Elezioni regionali Calabria 2019, quando si vota? Data, candidati e sondaggi

Elezioni regionali Calabria 2019: con il governatore Oliveiro nella bufera, vediamo la possibile data, i candidati e cosa dicono i sondaggi a riguardo di questo delicato voto che potrebbe slittare anche a inizio 2020.

Elezioni regionali Calabria 2019, quando si vota? Data, candidati e sondaggi

Situazione di grande incertezza in Calabria in vista delle elezioni regionali che si terranno nel 2019, anche se non è da escludere che la data alla fine sia indicata a inizio 2020, con ogni probabilità a gennaio.

Le vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’attuale governatore Mario Oliverio hanno infatti agitato ulteriormente le acque, con la possibilità poi di effettuare delle primarie regolate da una legge regionale che potrebbe far slittare il voto di qualche mese.

Al momento quindi oltre agli interrogativi sulla data di queste elezioni regionali, aspettando che i sondaggi provino a ipotizzare i possibili scenari c’è una sostanziale confusione anche per quanto riguarda i candidati, con soltanto il centrodestra che avrebbe fatto la sua scelta mentre tra le fila del PD si ipotizza anche una possibile alleanza con i 5 Stelle.

La data delle elezioni regionali in Calabria

Nel 2014 le elezioni regionali in Calabria si sono tenute in data 23 novembre. L’attuale legislatura quindi nel 2019 vedrà scadere il suo mandato ad autunno inoltrato, ma non è detto che non si possa andare prima alle urne.

In teoria quindi le elezioni in Calabria si dovrebbero tenere a novembre 2019, magari in concomitanza con le politiche in caso di un rapido scioglimento delle Camere, ma c’è anche l’ipotesi di uno slittamento a inizio 2020.

Così come in Emilia Romagna, queste elezioni si potrebbero svolgere a gennaio 2020 nel caso in cui si decidesse per realizzare delle primarie regolamentate da una legge regionali, eventualità questa che allungherebbe di conseguenza i tempi.

Il sistema elettorale

In Calabria la legge elettorale è stata cambiata nel settembre del 2014, quindi proprio alla vigilia delle ultime regionali. L’incipit alla modifica arrivò dall’allora governo Renzi, che mosse dei rilievi di costituzionalità in merito al precedente sistema di voto.

Confermato sempre l’impianto proporzionale, sono cambiate le soglie di sbarramento per poter accedere al consiglio regionale (saranno 30 in totale gli eletti). Anche se collegata a una lista regionale che ha superato l’8%, una lista circoscrizionale per poter eleggere propri rappresentanti deve prendere almeno il 4% a livello regionale.

Cambiate quindi anche le circoscrizioni regionali che da cinque sono diventate tre: Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, Cosenza, Reggio Calabria. Infine per garantire la governabilità, il candidato governatore che otterrà più voti potrà giovare di un premio di maggioranza pari al 55% dei seggi.

I candidati

Prima di essere travolto dalle recenti vicende giudiziarie, Mario Oliverio sembrava essere certo di correre per un secondo mandato. Adesso però tutto è molto più incerto nel centrosinistra.

Quasi certamente saranno le primarie a determinare il candidato della coalizione: rimane da capire se l’attuale governatore si presenterà, mentre il Partito Democratico al momento starebbe pensando anche ad aprire le porte al Movimento 5 Stelle ma, a riguardo, molto dipenderà da quello che succederà a livello nazionale.

Sembrerebbe aver già fatto la sua scelta il centrodestra. Forza Italia infatti ha incoronato in pectore il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. Anche se non mancano i mugugni, tutti gli altri partiti dell’area si dovrebbero allineare alla scelta degli azzurri.

Al momento però si parla anche di un terzo polo, a carattere civico, che possa raccogliere i vari scontenti (sembrerebbero essere molti) sia del centrodestra che del centrosinistra. Chi ha apertamente dichiarato di essere pronto a scendere in campo è Carlo Tansi, ex capo della Protezione Civile Calabrese.

I sondaggi

Aspettando che da parte dei vari istituti di indagine vengano realizzati dei sondaggi ufficiali in merito a queste elezioni regionali, possiamo provare a fare delle ipotesi guardando come si è votato di recente in Calabria.

Nel 2014 la vittoria del centrosinistra fu netta, con Mario Oliverio che ha ottenuto una sorta di plebiscito con il 61,41%. Il centrodestra invece, che governava la regione, si era presentato diviso: Forza Italia a Fratelli d’Italia hanno preso il 25,6%, mentre i centristi l’8,7%.

Non andò bene al Movimento 5 Stelle che prese il 4,96% non eleggendo nessun consigliere. Alle elezioni politiche del 4 marzo 2018, i pentastellati si sono però rifatti con gli interessi prendendo a livello regionale il 43,4%.

Grillini pigliatutto in Calabria quindi con il centrodestra che alle politiche si è fermato al 32,1%, mentre il centrosinistra non è andato oltre il 17,1%. In particolare, il Partito Democratico ha preso il 14,3% dopo che alle regionali del 2014 era arrivato al 23,7%.

Alle europee del maggio 2019, il Movimento 5 Stelle è stato il partito più votato con il 26,69%, avvicinato però dalla Lega che è arrivata al 22,61%. Il PD invece non è andato oltre il 18,25%, con Forza Italia al 13,32% e Fratelli d’Italia al 10,26%.

Vista la legge elettorale, una coalizione unita di centrodestra però sarebbe nettamente avanti, a meno di un patto tra i pentastellati e il centrosinistra che rimetterebbe tutto in gioco.

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