 del mondo, soprattutto in un’epoca in cui il tennis muove cifre enormi tra sponsor, montepremi e diritti televisivi, significa entrare in una fascia economica riservata a pochissimi. E Darren Cahill, ovviamente, ne fa pienamente parte.
Secondo diverse stime internazionali, il patrimonio complessivo del coach australiano oscillerebbe infatti tra i 5 e i 9 milioni di dollari, vale a dire circa tra i 4,2 e i 7,6 milioni di euro al cambio attuale.
Una ricchezza costruita non soltanto con il coaching, ma anche grazie alle collaborazioni televisive con ESPN e Channel 7, alle attività da opinionista e ai programmi di sviluppo legati al tennis professionistico. Tuttavia, è proprio il lavoro accanto a Sinner ad aver fatto impennare ulteriormente i suoi guadagni negli ultimi anni.
Le cifre ufficiali del contratto tra Cahill e Sinner non sono mai state rese pubbliche, ma diverse ricostruzioni stimano uno stipendio fisso da circa 6000 euro a settimana, a cui si aggiunge una percentuale sui premi conquistati dal tennista altoatesino. Nel tennis di altissimo livello, infatti, i coach possono incassare generalmente tra il 10% e il 20% del prize money del proprio giocatore.
Facendo una stima prudente attorno al 10-15%, soltanto nel 2025 Cahill potrebbe aver incassato tra 2 e 2,8 milioni di dollari grazie ai circa 19 milioni di dollari vinti da Sinner nei tornei ATP, equivalenti a circa 1,7-2,4 milioni di euro. A questi andrebbe aggiunto il compenso fisso annuale, che si aggira - sempre secondo le stime - sui 300mila euro.
Anche il 2026, almeno fino agli Internazionali d’Italia, si sta rivelando estremamente redditizio. Con oltre 5,5 milioni di dollari già conquistati da Sinner prima ancora del torneo di Roma, la quota potenzialmente destinata a Cahill potrebbe superare gli 800mila dollari, vale a dire circa 700mila euro. Numeri impressionanti, che raccontano perfettamente quanto oggi un super coach possa diventare quasi prezioso quanto il campione che allena.
E il dato forse più incredibile è un altro: in una singola stagione accanto a Sinner, Cahill guadagna molto più di quanto aveva raccolto durante tutta la sua carriera da tennista professionista, chiusa con circa 1,3 milioni di dollari di prize money complessivi. Un po’ come nel calcio, anche nel tennis moderno gli allenatori top sono delle vere e proprie superstar del circuito.
© RIPRODUZIONE RISERVATA